Intervista a Marjiana Kolarić direttrice del Museo di Arte Contemporanea di Belgrado

Dopo le polemiche degli ultimi anni riguardanti la nomina per elezione diretta che poteva variare di anno in anno e non per concorso, coinvolgendo per lungo gli addetti ai lavori di spicco, Marjiana Kolarić diventa direttrice del museo, assumendo l’incarico dal suo predecessore Viktor Kiš

MOCAB, Belgrado. Photo © Bojana Janjic
MOCAB, Belgrado. Photo © Bojana Janjic

Terza donna nella storia a gestire il museo, Marjiana Kolarić con il suo background educativo, pur mancando di esperienza nella gestione di un grande sistema istituzionale come il MoCAB, ha sbaragliato i suoi avversari con il suo piano di lavoro per i prossimi quattro anni: il Consiglio è stato unanime nella sua elezione. A detta anche della stessa neodirettrice, il museo finalmente potrà giovare di una pianificazione a lungo termine, che come per tutti i settori culturali darà i suoi frutti. 

CHI È MARJIANA KOLARIĆ

Laureata alla Facoltà di Filosofia dipartimento di Storia dell’arte nel 2010, Marjiana Kolarić ha lavorato come associata esperta nell’amministrazione comunale a Pancevo; come curatrice indipendente ha organizzato diverse mostre nel Paese e all’estero, ed è membro del consiglio del 58th October Salon dal 2019. È stata inoltre selezionatore della 17 ° Biennale d’Arte SEE Art Gates: State of Reality in Serbia e curatore della mostra Voyage: A Journey through Contemporary Serbian Art a Shanghai da novembre 2017 ad aprile 2018. Insieme a Srdjan Shaper, ha fondato la galleria November.

Marijana Kolarić - Photo credit Bojana Janjić
Marijana Kolarić – Photo credit Bojana Janjić

Quali cambiamenti apporta al Museo una nomina quadriennale per concorso e non per elezione annuale?

Oggi il settore museale è in netto sviluppo, sostenuto dall’apertura di una media di 700 musei all’anno in tutto il mondo, sia privati​​che pubblici, secondo le quotazioni e le statistiche di Artprice dal 2007. Affinché il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado possa in primis rafforzare la sua posizione nella società serba e in seguito riuscire ad essere competitivo e in cooperazione con alcuni musei mondiali, è auspicabile attivare meccanismi che necessitano di piani strategici pluriennali. Lo sviluppo di progetti e partnership a lungo termine, alimentati dal supporto del settore pubblico e privato per assicurarne il miglior funzionamento, non potrebbero essere possibili con una nomina amministrativa limitata ad un anno.

Durante la presentazione ufficiale, hai affermato che il museo dovrebbe muoversi nella direzione di un atteggiamento più interattivo, coinvolgendo maggiormente il pubblico. Potresti essere più specifica al riguardo?

Credo sia necessario ridefinire l’esperienza museale in un contesto contemporaneo attingendo dalle opportunità che l’era digitale offre, in modo che la collezione del museo possa essere presentata al pubblico attraverso diversi formati digitali ed espositivi con conseguenti tipi d’interpretazione e di analisi teorica. Per ottenere ciò, è necessario prima eseguire la digitalizzazione della collezione e dei materiali del Museo, creare un’interfaccia utente e mettere la collezione e l’intero materiale a disposizione del settore professionale e del pubblico in generale. La pandemia del coronavirus ha necessariamente potenziato la crescente presenza della sfera digitale nella nostra vita quotidiana. Ciò chiaramente non esclude il programma espositivo del Museo, ma apre nuove porte a differenti sistemi di comunicazione e produzione.

il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic
il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic

Il tuo piano per lo sviluppo del MoCAB per i prossimi quattro anni è composto da sei punti: elaborazione e miglioramento della raccolta delle opere d’arte; miglioramento dei contenuti del programma espositivo; riquadramento delle competenze dei dipendenti; cooperazione internazionale; pubblico e sostenibilità. Cosa significa esattamente?

Significa molto lavoro. Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto alla ristrutturazione dell’edificio, l’odierno MoCAB dovrebbe diventare un centro propulsore di creatività e un luogo di apprendimento che ci auspichiamo vada ad avere un impatto sulla coscienza della società attraverso l’arte. Con una collezione che eredita oltre 8.500 opere dell’arte serba e jugoslava, è un Museo leader nella Regione ed ha il dovere di aprire e celebrare la collezione attraverso la sua condivisione, anche e soprattutto per incoraggiare il pensiero critico sulle tendenze dell’arte contemporanea. 

E per quanto riguarda la “cooperazione internazionale”?

In relazione alla sua centralità, il Museo dovrebbe sviluppare programmi intensivi di cooperazione e partnership con musei internazionali, nonché riunire esperti di arte moderna e contemporanea di tutto il mondo, incoraggiare lo sviluppo dell’arte contemporanea nazionale e contribuire alla sua migliore visibilità e posizionamento sulla scena mondiale. Il piano comunque elenca parecchie attività pratiche intrinseche nei sei punti menzionati di più lungo respiro, che andranno a contribuire il raggiungimento degli obbiettivi. Ribadisco che l’azione urgente e necessaria rimane il rientro delle opere al deposito del Museo e l’inizio della revisione della collezione.

il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic
il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic

Secondo la tua visione, che tipo di mostre dovrebbero essere allestite al MoCAB?

Mostre che promuovano la conoscenza dello spettatore e contribuiscano a una migliore comprensione e interpretazione dell’arte moderna e contemporanea serba e jugoslava in primo luogo, ma certo anche esibizioni internazionali di personalità artistiche di rilievo nella scena contemporanea. Tutti noi abbiamo bisogno di mostre che evidenzino l’importanza della collezione, retrospettive di artisti nazionali e di fama mondiale, mostre personali e collettive che approfondiscano le tematiche più attuali. Mio desiderio personale è che il Museo diventi un luogo di esperienze stimolanti, dove i visitatori conosceranno testimonianze materiali del passato e del presente, saranno capaci di ampliare costantemente le proprie conoscenze e di vivere in modo migliore ed emozionante l’unicità dell’opera d’arte e la sua singolarità in un mondo di crescente standardizzazione.

Come vedi Belgrado e la scena artistica di Belgrado all’interno di un contesto internazionale, e durante i tuoi futuri quattro anni come pensi di aumentare questa rete? È possibile avere un “nome” per una futura mostra internazionale?

La Serbia ha artisti eccezionali, sia quelli che vivono in Serbia sia quelli che attualmente hanno costruito carriere molto interessanti nei maggiori centri d’arte come New York, Londra, Parigi o Berlino. Dopo la chiusura di più di 10 anni per i lavori di ristrutturazione, recentemente la retrospettiva di Marina Abramovic ha aperto con orgoglio le porte del Museo e ora siamo pronti ed entusiasti a partecipare a nuove sfide per creare in un’atmosfera stimolante lo sviluppo della scena artistica, nonché la sua presentazione e promozione a livello internazionale attraverso il networking con altri Musei, la collaborazione con importanti curatori, critici d’arte e artisti contemporanei.

il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic
il MoCAB di Belgrado, ph. Mirjana Boba Stojadinovic

E qual è il suo atteggiamento nei confronti delle mostre cosiddette Blockbuster come quella dedicata agli abiti da sposa di Jean-Paul Gauthier, su cui le opinioni sono state nettamente divise tra il pubblico degli addetti ai lavori e quello medio?

Una mostra di successo o meno deve presentare e giustificare qualità e standard artistici elevati degni di un museo, ed essere conforme al suo orientamento. Durante la sua lunga storia il museo ha avuto numerose mostre eccezionali, ma anche alcune di qualità inferiore. In futuro, cercherò di mantenere la reputazione del MoCAB come istituzione rinomata che seguirà lo sviluppo dell’arte contemporanea locale e mondiale con il suo programma espositivo, senza mai tralasciare, anzi dando particolare rilievo alle strategie di comprensione da parte del grande pubblico. 

Pensi che il MoCAB possa anche intensificare la rete con gallerie private per sviluppare il business dell’arte, i collezionisti e gli amanti dell’arte? E se si come?

Tutti gli attori della scena artistica in generale sono molto importanti, compresi i privati. Gallerie, collezionisti, spazi e gruppi artistici indipendenti, associazioni d’arte, sono fondamentali perché rendono la scena artistica vitale e viva. Il Museo d’altra parte come istituzione chiave che mira a dirigere i percorsi e ad essere l’emblema dei valori per lo sviluppo della scena artistica, dovrebbe si essere aperto a tutti gli attori della scena, ma per promuovere l’interesse per la creazione e l’incoraggiamento dei suoi valori artistici e non dell’attività commerciale.

– Zara Audiello

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.