Endless Residency: un osservatorio sulla mobilità e le residenze d’artista in trasformazione

Una ricerca sulla mobilità supportata da Italian Council. Nasce Endless Residency, un osservatorio sul tema delle residenze d’artista a cura di Giulio Verago e Silvia Conta. Ecco come funziona

Alessio Mazzaro - Protesta della comunità Guaranì di fronte alla prefettura di Sao Paulo, 2019, in residenza presso Pivô, San Paolo del Brasile (Brasile)
Alessio Mazzaro - Protesta della comunità Guaranì di fronte alla prefettura di Sao Paulo, 2019, in residenza presso Pivô, San Paolo del Brasile (Brasile)

Il fenomeno della mobilità artistica negli anni ha conosciuto una forte espansione, vedendo moltiplicare le tipologie di opportunità, esperienze e destinazioni. Negli ultimi due anni il grande cambiamento ha reso più urgente una riflessione su formati, strategie di sostenibilità e modalità di restituzione pubblica. Endless Residency è un progetto di ricerca in forma di osservatorio e piattaforma di scambio per stimolare il dibattito culturale attorno alla mobilità artistica e promuovere la conoscenza delle migliori pratiche italiane e internazionali. Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura – Italian Council – bando internazionale a supporto della creatività contemporanea italiana.

Fabrizio Bellomo in residenza presso Art House, Scutari (Albania)
Fabrizio Bellomo in residenza presso Art House, Scutari (Albania)

ENDLESS RESIDENCY: ARTISTI E CURATORI IN RESIDENZA 

Nato dall’esperienza di Giulio Verago, da anni curatore del programma VIR Viafarini-in-residence, con la critica indipendente Silvia Conta durante la sua residenza curatoriale a Viafarini nel 2019.
Il progetto è forte dell’esperienza maturata da Viafarini sin dagli anni Novanta, avendo ospitato in residenza oltre 250 tra artisti e curatori da oltre 40 diversi Paesi.
Il progetto si è inaugurato nell’estate del 2021 con una serie di conversazioni online con alcune importanti realtà italiane: a Milano con Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck che invita artisti a lavorare sulla memoria, Casa degli Artisti che commissiona progetti in residenza, FARE e la sua mappatura AIR Art-in-residence. In Italia con CARS parte di una rete di promozione culturale territoriale in località Omegna (Verbania), CASTRO un progetto per la formazione sperimentale a Roma su open call, Civitella Ranieri centro internazionale interdisciplinare su invito, Cripta 747 da spazio progetto a residenza internazionale su open call, Corniolo Art Platform che coinvolge artisti, ricercatori, collettivi interessati a pratiche performative e sociali, Museo Carlo Zauli e la sua residenza di produzione ceramica, la residenza itinerante In-Ruins Residency in aree archeologiche, la residenza online Lateral Geographies e il progetto Il Crepaccio Instagram Show e la conversazione con l’artista, scrittore e produttore culturale Todd Lanier Lester.

STARE. L’ASSOCIAZIONE DELLE RESIDENZE D’ARTISTA 

Il fenomeno della mobilità si afferma negli ultimi tempi come strumento di diplomazia culturale. Anche lo scenario italiano mostra segni di fermento: è nata a fine 2021 STARE, associazione italiana delle residenze d’artista, per valorizzare la residenza come processo di ricerca e produzione. Nato da una decina di residenze italiane STARE è un gruppo operativo per promuovere momenti formativi e azioni di advocacy, per “un riconoscimento al ruolo che questa costellazione eterogenea di realtà artistiche ha svolto per riequilibrare il problema strutturale dell’accesso alla cultura nei contesti marginali”.
Da segnalare anche la nuova Direzione Generale del MAECI (Ministero degli Esteri) per la diplomazia pubblica e culturale, con l’obiettivo di consolidare il soft power italiano nel mondo. Il progetto prosegue poi studiando l’interazione tra arti visive e i tanti “altrove” sia indipendenti che istituzionali: dai musei agli archivi, dai centri di ricerca scientifica alle aree archeologiche, che diventano sempre più spesso luoghi per residenze temporanee di artisti.
Sono stati prodotti due questionari, in dialogo con ICOM Italia, consiglio internazionale dei musei, uno rivolto ad artisti e uno per istituzioni culturali, per raccogliere dati su esperienze concrete, che saranno interpretati con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo.

JUKAI - foto d’archivio del progetto “Genius Loci”; in residenza presso ZK/U – Center for Art and Urbanistics, Berlino (Germania)
JUKAI – foto d’archivio del progetto “Genius Loci”; in residenza presso ZK/U – Center for Art and Urbanistics, Berlino (Germania)

ENDLESS RESIDENCY. UNA PIATTAFORMA IN EVOLUZIONE 

Per seguire l’evoluzione del progetto e segnalare esperienze significative è attivo il canale Instagram di Endless Residency che segnala studi e ricerche e racconta attraverso “dispacci” l’esperienze di residenza di artisti italiani nel mondo supportate da Italian Council del Ministero. Tra le occasioni di riflessione sull’impatto della pandemia nella vita degli artisti a settembre 2021 quella organizzata dal network di Res Artis con SAC Gallery (Bangkok) lo convegno digitale “Defining the next decade” organizzato da sui formati di mobilità alternativi a vocazione digitale e le strategie di resilienza. In particolare, si è riflettuto sulla crescita degli scambi su scala locale, l’ascesa delle residenze virtuali e l’impatto dei progetti digitali realizzati durante il lockdown.

RESIDENZE D’ARTISTA E PANDEMIA 

Il network Res Artis ha avviato inoltre una indagine sull’impatto del Covid su artisti e residenze artistiche con University College London coinvolgendo in tutto 1.215 artisti e 528 istituzioni da 112 Paesi. È emerso che il 23% delle istituzioni ha reagito avviando un programma puramente virtuale, l’impatto peggiore si è registrato nelle aree del mondo in cui l’infrastruttura del contemporaneo è più fragile e scarsamente supportata e il 12% delle realtà globali attive nel 2019 ha chiuso. Se l’accesso ai fondi di emergenza si è fatto più competitivo le istituzioni più prestigiose hanno cautamente ripreso gli scambi internazionali e un terzo degli artisti interpellati ha convogliato le risorse verso la produzione di nuove opere. Oltreoceano anche il network di residenze newyorkesi Rethinking Residencies, attivo dal 2014, ha lanciato a dicembre 2021 un simposio online per riconsiderare i programmi di residenza come piattaforme di pensiero, critica e produzione.

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