New York: Arne Glimcher, fondatore di Pace Gallery, aprirà un nuovo spazio a Tribeca

Arne Glimcher, fondatore della Pace Gallery, apre un nuovo spazio. Sarà diverso rispetto alla galleria, si concentrerà su mostre collettive e artisti emergenti

Gallery 125 Newbury, Photo- 2022 © Luca Pioltelli, courtesy Pace Gallery
Gallery 125 Newbury, Photo- 2022 © Luca Pioltelli, courtesy Pace Gallery

Aprirà nell’autunno 2022 la Galleria 125 Newbury, un nuovo spazio progettuale a New York guidato dal fondatore e presidente della Pace Gallery, Arnold “Arne” Glimcher, art dealer, regista e produttore cinematografico. La lista delle sedi della Pace Gallery è lunga: Londra, Hong Kong, Seoul, Ginevra, Palo Alto, East Hampton, Palm Beach; tra gli artisti rappresentati nella scuderia si contano Richard Avedon, Yto Barrada, Lynda Benglis, Chuck Close, Nathalie Du Pasquier (in mostra al Macro di Via Nizza a Roma), Latifa Echakhch (nel 2019 le è stata dedicata una mostra alla Fondazione Memmo), Elmgreen & Dragset, Adrian Ghenie, Raqib Shaw… La nuova impresa, collocata all’angolo tra Broadway e Walker Street nel quartiere Tribeca di New York, prende il nome dall’indirizzo del primo spazio espositivo di Pace, aperto a Boston nel 1960. Opererà in associazione con Pace, attualmente guidata dal presidente e amministratore delegato Marc Glimcher, inserito con il padre Arne nella top 100 delle figure più potenti nel mondo artistico internazionale.

Talia Rosen, Arne Glimcher, Kathleen McDonnell, Oliver Shultz, Photo: 2022 © Luca Pioltelli, courtesy Pace Gallery
Talia Rosen, Arne Glimcher, Kathleen McDonnell, Oliver Shultz, Photo: 2022 © Luca Pioltelli, courtesy Pace Gallery

COME SARÀ LA NUOVA GALLERIA 125 NEWBURY

Il nuovo spazio, al contrario, beneficerà dell’expertise di Arne Glimcher, classe 1938 e forte di ben sei decenni di attività espositiva pionieristica. Galleria 125 Newbury prende il posto del Pearl River Mart, grande magazzino eclettico, 362 metri quadrati con soffitti alti 5 metri. Il design interno verrà completamente rinnovato dagli architetti Enrico Bonetti e Dominic Kozerski, dello studio Bonetti/Kozerski, che ha progettato la galleria di otto piani di Pace nel quartiere di Chelsea a New York. Il suo programma espositivo prevede fino a cinque mostre all’anno con focus su mostre collettive tematiche e artisti emergenti, includendone alcuni già nei ranghi di Pace, funzionando come una sorta di piattaforma ampliata per la visione curatoriale di Arne Glimcher. Mantenendo il suo attuale ruolo da Pace e il suo ufficio al 540 West 25th Street, Glimcher continuerà ad organizzare alcune delle mostre nelle sedi globali di Pace, comprese le prossime personali di Robert Irwin, Richard Tuttle e Sam Gilliam. Arne Glimcher afferma: “La Gallery 125 Newbury significa espandere la mia storia e, allo stesso tempo, significa chiudere il cerchio, tornare alla piccola galleria che avevo una volta, tornare ad essere presente in ogni aspetto della realizzazione delle mostre, lavorare con gli artisti e connettersi con il pubblico, che è la parte che amo veramente”.

UN TEAM CON UNA FORTE ESPERIENZA E UN DIRETTORE-REGISTA

A gestire e dirigere la nuova Gallery 125 Newbury saranno Kathleen McDonnell, Talia Rosen e Oliver Shultz, già membri del team di Arne Glimcher da Pace. Si eviterà il modello tradizionale di galleria, per favorire una “struttura più agile e flessibile focalizzata sullo sviluppo di mostre all’avanguardia dalla prospettiva globale”. Nei primi di anni di apertura di Pace il suo direttore ha promosso artisti come Louise Nevelson, Agnes Martin, Robert Rauschenberg, Jean Dubuffet, Lucas Samaras e Claes Oldenburg, così come i pionieri del movimento Light and Space James Turrell e Robert Irwin. Tra i film che Glimcher ha diretto: The Mambo Kings (1992) che ha ricevuto una nomination agli Oscar e il documentario Picasso and Braque Go to the Movies (2008). Ha prodotto Gorillas in the Mist (1988) sulla vita della naturalista Dian Fossey, che ha ricevuto cinque nomination agli Oscar, e il documentario sul mercato nero dell’avorio che mette a rischio gli elefanti White Gold (2013). È inoltre presidente del consiglio di amministrazione dell’African Environmental Film Foundation, organizzazione no-profit dedicata alla produzione e alla distribuzione di film sulle questioni ambientali in Africa.

– Giorgia Basili

https://www.pacegallery.com

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.