Performance artistica, furto o trovata pubblicitaria? L’opera di Jens Haaning

Impegnarsi a realizzare un’opera con 72 mila euro in contanti e rubare il denaro: è questa la trovata di Jens Haaning che ha così beffato il Kunsten Museum di Aalborg. O forse no?

Il Kunsten Museum of Modern Art di Aalborg, in Danimarca, aveva concordato con l’artista Jens Haaning la realizzazione di un’opera per la rassegna “Work it Out” dedicata ad arte e vita lavorativa. L’opera commissionata doveva raccogliere in due grandi cornici ben 534 mila corone danesi in contanti, pari a euro 71.808, ovvero il reddito medio annuo di una persona in Danimarca e Austria. Il denaro fornito dal museo all’artista, sarebbe poi dovuto tornare all’istituzioni al termine della mostra, previsto per il 16 gennaio 2022.

L’opera di Jens Haaning per il Kunsten Museum

Sul sito del Kunsten l’opera è così presentata: “Le opere illustrano come appare fisicamente un reddito annuo. In questo modo, l’artista punta l’attenzione sia alla retribuzione come strumento per misurare il valore del lavoro, sia alle differenze nazionali all’interno dell’UE. (…) Fianco a fianco, le banconote sono montate con cura e mostrate come un’opera classica incorniciata in vetro. Soldi fantastici e un’estetica accattivante”.

Haaning ha però cambiato programma all’insaputa del museo, intitolando la sua opera “Take the Money and Run” (Prendi i soldi e corri), traduzione letterale della performance inscenata dall’artista che ha trattenuto il denaro e non intende restituirlo. Per di più avrebbe dichiarato: “Incoraggio altre persone che hanno condizioni di lavoro miserabili come le mie a fare lo stesso. Se sono impegnati in qualche lavoro di merda e non vengono pagati, e in realtà gli viene chiesto di pagare soldi per andare a lavorare, allora prendete quello che potete e battetevi”.

Gli accordi tra l’artista e il museo

La trovata di questo Robin Hood dell’arte contemporanea pare non fosse stata concordata con il Kunsten Museum che si dice pronto ad intraprendere azioni legali. Sembra che Haaning dovesse ricevere dal museo la somma di 1.340 euro per le opere An Average Danish Annual Income, 2010–2021 e An Average Austrian Year Income, 2017 – 2021, sebbene ora il direttore Lasse Andersen voglia arrivare a 6 mila euro. Per tutta risposta il protagonista della vicenda si sarebbe così difeso: “Non è un furto. È una violazione del contratto e una violazione del contratto fa parte del lavoro”.

Di certo la sua pseudo performance ha approfondito a dovere il tema della mostra per la quale era stato interpellato e con poco più di 70 mila euro il museo danese ha ottenuto una pubblicità che non gli avrebbe garantito neppure uno dei nomi più blasonati dell’arte contemporanea.
 

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.