Lodi: incendio distrugge i resti della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri

Un incendio ha distrutto ciò che rimaneva della grande opera di Land Art dell’artista lodigiano, realizzata postuma nel 2016 e abbattuta nel 2019 a causa di cedimenti strutturali. Gli inquirenti stanno indagando sulla natura del rogo, probabilmente doloso

Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri. Foto di Alessandro Cappella
Cattedrale vegetale @ Ass. Giuliano Mauri. Foto di Alessandro Cappella

È stato inghiottito dalle fiamme ciò che rimaneva a Lodi della Cattedrale Vegetale, grande installazione ambientale progettata dall’artista Giuliano Mauri (Lodi Vecchio, 1938 – Lodi 2009), esponente della Land Art, e realizzata postuma nel 2016 sulla Riva Sinistra del Fiume Adda, nell’Area Ex Sicc, seguendo alla lettera le volontà del suo testamento artistico. Dalla sua inaugurazione, l’opera ha attraversato numerose vicissitudini, tra trombe d’aria, scarsa manutenzione e l’abbattimento definitivo risalente al 2019; in questa occasione, i rami e i tronchi d’albero utilizzati per la realizzazione della Cattedrale sono stati accatastati all’interno di due recinzioni, una delle quali è andata a fuoco all’alba del 7 settembre. Per oltre due ore i vigili hanno lavorato per spegnere l’incendio probabilmente di natura dolosa – è questa la pista seguita dagli inquirenti –, ma delle “colonne” della Cattedrale è rimasto soltanto qualche tronco rovinato dal fuoco.

LA CATTEDRALE VEGETALE DI GIULIANO MAURI

Mauri concepisce l’idea della Cattedrale Vegetale – ovvero un’architettura interamente realizzata con elementi naturali – negli anni Ottanta, ma solo nel 2001 riesce a costruirla ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento), grazie al Direttore Artistico Emanuele Montibeller. Una seconda Cattedrale Vegetale viene poi iniziata dall’artista e portata a termine dalla sua famiglia nel 2010, nel Parco delle Orobie (Bergamo). Per volontà di Mauri, la famiglia ha portato avanti, dopo la sua morte, la realizzazione di una terza Cattedrale Vegetale a Lodi, città natale dell’artista: una struttura che occupava un’area di 1.618 mq, costituita da 108 colonne di legno – dal diametro di 1,20 m ciascuna – alta 18 m, lunga 72 m e larga 22,48 m, e 5 navate. Un’architettura imponente, il cui progetto – coordinato dai figli di Mauri, curato dalla nipote Francesca Regorda e promosso da Andrea Cancellato, presidente di Federculture, sindaco di Lodi dal 1980 al 1990 ed ex direttore della Triennale di Milano – ha però avuto vita breve: dopo l’inaugurazione avvenuta nel 2016, la Cattedrale ha subito i primi crolli, per poi essere abbattuta nel 2019 per volontà dell’amministrazione comunale di Lodi, a causa dei ripetuti cedimenti della sua struttura. subito Subito dopo la demolizione, è nata l’idea di far risorgere la Cattedrale Vegetale, su interesse degli eredi di Mauri e Andrea Cancellato e grazie al sostegno di privati. Una prospettiva più che auspicabile soprattutto adesso, visto il triste epilogo dell’opera di Mauri.

– Desirée Maida

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AutoreGiuliano Mauri
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.