Una project room al piano di sotto. Nasce SOTTO nuovo spazio della galleria Renata Fabbri a Milano

Il nuovo spazio, adibito a ricerca e sperimentazione con il coinvolgimento di artisti “ospiti” (non rappresentati dalla galleria) si trova al piano inferiore rispetto agli ambienti espositivi principali, da qui il nome SOTTO. Ci siamo fatte raccontare il progetto dalle ideatrici

SOTTO. Foto Andrea Rossetti
SOTTO. Foto Andrea Rossetti

Un nuovo spazio all’interno – o per meglio dire, sotto – a uno spazio espositivo già esistente e consolidato, concepito come luogo di sperimentazione e ricerca. Nasce così SOTTO, project room della galleria Renata Fabbri arte contemporanea di Milano separata dalla galleria “principale” da scale che portano, appunto, al piano di sotto. Ideato dalla gallerista Renata Fabbri e dalla gallery manager Chiara Onestini, SOTTO inaugurerà il prossimo 29 giugno con There is water sleeping at the bottom of each memory, collettiva che vede protagoniste le artiste Jeanine BritoLinda Carrara e Lulù Nuti, per una esposizione di opere pittoriche e scultoree che “esplorano l’atto dell’immersione – nell’intimità dei ricordi, nella materia che costituisce il mondo, nei luoghi che abitiamo – alludendo alla profondità del contesto espositivo in cui si inseriscono”.

“SOTTO” RACCONTATO DALLA GALLERISTA RENATA FABBRI

“SOTTO si chiama così perché si trova nel piano inferiore della galleria, c’è una scala che porta a questo spazio che confina con le cantine del palazzo”, racconta ad Artribune Renata Fabbri“È un progetto che io e Chiara Onestini volevamo fare da anni, e che finalmente prende forma. SOTTO vuole essere uno spazio di esplorazione multidisciplinare, di ricerca, tangente e complementare alla programmazione della galleria. Un modo nuovo, per gli artisti, di esprimersi, anche all’interno di uno spazio piccolo e quindi più intimo”. Chi saranno gli artisti che verranno presentati all’interno di SOTTO? “Artisti che solitamente non rappresentiamo, o che rappresenteremo in futuro, artisti ospiti da altre gallerie e giovani che vorremmo fare conoscere”, ci risponde Fabbri.

LA PROJECT ROOM SOTTO. IL PROGETTO

“SOTTO nasce dal desiderio di ampliare lo spazio di ricerca della galleria, ponendo particolare attenzione alle pratiche di giovani artisti attivi sul panorama italiano e internazionale”, spiega ad Artribune Chiara Onestini“Da questa esigenza è maturata l’idea di ripensare la configurazione dello spazio espositivo, e di dedicare la stanza del piano inferiore a ricerche e linguaggi espressivi di artisti emergenti attraverso mostre temporanee e a progetti site specific”. Il progetto SOTTO non si fermerà alla sola attività espositiva: “prevediamo di realizzare una pubblicazione cartacea che esplori le ricerche degli artisti, andando a creare, in questo modo, un archivio delle attività di SOTTO”, continua Onestisti. “Il progetto è la traduzione di un dialogo fra la galleria e gli artisti che ci piacerebbe diventasse, in futuro, un vero e proprio format”.

– Desirée Maida

Milano // dal 29 giugno al 17 settembre 2022
There is water sleeping at the bottom of each memory
SOTTO – Project room Renata Fabbri arte contemporanea
Progetto a cura di Chiara Onestini con la collaborazione di Valeria Schafer
Via A. Stoppani 15/c
https://www.renatafabbri.it/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.