Freedom: la mostra con opere dei detenuti del Regno Unito sarà curata da Ai Weiwei

L’artista e attivista cinese, che in galera c’è stato, ha visitato diverse carceri del Regno Unito in preparazione della mostra a Londra. Per riflettere sull’importanza della creazione quando la libertà è vincolata

Ai Weiwei credits Koestler Arts
Ai Weiwei credits Koestler Arts

Dopo l’annuncio della mostra all’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, che vedrà come protagonista le opere in vetro di Ai Weiwei (Pechino, 1957), l’artista cinese si prepara a un nuovo importante evento, che lo vede questa volta nel ruolo di curatore. Stiamo parlando di Freedom, prevista dal 27 ottobre al 18 dicembre 2022 al Southbank Centre Exhibition Space di Londra, una mostra collettiva che raccoglie le opere realizzate in carcere dai detenuti. Non poteva esserci, quindi, figura più adatta alla guida di un tale progetto, mosso da una riflessione sul ruolo della creatività e del pensiero come riabilitazione dell’individuo e di un’esistenza consapevole, come ripensamento del sé e come possibilità di generazione. L’artista e attivista cinese, infatti, ha vissuto in prima persona l’esperienza della reclusione, venendo incarcerato nel 2011 per 81 giorni a causa di dissidenze politiche contro il governo di Pechino. E ora torna nelle carceri inglesi, ma questa volta per incontrare i detenuti e costruire assieme a loro un percorso che culminerà nell’esposizione della mostra nella capitale inglese.

FREEDOM, LA MOSTRA A LONDRA CURATA DA AI WEIWEI

A promuovere con cadenza annuale l’evento, in collaborazione con Southbank Centre, è Koestler Arts, un ente di beneficenza dedicato alle strutture di detenzione, che incoraggia ogni edizione oltre 2500 persone ad esprimersi attraverso progetti creativi. Il 2022 segna il sessantesimo anniversario dei Koestler Awards, premiazioni nate da Koestler Arts: una ricorrenza particolarmente sentita, motivo per il quale Ai Weiwei ha dichiarato che l’esposizione ha il dovere di essere “la più ambiziosa di sempre“. “Questa mostra si concentra sul ruolo che il pensiero e la creazione giocano nella vita di detenzione. Nel corso della storia sono state create importanti opere artistiche e letterarie in momenti in cui l’artista si trovava limitato, oppresso e recluso, piuttosto che essere completamente libero. Il linguaggio dei sentimenti emerse da queste condizioni, però, è molto più profondo, intenso e potente”, ha commentato l’artista. “Ho visitato diverse carceri nel Regno Unito e ho visto personalmente le condizioni di vita dei prigionieri. Spero che questa mostra possa ispirare le persone a riflettere sulla perdita della libertà e sulla situazione di coloro che continuano a creare arte per lottare per la vita e la libertà di espressione, nonostante le avversità”.

-Giulia Ronchi

FREEDOM
Dal 27 ottobre al 18 dicembre 2022
Southbank Centre Exhibition Space, Londra
Level 1, Royal Festival Hall

https://www.southbankcentre.co.uk/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.