La grande tela di Giancarlo Limoni in mostra a Roma

Allo spazio TRAleVOLTE di Roma, l’imponente tela di Giancarlo Limoni assorbe lo sguardo dello spettatore. Tra pennellate pastose e sapiente uso del colore

Le nevi dell’anno di Giancarlo Limoni (Roma, 1947) è un’unica grande tela che, quasi come una quinta teatrale agganciata a un panno di velluto nero, accoglie il pubblico per dar luogo a uno spettacolo integrale, a una piccola festa della pittura dove ognuno è assorbito per diventare parte d’un magnetico racconto sul tempo dell’arte, sul gioco degli strumenti e delle materie. Tra discorsività sceneggiata e grafia figurata, “Le nevi dell’anno (una variazione del celebre verso di François Villon ‘Mais uo sont les neiges d’antan?’), contiene” al suo interno “[…] il senso della nostalgia e del distacco”, a suggerirlo è Lorenzo Canova nell’accurato testo di presentazione alla mostra (Sotto le nevi dell’anno) organizzata allo spazio TRAleVOLTE di Roma. “Una riflessione sul tempo in cui Limoni, in modo magistrale, crea un filtro della memoria di cui la pittura diviene un’evidente e tattile metafora”.

Giancarlo Limoni, Le nevi dell’anno, 2022, particolare, olio su tela, 200x300 cm
Giancarlo Limoni, Le nevi dell’anno, 2022, particolare, olio su tela, 200×300 cm

LA PITTURA DI GIANCARLO LIMONI

Il pennello e la spatola, in questo pensiero eburneo che si distende e che “porta a compimento il […] ciclo dei ‘Quadri bianchi’ nato in una mostra del 1984 alla Galleria l’Attico” (Lorenzo Canova si riferisce esattamente a La mostra bianca, presentata in catalogo da Maurizio Calvesi), si alternano magistralmente per tessere una trama fitta di tracce cromemiche, di spericolate e modulate combinazioni colorimetriche, di segreti e misteri e arabeschi e ombre lievi in cui possiamo perdere lo sguardo, esattamente come la fanciulla zanzottiana può perdere una mano per salutare una rosa.
La cremosità dell’impasto di questo strepitoso e generoso lavoro, accanto a una fluente e morbida e sbrigliata leggerezza del segno, ci riporta costantemente alla verità della pittura che è la mano, veloce nel definire e ripercorrere e aggiungere plastica intensità al progetto pittorico, a qualcosa che è per Limoni un cammino nascosto tra il proprio inizio e la propria fine, un atto di pensiero in potenza, un  insieme di gesti decisivi (espressivi), di idee scoppiettanti, di cose che ritornano – delicate e silenziose – sulla punta della memoria.

Antonello Tolve

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Nome eventoGiancarlo Limoni - Le nevi dell'anno
Vernissage02/04/2022
Duratadal 02/04/2022 al 13/05/2022
AutoreGiancarlo Limoni
CuratoreLorenzo Canova
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoTRALEVOLTE
IndirizzoPiazza Di Porta San Giovanni 10 - Roma - Lazio
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.