Tu mi fai girar. La performance di Giovanni Morbin al Mart

Le immagini della performance “Me” realizzata dall’artista Giovanni Morbin al Museo MART di Rovereto in occasione della Giornata del Contemporaneo

A. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion
A. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion

Entri al Mart, in occasione della scorsa Giornata del Contemporaneo, e trovi nell’androne un uomo seduto su di uno sgabello che gira vorticosamente su se stesso. È vestito di nero e ruota sul suo asse, come il celebre Profilo continuo (Testa di Mussolini) di Renato Bertelli che si intravede nello spazio, al quale evidentemente allude. Ma, al contrario del bronzo futurista nero di Bertelli, non è silente. Dalla sua voce si sentono delle parole che mettono i brividi. “Combattenti di terra, di mare e dell’aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d’Italia, dell’Impero e del regno d’Albania! Ascoltate!”.

B. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion
B. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion

LA PERFORMANCE DI GIOVANNI MORBIN AL MART DI ROVERETO

È la dichiarazione di guerra fatta da Mussolini nel giugno del 1940, che viene però interrotta all’improvviso dal blocco della rotazione e dal tentativo dell’artista di stare in piedi. Ubriacato dalle piroette l’artista non si regge sulle proprie gambe e cade. Poi si sistema e ripete l’azione dell’inizio. Per una seconda e una terza volta l’azione viene interrotta nello stesso modo, fino a quando l’artista scendere dallo sgabello e, pur barcollando, riesce a stare in piedi. A quel punto improvvisamente corre verso il muro per tracciare con un carboncino una “M” e una “e”, prima di uscire di scena. La prima è enorme, monumentale come l’iniziale del duce, la seconda invece piccola, solo per completare e ribaltare il senso della parola.

E. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion
E. Giovanni Morbin, Me, 2021, performance, Mart, Rovereto, ph. Valentina Cavion

IL FASCISMO NELLA PERFORMANCE DI GIOVANNI MORBIN

La performance Me di Giovanni Morbin (Valdagno, 1956) allude al residuo consapevole e inconsapevole di fascismo nella nostra società contemporanea. Contrariamente a quanto possa sembrare a primo acchito, nell’azione dell’artista il fascismo viene distillato dai suoi elementi storici per diventare categoria comportamentale metastorica: è insieme un tratto interiore e politico (che riguarda me come individuo), che una farsa annidata nella retorica, nelle parole ampollose di popolo o di patria. È la vittoria del dinamismo del girare su se stessi rispetto alla complessità delle domande che la realtà ci pone. E, insieme, la tragedia del torpore geometricamente alimentato dalla rotazione, manipolati da forze – non solo politiche – alle quali non vogliamo/sappiamo adeguatamente porre resistenza. Le immagini.

-Daniele Capra

Dati correlati
Spazio espositivoMART MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO
IndirizzoCorso Angelo Bettini 43 - Rovereto - Trentino-Alto Adige
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Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.