I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere

Come ogni anno, la redazione di Artribune ha selezionato alcuni tra gli stand particolarmente riusciti, capaci di restituire lo spirito di questa edizione

Ha inaugurato sotto il segno della trasformazione Arte Fiera a Bologna, alla sua 49esima edizione ancora al pubblico fino a domenica 8 febbraio 2026Cosa sarà, infatti, è il titolo scelto per il primo capitolo della direzione artistica di Davide Ferri, sempre affiancato da Enea Righi, e suona come una dichiarazione d’intenti: interrogare il ruolo e la funzione delle fiere di domani, ripensandone identità, linguaggi e posizionamento nel sistema dell’arte. In effetti è un periodo di transizione e non sappiamo se questo format al confine tra evento culturale e mostra mercato commerciale potrà reggere all’urto delle nuove generazioni, in particolare in presenza di una crisi piuttosto conclamata dei principali (unici) clienti della fiera: le gallerie. Ma questi saranno i problemi dei prossimi anni, riguardo a questa edizione bisogna dire che Arte Fiera l’ha sfangata piuttosto bene: la rassegna ha un bel respiro, è scattante, ha dei ritmi corretti “mi sembra che sono riuscito a modulare le intensità lungo tutto il percorso” si compiace – a ragione – Davide Ferri. 174 sono in totale le gallerie italiane e internazionali negli storici padiglioni 25 e 26 del quartiere fieristico disegnato da Kenzo Tange, confermando la centralità di Bologna come snodo tra Novecento storico e ricerche contemporanee. A fare da cornice, una rinnovata immagine grafica, interventi artistici diffusi – dalla performance Wardrobe di Chalisée Naamani all’installazione Kolossal di Marcello Maloberti – e cinque sezioni curatoriali che rafforzano il dialogo tra mercato, ricerca e visione critica.

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026

Come ogni anno, la redazione di Artribune ha selezionato alcuni tra gli stand particolarmente riusciti, capaci di restituire lo spirito di questa edizione. Le gallerie scelte, infatti, condividono un’attenzione particolare alla costruzione del progetto espositivo, spesso pensato come un ambiente unitario più che come una semplice somma di opere. Emergono pratiche che interrogano il corpo, il paesaggio, il mito e i sistemi simbolici contemporanei, ma anche riletture puntuali del moderno e del secondo dopoguerra. Dai focus monografici sui giovani artisti alle installazioni corali, passando per stand che assumono la forma di veri e propri dispositivi narrativi, questi progetti offrono una lettura trasversale della fiera: una mappa di posizioni, sensibilità e strategie che raccontano bene lo stato attuale e le possibili direzioni future.

Matta – Milano

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Arte Fiera 2026, Matta, Ph: Irene Fanizza

Lo stand della galleria Matta presenta una selezione di opere dell’artista visivo, curatore e businessman basato a New York Andrew Norman Wilson che ruota attorno a Mating Season, un progetto in cui l’artista documenta una serie di “performance” naturali messe in atto dai tacchini durante il periodo degli accoppiamenti, osservate e registrate con uno sguardo analitico e mediato dalla tecnologia. In questo lavoro, l’atto performativo si sdoppia: da un lato il rituale sessuale e territoriale degli animali, dall’altro l’esperienza differita dello spettatore umano, che accede all’evento solo attraverso immagini fortemente ravvicinate, concentrate sugli elementi formali e cromatici di corpi in trasformazione. La distanza, il taglio e la mediazione diventano così strumenti critici per riflettere sui meccanismi di visibilità, sul desiderio e sulle dinamiche di esposizione, temi ricorrenti nella pratica di Wilson.

Ermes Ermes – Roma

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Arte Fiera 2026, Ermes Ermes, Ph: Irene Fanizza

La galleria romana Ermes Ermes punta sul giovane Yuchu Gao (Hebei, Cina, 1993), dedicandogli un intero stand nella sezione Prospettiva curata da Michele D’Aurizio. Formatosi in scultura all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera nella classe di Nicole Wermers, Gao sviluppa una pratica che assume il disegno come strumento di conoscenza e comunicazione, antecedente alla scrittura e capace di ridefinire il rapporto tra immagine e pensiero. Negli ultimi anni l’artista ha esteso questa ricerca verso esperimenti di disegno spaziale, estendendosi oltre il bordo della carta e occupando lo spazio circostante.

Ncontemporary – Milano, Venezia

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Ncontemporary, Ph: Irene Fanizza

In fiera Ncontemporary presenta una selezione di artisti che, attraverso linguaggi e immaginari differenti, indagano il corpo, il mito e i sistemi simbolici contemporanei. Alix Marie mette in crisi i cliché della virilità lavorando sul corpo maschile come costruzione culturale e performativa: dalle sculture di Héraclès, ironiche e ambigue riletture del mito classico e del bodybuilding, fino alle immagini di Olympians, in cui la muscolatura oscilla tra idealizzazione e mortalità. Cristian Chironi affronta invece il tema del linguaggio e dell’aura dell’opera tra arti visive, scrittura e azione: da Propp, ispirato al pensiero di Pasolini sul calcio come sistema di segni, fino al ciclo DK, dove il confronto tra Canova e Diabolik genera cortocircuiti tra classico e pop, museo e furto, originalità e appropriazione. Ruben Brulat, infine, presenta opere fotografiche che mettono in relazione il corpo umano e i paesaggi estremi: immagini in cui la figura, fragile e resistente, si confronta con forze naturali primordiali, evocando rituali arcaici e una possibile continuità tra l’umano e il non umano.

Spazio Giallo – Roma

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Spazio Giallo, Ph: Irene Fanizza

La galleria di Roma presenta a Bologna L’ascesa delle cose fragili, il progetto espositivo nato dal desiderio di trasformare lo stand della fiera in una casa onirica, uno spazio da attraversare con lentezza, dove il tempo si stratifica. A dare forma a questo “luogo altro” sono le opere di Lorenzo Castore, Lessico Familiare, Guglielmo Maggini, Lola Montes, Pia Glasswork, Giulio Rigoni, Delfina Scarpa e lo studio di interior design panastudio. Sono tutte edizioni di design e ben si collocano nella particolarmente riuscita sezione Multipli curata quest’anno da Lorenzo Micheli Gigotti.

Michela Rizzo – Venezia, Milano

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Michela Rizzo, Ph: Irene Fanizza

La Michela Rizzo Gallery presenta uno stand collettivo dedicato al tema del paesaggio, inteso come campo di osservazione critica e di attraversamento. Le opere di Matthew Attard, Enzo e Barbara, Antonio Rovaldi, Francesco Jodice, Hamish Fulton e Michael Höpfner declinano il paesaggio come esperienza fisica, immaginario culturale e dispositivo politico.

Fuocherello – Volvera

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Fuocherello, Ph: Irene Fanizza

Allo stand di Fuocherello Andrea Di Lorenzo propone una ricerca sul rapporto tra materiali e paesaggio attraverso opere scultoreo-fotografiche e moduli che articolano lo spazio espositivo come una punteggiatura visiva, misurata e ritmica. Davide Rivalta presenta una nuova serie di sculture in bronzo, nate da un confronto con il lavoro di Emanuele Becheri – Errante e Orfeo ed Euridice –, affiancate da un agnello in acciaio e da due dipinti con una forte presenza plastica, Limoni e PomodoriBekhbaatar Enkhtur lavora invece sulla mutabilità della materia modellando ramponi in cera d’api, materiali vivi e instabili che rimandano a una cultura orientale e nomadica, mentre Mònica Planes presenta due sculture che indagano il corpo in movimento e rileggono la tradizione scultorea attraverso gesti essenziali e materiali poveri.

Pinksummer – Genova

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Pinksummer, Ph: Irene Fanizza

La galleria genovese Pinksummer intreccia le pratiche di Mark Dion, Peter Fend, Invernomuto, Koo Jeong A, Tomás Saraceno, Anna Scalfi Eghenter e Luca Trevisani attorno a una visione espansa dell’ecologia. Tra natura, cultura e dimensione sociale, le opere tracciano connessioni tra istanze ecologiste, reti interspecie e processi performativi, contribuendo a un racconto plurale che invita a ripensare le modalità di coabitazione e a immaginare nuove possibilità di ecologia condivisa.

Studio Trisorio – Napoli

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Studio Trisorio, Ph: Irene Fanizza

Da Studio Trisorio Francesco Arena interroga la misura, la memoria e l’origine attraverso gesti minimi e carichi di significato, in cui elementi naturali, testi letterari e oggetti familiari mettono in crisi le convenzioni umane e lineari della storia. Gregorio Botta lavora su una tensione silenziosa tra presenza e apparizione, racchiudendo corallo e foglia nell’alabastro come forme in attesa di manifestarsi, mentre Fabrizio Corneli trasforma luce e ombra in strumenti di rivelazione percettiva, generando immagini inattese che emergono nello spazio. Elisabetta Di Maggio esplora le corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo attraverso strutture sottili e organiche ottenute scavando manualmente il sapone, in un processo lento e quasi meditativo. I Bodylandscape di Rebecca Horn restituiscono invece la traccia di un’azione fisica ed emotiva, paesaggi interiori che proseguono idealmente le sue storiche performance legate al corpo. Christiane Löhr costruisce sculture minute e poetiche a partire da semi e materiali naturali, evocando un equilibrio fragile e essenziale, mentre Umberto Manzo stratifica immagini, segni e materiali nei suoi “archivi della memoria”, spingendo la figurazione verso forme sempre più astratte e luminose. Le sculture di Richard Nonas, poi, trasformano lo spazio in luogo simbolico attraverso materiali primari e relazioni geometriche, invitando a una percezione fisica e temporale dell’ambiente. Luciano Romano, con Splash, traduce in immagine il pensiero concettuale di Lawrence Weiner, legando parola, gesto e paesaggio archeologico. Infine, Francesco Vezzoli rilegge icone della storia dell’arte e dell’immaginario cinematografico con interventi teatrali, trasformando lacrime, veli e simboli in dispositivi di ambiguità emotiva e culturale.

Montrasio – Milano, Monza

I migliori stand di Arte Fiera Bologna 2026 a nostro parere
Arte Fiera 2026, Montrasio, Ph: Irene Fanizza

Lo stand di Montrasio Arte è articolato e narrativo, dedicato alla figura complessa e multiforme di Anselmo Bucci, protagonista eclettico del Novecento italiano (presto in mostra al Mart di Rovereto). Artista, scrittore, saggista e giornalista, Bucci viene restituito nella sua intera parabola umana e intellettuale, attraverso un percorso che ne evidenzia la capacità di attraversare linguaggi e contesti diversi con assoluta libertà. A questo omaggio si affianca una selezione di opere sorprendenti di Leonardo Cremonini in dialogo con Leoncillo Leonardi, due interpreti radicali del secondo dopoguerra, accomunati da una ricerca intensa sulla materia e sull’immagine.

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