Muovere la terra, tornare alle radici. La mostra di Luca Francesconi a Lisbona

L’artista mantovano porta nella galleria Pedro Cera di Lisbona riflessioni attorno al tema della terra e alla capacità generativa dell’uomo, che oggi pare aver dimenticato sulla scia di una crisi economica continuativa e di una pandemia globale

Luca Francesconi, Mover a terra, Galleria Pedro Cera, Lisbona
Luca Francesconi, Mover a terra, Galleria Pedro Cera, Lisbona

Il boom economico, lo sviluppo progressivo, la crescita lineare: sono le illusioni novecentiste con le quali il nuovo millennio, segnato fin dai primi anni da regresso economiche e crisi globali, ha dovuto fare i conti e interrogarsi. E se questo crollo finanziario corrispondesse a una incapacità di coltivare, di generare? Sono le riflessioni da cui muove i passi Luca Francesconi (Mantova, 1979) nella sua personale Mover a Terra, alla galleria Pedro Cera di Lisbona fino al 26 marzo 2022, che nel testo introduttivo alla mostra scrive: “senza ritorno al terreno non può esserci un recupero della capacità”. Il tema viene sviluppato attraverso le sue sculture in bronzo, terracotta e vari elementi organici, figure semi antropomorfe, elementi filiformi che, come radici sradicate dal suolo, paiono prendere vita e procedere verso un orizzonte indefinito. “Il semplice gesto di arare e piantare è la ricostituzione primordiale della Genesi”, prosegue l’artista. “Questo rispetto per la terra che noi uomini ci portiamo dentro da sempre è, ancora una volta, lo strumento migliore per uscire da questa crisi che tutti chiamavano economica, ma che oggi sappiamo essere soprattutto una crisi esistenziale della nostra società. Sapere muovere la terra è dunque più un atto di genesi che un atto d’inizio. Plutone è solo l’immagine della capacità agricola. Il dio dell’agricoltura, nella sua iconografia rinascimentale è un possente uomo capace. Quello in questa mostra è soltanto un uomo di fronte all’immensità della terra coltivabile, oggi, idealmente, estesa all’infinito, fino ai confini del mondo”. E conclude, “più la terra agricola viene mossa, più noi mettiamo al mondo forza e potere”.

– Giulia Ronchi

Luca Francesconi, Mover a Terra
Fino al 26 marzo 2022
Pedro Cera
Rua do Patrocínio 67, Lisbona

[email protected]
https://www.pedrocera.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.