Aprirà a gennaio 2022 il primo museo di arte contemporanea dell’Uruguay

Sorgerà nella località turistica di Punta del Este e sarà il primo in assoluto nel Paese sudamericano. Si chiamerà Museum of Contemporary American Art (MACA) e vedrà la luce grazie alla volontà di Pablo Atchugarry, scultore uruguagio di fama mondiale.

MACA - renderings by Carlos Ott Architect
MACA - renderings by Carlos Ott Architect

Proseguono i lavori per la realizzazione di MACA – Museum of Contemporary American Art, primo museo di arte contemporanea americana in Uruguay. Emanazione della Fundación Pablo Atchugarry, nata 15 anni fa per promuovere le arti visive nel Paese sudamericano, il museo è circondato da un parco di 40 ettari – che ospita anche 70 sculture ambientali di grandi dimensioni – e comprende cinque sale espositive, un’ampia terrazza panoramica, una libreria, una caffetteria, una sala teatro e un auditorium. Cominciati nel 2019 su progetto dell’architetto uruguagio Carlos Ott (dal 1997 molto attivo anche in Cina fra Nanchino, Pechino e Hangzhou), i lavori per il MACA si concluderanno entro la fine di dicembre, mentre l’inaugurazione è fissata per l’8 gennaio 2022.

Un interno del futuro Museo. Photo Lorena Larriestra e Nicolas Vidal
Un interno del futuro Museo. Photo Lorena Larriestra e Nicolas Vidal

MACA: DALL’URUGUAY AL MONDO

La collezione permanente è formata da opere appartenenti allo stesso Pablo Atchugarry (Montevideo, 1954), a cui si affiancano prestiti a lungo termine da collezioni private in America Latina e in Europa. Fra gli artisti, Richard AnuszkiewiczCarlos Cruz DiezJulio Le Parc Louise Nevelson. La missione del museo sarà quella di dare voce all’arte delle due Americhe, quella Latina in particolare. Atchugarry si augura che, con il fatto di trovarsi in un’importante località turistica, il MACA possa essere un ponte fra l’arte uruguaiana e la scena contemporanea internazionale, attirando visitatori da altri Paesi. In Uruguay, infatti, la maggior parte istituzioni artistiche si trova nella capitale Montevideo, ma attirano soltanto un pubblico locale. Entrando nel merito della struttura, l’artista ha spiegato che si tratta di “un modo per integrare natura e arte. E sarà una vera rivoluzione per gli artisti uruguaiani, perché è un esempio tangibile del potere dell’arte di cambiare la realtà”. Il museo si aprirà con una mostra delle opere di Christo e Jeanne-Claude.

Una veduta del cantiere. Photo Lorena Larriestra e Nicolas Vidal
Una veduta del cantiere. Photo Lorena Larriestra e Nicolas Vidal

MACA: UNA CARRIERA COMINCIATA IN ITALIA

Appassionato d’arte sin dall’infanzia, Atchugarry esordisce nell’adolescenza come pittore, scoprendo lungo il cammino altri materiali come il cemento, il ferro e il legno, che lo portano a scegliere la scultura. Dalla fine degli anni Settanta è il marmo il suo elemento d’elezione, e dal 1982 si stabilisce in Lombardia, dividendosi fra Lecco e Milano. Nel 1987 tiene la sua prima mostra personale di scultura nella Cripta del Bramantino a Milano, a cura di Raffaele de Grada. Da allora la sua carriera decolla a livello mondiale, e le sue opere sono esposte in tutto il mondo, da Montevideo a Buenos Aires, da Milano a Miami, da Bruges a Lisbona. Architetto mancato (studiò sotto la guida del costruttivista uruguagio Joaquín Torres-García), Atchugarry ha sviluppato una scultura astratta che gli è valsa numerosi riconoscimenti nel mondo, fra cui il Premio Michelangelo, conferitogli nel 2002 dalla città di Carrara.

– Niccolò Lucarelli

fundacionpabloatchugarrymiami.com/maca

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.