L’artista messicano che trasforma le armi in strumenti musicali capaci di suonare. Il video
Può un'arma cambiare la sua funzione e diventare “uno strumento di vita”? Sì, con la pratica del “disarm” (disarmo) avviata dall'artista Pedro Reyes. Ecco di cosa si tratta
Dalla conversione di 1527 armi in pale per scavare la terra sono nati altrettanti alberi, dando forma all’opera Palas por Pistolas (tutt’ora in corso) nella città di Culiacan, nel Messico occidentale. Nasce così nel 2007 la pratica del “disarm” (disarmo) dell’artista Pedro Reyes (Città del Messico, 1972), un processo di conversione e ri-significazione degli oggetti di violenza che ha portato l’artista a raccogliere oltre 7mila armi e trasformarle in “strumenti di vita” e, quindi, anche in strumenti musicali capaci di suonare, protagonisti nell’opera Sound of Disarm. Un compendio di strumenti a corda, a fiato, a percussione suonati in tutto il mondo da musicisti e performer che compongono partiture dedicate confrontandosi con la materia e la sua inaspettata musicalità.
Un progetto che, nelle tante declinazioni, assume anche quella di installazione sonora, visibile il 28 febbraio alle 11 negli spazi di CULT! Sala dell’Orologio di Palazzo Libertà di Bergamo, nell’ambito di Blackboard, il progetto a cura di Francesca Ceccherini, e in collaborazione con Lab 80 film.

La pratica del disarmo di Pedro Reyes diventa un’installazione sonora
Installata in modalità loop nella Sala dell’Orologio, tramite un display audiovisivo, Sounds of Disarm nasce dall’elaborazione di una selezione dell’archivio dell’artista, costituito da tracce, registrazioni e documentazioni sonore legate alla pratica del disarmo, raccolte nel corso di anni in diversi contesti geografici in cui gli strumenti hanno risuonato.
Sound of Disarm: non solo un’opera ma un simbolo alla non – violenza
Nel corso degli anni, questi strumenti sono stati utilizzati in occasione di manifestazioni per la non-violenza e della March for Our Lives, spesso fatti risuonare anche attraverso automazioni orchestrate meccanicamente.

Da oggetto che uccide a strumento di socialità
“La pratica di Reyes è significativa non solo perché capace di denunciare la questione della violenza perpetrata attraverso le armi (e inevitabilmente evidenziare la questione globale dell’attuale riarmo che abita le agende politiche di molti stati-nazione), ma anche perché è in grado di testimoniare un processo possibile di trasformazione della materia, che da un elemento di morte ne restituisce uno di vita”, spiega ad Artribune Francesca Ceccherini, curatrice del progetto Blackboard. “Un oggetto che uccide diviene infatti uno strumento capace di produrre musica, risonanza, vibrazione e socialità. L’aspetto della permutazione che attraversa DISARM, ossia della possibilità di ribaltare la funzione di un oggetto, di plasmarlo nel suo contrario, di ri-orientarlo semanticamente, e dunque di ribaltare l’ordine dato delle cose, ci lancia un forte messaggio – con il quale siamo chiamati a riverberare– dove tutto sembra diventare possibile”.
Palazzo Libertà di Bergamo: un progetto per la riattivazione e risignificazione dell’edificio
Edificio di impronta razionalista realizzato alla fine degli Anni Trenta con la denominazione di Casa Littoria, Palazzo Libertà di Bergamo venne ribattezzato dopo la Liberazione, destinandolo a funzioni secondarie.
Dallo scorso novembre, gli spazi più significativi dell’edificio sono oggetto di un importante intervento di ristrutturazione e trasformazione in cui si inserisce Blackboard, con l’obiettivo di ridiscutere – e riscrivere – la memoria del luogo.
Valentina Muzi
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