A Palermo GAP – Graffiti Art in Prison, il progetto che porta l’arte contemporanea nelle carceri

Cinque artiste del panorama contemporaneo entreranno in tre istituti penitenziari del capoluogo siciliano per sviluppare insieme ai detenuti e anche a dottorandi progetti di riqualificazione delle carceri e per favorire la socialità. L’intero progetto sarà documentato in un film realizzato da Sky Arte.

Elisa Giardina Papa
Elisa Giardina Papa

Arte contemporanea, inclusione sociale e la loro interrelazione sono i temi attorno cui ruota GAP “Graffiti Art in Prison”, progetto nato a Palermo che vede artisti, docenti e studiosi di tutto il mondo collaborare alla realizzazione di “percorsi di apprendimento e di inclusione sociale attraverso i linguaggi delle arti contemporanee in grado di sollecitare nuove forme di recupero alla socialità” delle persone detenute. Considerando l’arte e la cultura come strumenti per riqualificare la vita all’interno dei penitenziari, GAP vedrà, tra il 2022 e il 2023, le artiste Matilde Cassani, Stefania Galegati, Elisa Giardina Papa, Giovanna Silva e Chiara Agnello varcare le soglie di tre carceri palermitane, realizzando al loro interno opere coinvolgendo i detenuti.

ARTE NELLE CARCERI A PALERMO. LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI E ASSOCIAZIONI

GAP è un progetto che vede la partecipazione di numerose istituzioni e associazioni: promosso dal Simua – Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo in partenariato con il Kunsthistorische Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, il Dems dell’Università degli Studi di Palermo, l’Università di Saragozza e l’Accademia di Arte e Design – Abadir di Catania, è finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus+ (Strategic Partnerships for Higher Education), col patrocinio del Ministero della Giustizia e del DAP-Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, con la collaborazione delle associazioni “Acrobazie”, “Un Nuovo Giorno” e “Gli Amici di Ambra Agnello” e degli istituti penitenziari Casa di Reclusione Ucciardone, Casa Circondariale Pagliarelli e l’Istituto Minorile Malaspina di Palermo.

GAP – GRAFFITI ART IN PRISON. IL PROGETTO

Coordinato da Gabriella Cianciolo, Laura Barreca e Gemma La Sita, GAP “si basa sul valore dell’inclusione e, attraverso processi di partecipazione attiva, sperimenta modalità di relazione e apprendimento ‘empatico’ tra soggetti diversi, senza distinzioni di provenienza”, sottolinea Barreca. “L’obiettivo è di avvicinare ambiti sociali solo apparentemente distanti, come quello dell’alta formazione universitaria con il delicato contesto delle carceri, a cui è rivolta tutta la nostra attenzione”. Lavoreranno all’interno delle carceri Matilde Cassani, che lavorerà insieme a dottorandi e detenuti dell’Ucciardone; Elisa Giardina Papa, che produrrà una serie di lavori ispirati a un tema storico e un ciclo di workshop con dottorandi e detenuti del Malaspina; Stefania Galegati, che al Pagliarelli, insieme a un gruppo di detenute e di dottorandi, darà vita a un progetto partecipativo sulla condivisione orizzontale dei saperi; Giovanna Silva, che realizzerà un progetto fotografico sulle  architetture delle carceri palermitane, pubblicato da Humboldt Books; Chiara Agnello, che realizzerà un film-documentario sul progetto con la promozione di Sky Arte.

GAP – GRAFFITI ART IN PRISON A PALERMO RACCONTATO DAI PROTAGONISTI

“Graffiti Art in Prison evidenzia quanto sia fondamentale il patrimonio culturale come valore sociale ed educativo”, dichiara Massimo Midiri, Rettore dell’Università di Palermo. “Valorizza la sinergia tra arte, cultura e formazione genera un forte legame tra società e mondo accademico nel segno dell’inclusione sociale e della promozione umana in condizioni di gravi difficoltà, contribuendo alla qualità della vita nei penitenziari italiani”. GAP è un “punto di riferimento importante, in linea con le politiche nazionali che tendono a valorizzare il ruolo della cultura e dell’arte nei processi di riqualificazione della vita all’interno dei penitenziari”, sottolinea il direttore del Simua Paolo Inglese, mentre il Direttore del Carcere Ucciardone di Palermo Fabio Prestopino sottolinea che il progetto “rappresenta l’occasione per confermare il desiderio di essere parte di un positivo cambiamento. La comunità dell’Ucciardone accoglierà con gioia il progetto di Matilde Cassani inserendolo armonicamente all’interno della cinta muraria borbonica, aggiungendo un elemento artistico a quello storico”. L’intero progetto sarà documentato da Chiara Agnello in uno speciale realizzato da Sky Arte che “racconterà GAP e i suoi protagonisti”, spiega Dino Vannini, Head of Documentary and Factual Channels di Sky. “GAP è un progetto molto in linea con le nostre scelte editoriali e siamo davvero felici di supportarlo come merita”.

– Desirée Maida

http://www.musei.unipa.it/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.