LARTRES, una nuova residenza artistica nel borgo di Licenza. In presenza e online

Una nuova residenza d’artista nel borgo di Licenza punta su progetti internazionali ma in consonanza con il contesto e la comunità locale, enfatizzando le risorse territoriali. In particolar modo, il patrimonio archeologico, ambientale e immateriale dell’area della valle del Torrente Licenza

Lartres MAO | credits Francisco Navarrete Sitja
Lartres MAO | credits Francisco Navarrete Sitja

Nel Parco Regionale Monti Lucretili – siamo nel cuore del Lazio – è nata LARTRES, una nuova residenza artistica internazionale per iniziativa del Sistema dei Musei di Licenza, un borgo di 885 abitanti a pochi chilometri da Roma. L’area è sede del MAO | Museo Archeologico Oraziano, del MusAQ | Museo dell’Aquila reale e dell’area archeologica della Villa di Q. Orazio Flacco, un territorio ridotto che regala tuttavia sorprese tra archeologia e bellezze naturali. Il Polo culturale di Palazzo Baronale Orsini, complesso architettonico del XII secolo a Licenza, sede del MAO che ospita i reperti archeologici derivanti dal sito della Villa di Quinto Orazio Flacco (I sec. A.C.), è il luogo prescelto per la residenza che partirà con il ciclo Futurum Amoenus: Interpretare il passato per immaginare il futuro. Si svolgerà per tutto l’autunno, alternando ogni due mesi un diverso progetto artistico.

Lartres MAO | credits Francisco Navarrete Sitja
Lartres MAO | credits Francisco Navarrete Sitja

LARTRES: PAROLA ALLA CURATRICE

La direttice del Sistema Museale Urbano della città di Licenza Lucina Giacopini, che ha curato il progetto insieme al collettivo L’Aquila reale: Centro d’Arte e Natura di Civitella di Licenza, parlando della nuova iniziativa come di un fertilizzante per i processi comunitari, ha raccontato ad Artribune: “i primi progetti sono stati selezionati attraverso collaborazioni artistiche, grazie a contatti diretti con gli artisti cileni e attraverso la realizzazione di un progetto di scambio artistico con HOMESESSION | Artspace & Artist in Residence Barcelona in collaborazione con l’Istituto Ramon LLull e il Centro Studi Baleari con il quale LARTRES ha avviato un programma di scambio culturale.  Intendiamo proseguire con alcune proposte in un nuovo spazio espositivo con una nuova sezione di opere site specific nel contesto del MAO | Museo Archeologico Oraziano che potrebbe essere inaugurato nella primavera prossima”.

MAO | Artisti con Lucina Giacopini
MAO | Artisti con Lucina Giacopini, credits Francisco Navarrete Sitja

IL PROGETTO CARPE DIEM DI RAÙL MIRANDA 

Il primo ospite, che va ad avviare l’intero programma residenziale il 23 agosto, è il cileno Raúl Miranda (1966), artista transdisciplinare il cui lavoro si muove tra visivo, teatrale e linguaggio cinematografico, attraverso il suo gruppo Minimale. A performare nel suo cortometraggio “Carpe Diem”, ideato sulle orme del poema e del tema letterario di Orazio Flacco, sarà l’italiano Giuseppe Sartori accompagnato dalla musica di Sebastián Jatz e il mapping di Fabio Castro.

GLI ALTRI PROGETTI DI FUTURUM AMOENUS 

Dal 1 novembre al 30 dicembre, sarà la volta di Francisco Navarrete Sitja, con un’indagine tra Arte e Scienza, intitolata “Palinsesto” che guarda all’intervento antropico sul luogo. La sua video installazione integrerà ed includerà i riferimenti paesaggistici presenti negli affreschi della collezione del MAO | Museo Archeologico Oraziano. Dal primo settembre al 30 ottobre, si svolgerà il progetto “Per Amore”. Alicia Santamaria originaria delle Isole Baleari, impiega la ceramica e le pratiche collaborative, si concentra sulle pratiche di cura nel contesto rurale. Nelle stesse date è stata invitata anche Amparo Priero con “La notte e il suo manto senza cucitura, Racconti di Luce/Oscurità a Licenza”: un curioso progetto che intende attivare la memoria collettiva sul concetto di buio. 

– Giorgia Basili

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.