Comodato d’artista: il progetto di promozione dell’arte italiana all’ambasciata di Bucarest

Diego Perrone, Marinella Senatore e Vedovamazzei sono gli artisti che hanno prestato le proprie opere per esporle alla Residenza d’Italia a Bucarest, importante sede istituzionale. È la prima iniziativa promossa dal nuovo ambasciatore italiano in Romania, Alfredo Durante Mangoni

Vedute delle opere di Diego Perrone (a destra) e dei Vedovamazzei (a sinistra) all’Ambasciata d’Italia a Bucarest Ph. Courtesy Ambasciata d’Italia a Bucarest
Vedute delle opere di Diego Perrone (a destra) e dei Vedovamazzei (a sinistra) all’Ambasciata d’Italia a Bucarest Ph. Courtesy Ambasciata d’Italia a Bucarest

L’arte contemporanea italiana vola in Romania, per essere esposta in una delle sedi istituzionali più preziose del paese, ovvero la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bucarest. Un progetto che si realizza sotto il nome di Comodato d’artista, prima iniziativa di promozione dell’arte contemporanea italiana voluta dall’Ambasciatore in Romania, Alfredo Durante Mangoni – nominato a luglio 2021 – con il supporto delle gallerie Mazzoleni e Massimo De Carlo. Gli artisti coinvolti, chiamati a concedere le proprie opere in comodato d’uso per i prossimi quattro anni, sono Diego Perrone, Marinella Senatore e Vedovamazzei, figure di spicco del panorama italiano e noti a livello internazionale. Il progetto, a cura della storica dell’arte Ilaria Bernardi, prende vita in una delle più importanti e prestigiose sedi diplomatiche straniere in Romania, connotata da una reinterpretazione in stile razionalista di un edificio della fine dell’Ottocento, dall’aspetto austero all’esterno ed elegante nelle sue sale interne. Luogo di ricevimento di esponenti politici e intellettuali, la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bucarest ospita già opere di arte contemporanea, come l’arazzo Sequenze 2011 di Marco Petrus (copia dell’opera presentata dall’artista al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011) e le opere We run the Earth e Every flower field is a battlefield dell’artista romeno Roman Tolici.

COMODATO D’ARTISTA: L’ARTE ITALIANA IN ROMANIA

Due opere sono esposte nello scalone d’ingresso dell’edificio: il neon +39 Italian Flag di Vedovamazzei, che riprende gli elementi più immediatamente leggibili legati all’Italia, ovvero il suo prefisso telefonico e la luce verde, bianca e rossa del tricolore che viene emessa dall’installazione. Nella parete di fronte è posta Senza titolo (2020) di Diego Perrone, un disegno su carta in cui segni calligrafici a biro si sovrappongono sulla superficie fino a formare un reticolo inestricabile che suggerisce la forma di un orecchio. Infine, collocata nel salone centrale della Residenza è Music (2022) di Marinella Senatore: su un grande wallpaper è riprodotta la fotografia di uno dei primi progetti partecipativi che ha avviato la carriera dell’artista, ovvero Piccolo Caos, che ha visto il coinvolgimento di oltre 600 cittadini della città di Cagliari. “La Residenza è il luogo destinato al ricevimento di Capi di Stato, politici ed esponenti di governo italiani e locali, diplomatici, così come di imprenditori, intellettuali e figure di spicco di ogni settore e provenienza”, spiegano i promotori del progetto. “Esporre per quattro anni opere di artisti italiani presso la Residenza d’Italia significa dunque promuoverne la conoscenza in modo continuativo non solo in Romania ma, tramite tali illustri ospiti della Residenza, nel mondo intero”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.