Residenze d’arte a Stromboli. Torna il progetto Tagli: intervista alla curatrice

Questa estate si tiene la seconda edizione delle residenze d'artista a Piscità, sull'isola di Stromboli. Abbiamo chiesto come nasce Tagli a Ilaria Baia Curioni, ideatrice del progetto

Due settimane estive di creazione e condivisione su un’isola unica, tra le più suggestive, misteriose e affascinanti d’Italia. Due abitazioni vicine pronte ad accogliere e a trasformarsi ogni anno in uno spazio di ricerca e sperimentazione creativa. Artisti selezionati provenienti da campi diversi – danza contemporanea e performance, arte visiva e fotografia, musica e sound design – a cui viene offerta l’opportunità di lavorare, sviluppare progetti e riflettere sulla propria pratica artistica in un’atmosfera pacifica e immersiva che invita a una relazione profonda con il territorio e con gli abitanti dell’isola. Tagli vive, crea e produce in un mese d’estate. Nei restanti mesi dell’anno torna in città, prima fra tutte Milano, dove il progetto nasce, immergendosi e partecipando attivamente alla dinamicità cittadina, in una continua produzione di connessioni e momenti di condivisione: workshop, esposizioni, mostre e performance per restituire e ripercorrere tutto quello che la residenza sull’isola ha generato e sollecitato, creando una relazione tra il prezioso territorio di partenza, rispettato e interpretato dal pensiero artistico – e la dimensione sociale e culturale dei tessuti urbani.

Spazio QuindiciDodici, Milano 2022. Ph Domenico Lops

Spazio QuindiciDodici, Milano 2022. Ph Domenico Lops

TAGLI: ARTISTI E OPERE DELLA PRIMA EDIZIONE 2021.

La prima edizione di Tagli – ideata da Ilaria Baia Curioni – si è rivelata molto ricca. 16 gli artisti coinvolti: Sara Loreni, Lorenzo Saini (Lo.Sai), Giada Vailati e Francesco Sacco del collettivo Cult of Magic, Orchestra Futuro, Maria Combi, Elisa Melodia, Antonio Morra, Francesco Ameglio, Stefano Colombini e Alberto Albanese (il duo Scandebergs), Matilde Sambo, Pietro Lazzaris, Ludovico Orombelli, Adelisa Selimbašić, Emanuele Caprioli. 2 grandi città come palcoscenico di restituzione: Milano che ha accolto in una serie di momenti le opere e le performance degli artisti nello spazio QuidiciDodici e Londra, 1- Greatorex Street, con Postcards from Stromboli, mostra collettiva che ha portato per la prima volta oltreconfine l’esperienza e i lavori degli artisti della prima edizione della residenza.

Cult of Magic. Tagli 2021. Ph Niccol• Donatini

Cult of Magic. Tagli 2021. Ph Niccol Donatini

L’INTERVISTA ALLA CURATRICE DI TAGLI ILARIA BAIA CURIONI

Come nasce Tagli? E chi c’è dietro al progetto oltre te?

Tagli nasce a inizio 2021, durante il lockdown. Volevamo che il nostro progetto fosse una sorta di “griglia” in cui gli artisti trovassero una propria zona di comfort in cui poter riflettere, creare, e scambiare idee. Da questo è venuta naturale l’idea di proporre le residenze d’artista, e Stromboli ci è sembrato il posto giusto da cui iniziare. È un posto unico, con un’energia del tutto particolare, che è stato – e continua a essere – una meta di artisti. Conoscendo bene l’isola, anche per noi risultava più semplice proporre di lavorare lì. Questo progetto l’ho fondato insieme a mio fratello, Alvise Baia Curioni, con cui ho sviluppato l’idea di partenza. È stata poi altrettanto fondamentale la presenza di Anna Viganò e Cristiana Bregni, che seguono il progetto dall’inizio, aiutandoci a costruirne l’identità sia a livello visivo che comunicativo.

Perché Tagli?

Il nome del progetto, Tagli, nasce dall’idea astratta del “passare attraverso” “mettere un punto e andare a capo”. Un po’ come il taglio in una tela apre verso una dimensione parallela e poetica, alla quale nel quotidiano non siamo abituati a prestare attenzione: il nostro lavoro cerca di andare in questa direzione. Per questo quando abbiamo iniziato il progetto abbiamo voluto chiedere a 6 artisti cosa vuol dire per loro fare un taglio e le risposte sono state svariate, ma tutte avevano a che fare con un cambiamento, una svolta, un momento di cesura che ti fa passare da un punto A a un punto B. Una trasformazione.

Quali sono i punti cardine di questo format di residenze?

Tagli è un progetto che cambia forma e connotati a seconda degli artisti che ne prendono parte, per questo lo definirei un laboratorio: porta avanti un ‘idea di progetto focalizzato sui processi di creazione artistici. Il focus è il movimento, la generazione e il crearsi di un’opera, non solo il prodotto finale. Uno dei nostri punti fissi è poi sicuramente uno sguardo che si rivolge a ricerche e campi artistici diversi fra loro: mettere in relazione fra loro ricerche artistiche e percorsi diversi fornisce processi di contaminazione e stimoli preziosi per il lavoro di ciascun residente, offre la possibilità di esplorare strade nuove, spesso anche inaspettate. Un altro punto importante è che lavoriamo con artisti emergenti e giovani: sappiamo quanto sia difficile farsi strada nel mondo dell’arte.

Cosa significa per Tagli operare in questo luogo e come convive e dialoga la residenza con l’isola di Stromboli?

Il dialogo con l’isola e con la gente del posto è un tema molto delicato e importante per noi. Molte volte capita di arrivare sull’isola e soffermarsi sulle cose più evidenti: il vulcano, il mare, la sabbia nera, l’energia delle eruzioni. Si rischia di perdere un po’ quello che c’è dietro, una comunità che abita l’isola tutto l’anno, il lavoro quotidiano, la mancanza di luce, tutte cose che in qualche modo dettano dei ritmi profondamente diversi da quelli a cui siamo abituati in città. Durante la residenza cerchiamo di creare le condizioni per incentivare questa lettura, tramite incontri, workshop che aprono forme di dialogo. Alcune volte si creano delle sinergie molto interessanti, ma come tutte le cose autentiche, è impossibile forzare la mano: sta la sensibilità degli artisti ospiti costruire interazioni, intessere rapporti, cogliere sfumature.

Quale beneficio pensi possa trarre l’isola dall’essere abitata ‘artisticamente’ da un progetto come questo?

Noi speriamo che un progetto come questo a Stromboli possa essere uno stimolo tanto per le persone del posto quanto per gli artisti, mettendoli in relazione con dinamiche fuori dalle proprie abitudini che possano arricchire entrambe le parti. Negli anni la presenza artistica è sempre stata molto forte sull’isola e per noi sarebbe importante contribuire a fare conoscere e a lavorare sulla percezione di Stromboli anche come una realtà diversa che non si limiti a quella di meta turistica. Un altro beneficio auspicabile è la creazione di ricerche e lavori che si rapportino con l’isola profondamente, creandone delle narrative intime e sincere.

Da Stromboli a Milano e Londra: l’esperienza della scorsa estate ha portato i lavori gli artisti in residenza a dialogare con due metropoli. Come avete impostato questi momenti di restituzione?

Il tipo di restituzione che progettiamo cerca di mantenere – sia nell’allestimento, sia per la proposta artistica – una dimensione laboratoriale in cui cerchiamo di valorizzare e mettere in luce la ricerca che sta alla base della produzione creativa. L’idea per questi percorsi di restituzione è quella di mantenere una dimensione quasi laboratoriale in cui oltre all’opera, rimanga visibile il processo creativo che ne sta alla base. Alcuni lavori esposti sono frutto della residenza, altri sono lavori successivi e nati sotto l’impulso della residenza o dall’elaborazione a posteriori di stimoli arrivati durante l’esperienza.

Qual è la principale linea curatoriale nella selezione degli artisti?

Nella selezione cerchiamo di creare un gruppo che possa funzionare: cerchiamo di avere un balance tra le discipline e cerchiamo di capire se le varie ricerche che ci vengono raccontate dagli artisti possano essere in qualche modo compatibili, in maniera da favorire il dialogo e la creazione di sinergie. Non guardiamo solo alla qualità artistica di una ricerca, di un lavoro, ma anche la direzione e l’attitudine che caratterizza un artista e il suo modo di utilizzare il proprio mezzo di espressione, cercando di proiettare questi elementi dentro alla residenza e immaginandoli in azione nel territorio specifico ma anche in relazione alle ricerche e ai mezzi utilizzati dall’insieme degli artisti residenti.

Tagli è un progetto in divenire. Qual è il desiderio più̀ grande per il suo futuro?

Ci piacerebbe che gli artisti possano considerare Tagli sempre più un punto di riferimento per la loro crescita lavorativa e creativa, e magari riuscire a portare questa cosa in posti diversi, creando delle reti di sinergie sempre più ampie e internazionali.

La prima edizione è stata un successo. Puoi rivelarci qualcosa della nuova residenza in arrivo a fine agosto?

Da quest’anno abbiamo deciso di avviare una residenza della durata di tre settimane al posto che due. Dopo l’anno scorso, abbiamo realizzato che due settimane è un tempo molto limitato, se si pensa che un artista ospite deve avere il tempo per entrare in rapporto con gli altri artisti, con l’isola, con le persone esterne, ambientarsi e trovare il raccoglimento e la dimensione giusta per sé e per il proprio lavoro. Per quel che riguarda le proposte e gli artisti di quest’anno, siamo in fase di selezione: è un momento sempre più delicato. Anche quest’anno i candidati sono tutti di gran livello e sarà davvero difficile scegliere!

– Valeria Bruzzi

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