Il mar Mediterraneo di Ilaria Abbiento e il progetto pro Ucraina di AS+F a Polignano a Mare

È un legame atavico con il mare quello che Ilaria Abbiento mette in mostra nella project room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare. Mescolando fotografia, video, installazione e ricordi d’infanzia. Mentre il video del collettivo russo AS+F è alla base di un progetto di raccolta fondi a supporto della popolazione ucraina

La ricerca esistenziale di Ilaria Abbiento (Napoli, 1975), caratterizzata da una relazione simbiotica con il mare, in particolare con il Mediterraneo, si intreccia con un percorso identitario vissuto alla luce di proustiane “epifanie” della memoria involontaria: ricordi che, secondo Proust, solo l’arte può cristallizzare nella loro essenza di “schegge d’eternità”.
Nella mostra Azzurro Elementare ‒ in corso nella project room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare ‒ l’autrice partenopea trasforma il suo “tempo perduto”, il suo passato, in “tempo ritrovato”. Spaziando tra i linguaggi della fotografia, dell’installazione, della videoarte, Ilaria Abbiento ritrae il mare, declinandolo – come nel polittico Cartografia del Mare del 2017 ‒ nelle variazioni cromatiche dell’azzurro, del bianco e del blu cobalto: effigi marine che si compenetrano con immagini di un’antica cartina nautica del golfo di Napoli.

Ilaria Abbiento, Acquario, 2021, pietre di mare installate in teca trasparente polimaterica

Ilaria Abbiento, Acquario, 2021, pietre di mare installate in teca trasparente polimaterica

IL MARE SECONDO ILARIA ABBIENTO

Ispirata, nel titolo della mostra, da una poesia dell’autore friulano Pierluigi Cappello, la “Recherche” della Abbiento è un viaggio nel suo “oceano di silenzio”, negli abissi del suo mondo interiore: geografie dell’assenza che corrispondono a evocazioni di ricordi d’infanzia ma anche a memorie più recenti legate al padre scomparso. Eloquenti sono lo scatto Lido Conchiglia del 2013, che ritrae di spalle padre e figlia mentre si immergono nel mare di Paestum, e il video Teorema celeste del 2020, in cui l’autrice ricorda le parole del padre: “Un giorno diventeremo stelle ed è lì che ci incontreremo ancora”.

AS+F, Inverso Mundus, still da video. Courtesy gli artisti

AS+F, Inverso Mundus, still da video. Courtesy gli artisti

IL PROGETTO DI PACE DEGLI AS+F

Il capovolgimento simbolico dei ruoli e dei valori sociali, il mundus inversus, antico e radicato tòpos artistico-letterario, che caratterizza anche le incisioni del XVIII secolo, è alla base di Inverso Mundus, il video degli AS+F presentato alla Fondazione Museo Pascali a Polignano a Mare. L’opera del collettivo russo, fondato nel 1987 da Tatiana Arzamasova, Lev Evzovich, Evgeny Svyatsky e Vladimir Fridkes ‒ già vincitore del Premio Pascali nel 2015 – è al centro della mostra a cura di Rosalba Branà, visitabile fino al 2 ottobre. Un macellaio insanguinato e appeso da un grande maiale, bambine e anziane in posa, che sovrastano alcuni uomini dall’aspetto poco raccomandabile, poliziotti in combutta con probabili malfattori sono i protagonisti di alcune scene del video datato 2015. Il mondo al contrario degli AS+F è immerso in atmosfere metafisiche patinate e sprigiona il loro tipico stile estetico-trasgressivo. Oltre a denunciare, attraverso le loro opere, le ingiustizie sociali che contrassegnano la postmodernità, gli AS+F si oppongono nettamente al regime di Putin. Il collettivo russo è infatti artefice del progetto di pace realizzato in collaborazione con la ONG – International Center “European Integration of Ukraine” e che consiste in una raccolta fondi, per tutto il periodo della mostra, a favore dell’Art Residence Rosokhy Sas Nest, in Ucraina, una struttura che ospita rifugiati, da artisti a gente comune in fuga dalla guerra.

Cecilia Pavone

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Cecilia Pavone

Cecilia Pavone

Cecilia Pavone, storica e critica d’arte, curatrice indipendente, giornalista professionista, è nata a Taranto ed è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Bari. La sua ricerca verte sulla fenomenologia artistica contemporanea e sulla filosofia dell’arte. Scrive su riviste specializzate…

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