Odessa capitale del Mediterraneo nel padiglione ucraino a Malta

"From South to North" è il titolo del padiglione ucraino alla Biennale d'Arte di Malta: realizzato dall'artista Alevtina Kakhidze, racconta la storia del Paese sotto una nuova ottica. Il video

La città ucraina di Odessa è ormai sempre più spesso al centro di notizie di guerra, che vedono i suoi maestosi palazzi ottocenteschi, la monumentale scalinata Potemkin e il pittoresco porto danneggiati dai bombardamenti russi.

Alla prima edizione di maltabiennale.art, l’artista Alevtina Kakhidze tenta però di scardinare questa narrazione con l’opera From South to North.

A cura di Kateryna Semenyuk e Oksana Dovgopolova, co-founders della piattaforma culturale Past / Future / Art di Kiev che, in collaborazione con Odesa National Fine Arts Museum, è promotrice del progetto, il padiglione ucraino porta così Odessa a diventare un centro culturale alla stregua di ogni capitale europea.

Il padiglione Ucraino alla Biennale Arte Malta

From South to North nasce dall’idea di mettere in relazione Malta e Odessa, proponendo una nuova prospettiva geografica in cui Odessa non è città a sud dell’Impero (russo), ma piuttosto nuova capitale al nord del Mediterraneo.

Nel suo progetto Alevtina Kakhidze sovrappone la storia della propria famiglia a quella dell’Ucraina, realizzando un’installazione site-specific che comprende un’opera filmica, una timeline su plexiglass e una mappa astratta su tela priva di confini che, posta all’ingresso della mostra, segna i nomi di città coinvolte nella storia in oggetto, lasciando aperta al pubblico la loro possibile relazione.

Odessa nelle installazioni dell’artista Alevtina Kakhidze

Attorno al video All Good?, realizzato in collaborazione con Roman Khimei, ruota l’intero progetto. Qui l’artista immagina un dialogo col padre per i luoghi di Odessa vissuti dai genitori nel periodo del loro incontro, lui originario delle Georgia, lei proveniente dalla regione del Donetsk.

Per la prima volta l’artista entra nella fabbrica di cavi d’acciaio in cui lavorava la madre e all’accademia militare per fanteria marittima coinvolge il padre (in un dialogo fittizio fuori campo) in una riflessione sui cambiamenti di simboli, sigilli, accessori delle divise moderne.

L’intero padiglione è letteralmente attraversato dalla timeline su plexiglass in cui l’artista (in collaborazione con lo storico Guram Odisharia e i botanici Olexii Kovalenko e Mykhailo Zhurba) traccia un collegamento tra la storia di quattro generazioni della propria famiglia e gli eventi storici dell’Ucraina del XX secolo, fino all’invasione russa in corso.

Un progetto con il sostegno dell’Unione Europea

Il progetto è stato realizzato dalla ONG Cultural Practices con il sostegno della fondazione IZOLYATSIA, di Trans Europe Halles e di Malý Berlín e cofinanziato dal programma ZMINA: Rebuilding, creato con il sostegno dell’Unione Europea nell’ambito di un bando dedicato al sostegno degli sfollati ucraini e dei settori culturale e creativo ucraino.

Partner speciale del Padiglione è Aromateque.

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Redazione

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