Il programma 2022 del Centro Pecci di Prato col neodirettore Stefano Collicelli Cagol

Una mostra sul collezionismo, una sui 50 anni della Galleria Schema e una dedicata al gruppo 999: ecco il programma della prima metà dell’anno del museo toscano

Stefano Collicelli Cagol Foto Claudia Gori
Stefano Collicelli Cagol Foto Claudia Gori

Il neodirettore del Centro Pecci di Prato, Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978), nominato lo scorso dicembre dopo mesi di vicissitudini, ha presentato il 26 marzo la programmazione per la stagione di mostre primavera-estate 2022. Il centro è visto da Collicelli Cagol “come una cassa armonica da cui si propagano onde sonore che attireranno nuove realtà al suo interno”. Si cerca di sposare quindi una progettualità congiunta con diversi partner come il cinema e il teatro, di esortare dibattiti sulla globalizzazione, affrontare un discorso ecologico e creare una piattaforma unica per il territorio. Accanto alla programmazione, infatti, il direttore ha annunciato che strutture come il cinema-auditorium, lo spazio Urban Center (cui è dedicata una delle mostre) e i due laboratori didattici si rivolgeranno verso l’esterno per includere la comunità urbana.

Massimo Bartolini, Hagoromo, performance 2005 foto © Attilio Maranzano
Massimo Bartolini, Hagoromo, performance 2005 foto © Attilio Maranzano

LA PRIMA MOSTRA DEL PECCI CURATA DAL DIRETTORE STEFANO COLLICELLI CAGOL

La prima esposizione ad aprire la stagione al Centro Pecci è Il giardino dell’arte. Opere, collezioni a cura del neodirettore. Il Centro e il giardino vengono intesi non soltanto come luoghi di cura e ristoro ma anche come spazi della meraviglia. Il giardino Dell’arte. Opere collezioni si è sviluppata grazie all’uso di risorse interne, con opere di proprietà del Pecci (come le 5 recentemente acquisite) ma anche prestiti di privati. L’obiettivo è introdurre l’importante tema del mecenatismo e del collezionismo, in modo tale da anticipare l’esposizione permanente di lavori selezionati tra quelli della collezione Pecci, che verrà presto ospitata in alcune sale. Ciò consentirà di creare un biglietto da visita da offrire a chi viene dall’estero e di avere “uno spazio di bellezza dove tornare più volte ad ammirare le opere”. Tra i collezionisti che hanno aderito last minute, prestando importanti pezzi per la mostra, troviamo Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Massimo Orsini. Sono esposte anche opere realizzate negli ultimi anni da artisti come Sara Leghissa, Shafei Xia, Massimo Grimaldi, Delio Jasse.

Paola Pivi, 100 Cinesi, 1998
Paola Pivi, 100 Cinesi, 1998

LE ALTRE MOSTRE DEL PROGRAMMA PRIMAVERA ESTATE DEL CENTRO PECCI

Dopo L’arte e la città, curata da Stefano Pezzato, apriranno altre due mostre con la sua curatela dal 21 maggio al 25 settembre 2022: Gruppo 999. Ricordi di Tecno-Ecologia / Techno-Ecology Memoirs e Schema 50 Una Galleria Fra Le Neo-Avanguardie (1972-1994). Queste esposizioni si accordano all’attenzione che si vuole porre verso il passato del territorio e del Centro, attraverso la riscoperta degli archivi. A settembre verrà inaugurata invece la personale di Massimo Bartolini con un’installazione pensata per gli spazi del museo, in continuità con le mostre monografiche di artiste e artisti italiani, partite con l’ampia retrospettiva dedicata a Chiara Fumai.

UN CENTRO D’ECCELLENZA PER LA DIDATTICA AL CENTRO PECCI DI PRATO

Il Dipartimento didattico del Pecci, fondato da Bruno Munari nel 1988, coinvolge nelle attività laboratoriali bambini da 0 a 11 anni, adolescenti, adulti e pubblici speciali. Così aggiunge Collicelli Cagol: “Munari è stato un maestro essenziale per evidenziare l’importanza della contaminazione delle arti e del rapporto con le imprese. Vorrei provare a incentivare certi nessi tra le attività del Centro Pecci affinché diventino sinergiche, dedicare il sabato alle famiglie con apposite risorse per chi ha bambini. Ad esempio dedicare la mattina alla proiezione di film per l’infanzia”. Si promuove inoltre un interessante progetto, i Primi 1000 giorni d’arte, rivolto a bambini piccolissimi e non solo…si guarda con particolare attenzione alla fase prenatale, lavorando con donne agli ultimi giorni della gravidanza. “Sappiamo quanto siano nevralgici i primi due anni di vita di un bambino, è lì che si inizia a definire l’individuo, il suo carattere e le sue peculiarità psicologiche. Nei primi anni si impronta la formazione del bambino e in tal modo, grazie al laboratorio, si garantisce un primo avvicinamento all’arte”, spiega il direttore ad Artribune.
Il Pecci collabora anche con il dipartimento della salute mentale della ASL della Regione Toscana dal 1993 con una struttura triennale per lavorare con gli adulti con disagi psichici. Verranno promosse anche attività per aiutare persone afflitte da Alzheimer proponendo una terapia non farmacologica. Inoltre si partirà con un progetto inedito e innovativo nell’ambito di “migrazione cittadinanza” utilizzando l’apprendimento linguistico cooperativo. Collicelli Cagol porterà avanti anche il Pecci Books “che stiamo portando avanti ogni settimana, con presentazioni di libri, proprio per rispettare l’anima del Pecci che vuole mettere in connessione le diverse ogni disciplina. Perché è fondamentale leggere le istituzioni anche come centri di welfare culturale e di coesione sociale. Infatti, se è vero che le mostre devono essere la spina dorsale anche le altre attività non devono essere tralasciate”. Mentre il Centro Pecci Academy propone che si sta sviluppando da un mese e mezzo con  “discussioni alimentate e animate proprio partendo dai nuclei concettuali delle esposizioni e dalle connessioni tra le opere scelte”.

– Giorgia Basili

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.