In Franciacorta apre a marzo 2026 un nuovo museo per l’arte moderna e contemporanea

Il nuovo spazio museale aprirà al pubblico a partire da marzo, all’interno di un edificio di recente realizzazione nell’area mercatale di Rovato in provincia di Brescia

Rovato si prepara ad accogliere un nuovo presidio culturale dedicato all’arte moderna e contemporanea. Si chiama FRAM e sta per Franciacorta Rovato Arte Moderna e Contemporanea e aprirà al pubblico a marzo 2026, all’interno di un edificio di recente realizzazione nell’area mercatale cittadina, provincia di Brescia.

Il nuovo museo FRAM – Franciacorta Rovato Arte Moderna e Contemporanea

La sede del museo occupa il primo piano della struttura, pensata come luogo di incontro tra funzioni pubbliche e cultura, e nasce per ospitare una collezione costruita nell’arco di oltre cinquant’anni di relazioni, scambi e amicizie nel mondo dell’arte. Un patrimonio sotto il nome di Beppe Bonetti, pittore rovatese e teorico della Metarazionalità, e della moglie Angela Maria Zucchetti, poetessa scomparsa nel 2024.

Dietro il FRAM la storia di Beppe Bonetti e Angela Maria Zucchetti

È proprio dalla loro storia personale e artistica che nasce il museo: una raccolta di opere acquisite nel tempo non attraverso il mercato, ma grazie a rapporti diretti con artisti italiani e internazionali, conosciuti e frequentati lungo un percorso umano prima ancora che professionale. Una collezione che oggi trova una collocazione stabile a Rovato, città di nascita non solo dei due fondatori, ma anche di Gerolamo Calca, protagonista di primo piano dell’arte italiana del Novecento. Il nucleo originario del museo è infatti rappresentato da 23 opere di Calca (1878-1957), considerate tra le più significative della sua produzione. Attorno a questo corpus si sviluppa una raccolta ben più ampia, che comprende circa ottanta artisti moderni e contemporanei, tra pittori e scultori.

La collezione del nuovo FRAM a Rovato

Così, il percorso espositivo accompagna il visitatore lungo una mappa ideale dell’arte del XX Secolo: dalle suggestioni del Bauhaus, del Dadaismo e del Costruttivismo, passando per gli Anni Cinquanta e Sessanta, fino alle stagioni mature dell’astratto e del linguaggio concettuale. Tra i nomi presenti ci sono Sonia Delaunay, Bruno Munari, Hans Richter, Piero Dorazio, Alberto Burri, Robert Indiana, accanto a numerosi protagonisti meno noti al grande pubblico ma di forte rilievo critico. E accanto alla collezione permanente, FRAM ospiterà anche una selezione di opere di Beppe Bonetti, che ripercorrono le tappe principali della sua ricerca artistica, e uno spazio dedicato a mostre temporanee, curate dalla Fondazione che gestirà il museo. Per la conduzione della struttura è infatti nata la Fondazione Bonetti Zucchetti, presieduta dallo stesso Bonetti, che opererà in convenzione con il Comune di Rovato.

L’apertura del FRAM e la riqualificazione dell’area mercatale

Ma il FRAM non sarà soltanto uno spazio espositivo. Il progetto museale include una libreria, una biblioteca specializzata con cataloghi e pubblicazioni degli artisti presenti, un archivio per la conservazione dei materiali più delicati e una sala multimediale, pensata come luogo di raccordo tra le diverse sezioni del museo e punto di accesso a contenuti video e di approfondimento. L’apertura di FRAM, inoltre, si inserisce in un più ampio intervento di riqualificazione urbana dell’area mercatale, che prevede la realizzazione di un parco pubblico di circa 4.000 metri quadrati, il recupero della passeggiata sugli spalti e un primo lotto di lavori sulle mura venete. Resta invece, almeno per ora, sulla carta l’ipotesi di un teatro da costruire accanto al museo.

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Redazione

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