Bellezza, fotografia e scultura. Mostra di Piero Gemelli a Napoli

La mostra al PAN di Napoli e un libro celebrano un grande artista italiano, che combina fotografia, linguaggio scultoreo e architettura per esplorare i limiti del reale.

L’opera di Piero Gemelli (Roma, 1952) sfugge alla catalogazione e contamina diversi aspetti, dalla fotografia alla scultura. Come molti altri nomi del panorama italiano per troppo tempo meno considerati, Gemelli è un artista che merita di essere riscoperto anche grazie a questa mostra curata da Maria Savarese in collaborazione con Maria Vittoria Baravelli. Il PAN di Napoli ripercorre il lavoro di questo artista tra disegni, foto, sculture in fil di ferro.

LA STORIA DI PIERO GEMELLI

Gemelli nasce architetto per poi trasferirsi a Milano, intraprendendo la carriera di fotografo e specializzandosi in beauty e stll life, passione che lo ha portato a collaborare con importanti magazine internazionali e a firmare campagne per marchi come Gucci, Ferré, Tiffany, Lancôme e molti altri. Come ha scritto Natalia Aspesi: “Il suo approccio alla fotografa è più̀ vicino e analogo a quello che seguirebbe un architetto per un progetto… Più che un architetto fotografo è un architetto che ha scelto la scultura. Un uomo che crea opere con le cose e i corpi e li fotografa solo perché́ non può̀ mostrare l’oggetto che amorevolmente immagina e costruisce”.  Un itinerario che trova un importante riconoscimento in una mostra che svela finalmente la complessità e il percorso creativo di questo fotografo con una documentazione che va dagli Anni settanta a oggi. Come racconta lo stesso Gemelli: “Quando non fotografo disegno, faccio sculture e architetto nuove visioni di quel mondo nascosto dentro di me”. L’autore gioca tra il senso della realtà e il senso della possibilità.

Piero Gemelli, Kasia Smutniak, 2017 © Piero Gemelli

Piero Gemelli, Kasia Smutniak, 2017 © Piero Gemelli

LA MOSTRA A NAPOLI

La mostra La Bellezza svelata è stata concepita come un racconto visivo in cui l’organizzazione dello spazio espositivo riveste un ruolo di primaria importanza. Si parte da una ricostruzione dello studio dell’artista, dai suoi esordi, per proseguire, tra la sensualità degli sguardi dei ritratti e dei nudi dai corpi scultorei, verso i più forti still life: una serie di oggetti di un mondo immaginato attraverso la mente e il suo inconscio, che porta a interrogarci su noi stessi per cercare di comprendere il complesso rapporto tra arte e tempo, tra il senso della realtà e la possibilità.

Piero Gemelli per Uomo Vogue, 1992 © Piero Gemelli

Piero Gemelli per Uomo Vogue, 1992 © Piero Gemelli

IL LIBRO SU PIERO GEMELLI

E le sorprese non finiscono qui. In occasione della mostra (non come catalogo della stessa) esce anche il volume Piero Gemelli, fotografia e storie immaginate, pubblicato da Editori Paparo e curato da Maria Vittoria Baravelli. Il libro racconta l’oeuvre di Gemelli attraverso un racconto polifonico di più autori. Riccardo Falcinelli, Emanuele Coccia, Emiliano Ponzi, Carla Sozzani, Antonio Mancinelli, Carrie Scott, Alessandro Calascibetta e Maria Savarese hanno mostrato le mille sfumature di Gemelli, della sua bellezza imperfetta e dei suoi volti fuori dalla norma.

Federico Poletti

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Federico Poletti

Federico Poletti

Eclettico, nomade e multitasking: questi sono gli aggettivi che meglio definiscono l’orizzonte creativo e professionale di Federico Poletti. Milanese di adozione, parte da una formazione accademica nell’arte (laureato in Conservazione dei Beni Culturali) per arrivare a una visione della moda…

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