Biennale Arte 2022: a Katharina Fritsch e Cecilia Vicuña vanno i Leoni d’Oro alla carriera

La 59. Esposizione Internazionale d’Arte diretta da Cecilia Alemani, ha conferito all’artista tedesca e all’artista cilena i Leoni d’Oro alla Carriera per la ricerca e per i meriti con cui si sono distinte durante il loro percorso. Ecco chi sono e le motivazioni della curatrice

Corderie, Giulio Squillacciotti Courtesy La Biennale di Venezia
Corderie, Giulio Squillacciotti Courtesy La Biennale di Venezia

Venezia scalda i motori e si prepara ad aprire la 59. Esposizione Internazionale d’Arte sotto la direzione di Cecilia Alemani con il titolo Il latte dei sogniA poco più di un mese dall’apertura della manifestazione (che si terrà ai Giardini e all’Arsenale dal 23 aprile – 27 novembre 2022), la Biennale annuncia i Leoni d’Oro alla carriera, che per questa edizione vengono assegnati a all’artista tedesca Katharina Fritsch e all’artista cilena Cecilia Vicuña. “La prima volta in cui ho visto un’opera di Katharina Fritsch di persona è stato proprio alla Biennale di Venezia, nell’edizione del 1999, curata da Harald Szeemann, la prima Biennale che ho visitato”, ha raccontato Alemani. “L’imponente opera che occupava il salone principale del Padiglione Centrale si intitolava Rattenkönig, il re dei topi, una scultura inquietante in cui un gruppo di topi giganteschi è disposto in cerchio, le code annodate, come in uno strano rituale magico. Da quel momento in poi, a ogni incontro con una scultura di Fritsch, ho provato lo stesso senso di stupore e di attrazione vertiginosa. Il contributo di Fritsch nel campo dell’arte contemporanea e, in particolare, in quello della scultura non ha paragoni. Il suo lavoro si distingue per opere figurative al contempo iperrealistiche e fantastiche: copie di oggetti, animali e persone rese nei più minuscoli dettagli ma trasformate in apparizioni perturbanti. Spesso Fritsch modifica le dimensioni e la scala dei suoi soggetti, miniaturizzandoli o ingigantendoli e avvolgendoli in campiture di colori stranianti: è come trovarsi al cospetto di monumenti di civiltà aliene, o di fronte a reperti esposti in uno strano museo postumano”. L’artista tedesca si è detta “molto onorata e grata” di ricevere il premio”.

Katharina Fritsch, Photo by Janna Grak
Katharina Fritsch, Photo by Janna Grak

I LEONI D’ORO ALLA CARRIERA DELLA BIENNALE ARTE 2022 A VENEZIA

Vicuña è un’artista e poetessa, e ha dedicato anni a preservare le opere letterarie di molti scrittori e scrittrici dell’America Latina, svolgendo un encomiabile lavoro di traduzione e redazione di antologie di poesie sudamericane che, senza il suo intervento, sarebbero andate perdute”, ha proseguito la direttrice della Biennale Arte 2022, motivando la scelta che l’ha portata ad affidare il Leone d’Oro alla carriera all’artista cilena, distintasi per l’uso di materiali trovati e detriti abbandonati con cui realizza le sue installazioni. “Vicuña è anche un’attivista che da anni lotta per i diritti delle popolazioni indigene in America Latina e in Cile. Nel campo delle arti visive si è distinta per un’opera che spazia dalla pittura alla performance, fino alla realizzazione di assemblage complessi. Al centro del suo linguaggio artistico c’è una forte fascinazione per le tradizioni indigene e per le epistemologie non occidentali. Per decenni ha lavorato in disparte, con precisione, umiltà e ostinazione, anticipando molti dibattiti recenti sull’ecologia e il femminismo e immaginando nuove mitologie personali e collettive. La maestria di Vicuña consiste nel trasformare gli oggetti più modesti in snodi di tensioni e forze”.

Cecilia Vicuña, Photographed by William Jess Laird, 2021
Cecilia Vicuña, Photographed by William Jess Laird, 2021

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA, LE PAROLE DI CECILIA VICUÑA

All’assegnazione del riconoscimento, Cecilia Vicuña ha risposto, “è un grande onore e una gioia per me ricevere il Leone d’Oro in un momento in cui l’umanità sta cercando di mantenere la pace e la giustizia contro ogni previsione. Credo che la nostra arte e la nostra coscienza possano svolgere un ruolo importante nell’urgente bisogno di allontanarsi dalla violenza e dalla distruzione, per salvare il nostro ambiente dall’imminente collasso. Venezia è particolarmente significativa per me. Alcuni dei miei antenati paterni sono venuti in Cile dal Nord Italia nel XIX secolo, quindi ho imparato ad amarne la storia e l’arte già da bambina. I miei nonni sarebbero onorati di sapere di questo mio riconoscimento. La mia famiglia da parte materna è originaria del Cile, quindi sono molto orgogliosa di far parte della Biennale di Venezia curata da Cecilia Alemani, che mette in luce ‘gli artisti che immaginano una condizione postumana mettendo in discussione la presunta idea occidentale che usa l’uomo bianco come misura di tutte le cose”. E ha concluso, “sono affiancata da uno straordinario gruppo di artisti che condividono lo spirito de Il Latte dei sogni di cui abbiamo un disperato bisogno per trovare un nuovo modo di vivere su questa Terra”. La cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2022, si terrà sabato 23 aprile 2022 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, che aprirà al pubblico nello stesso giorno alle 10.

-Giulia Ronchi

https://www.labiennale.org/it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.