Muore a 78 anni Luciano Ventrone, il pittore delle nature morte

L’artista si è spento nella sua casa-studio a Collelongo nella notte tra il 15 e il 16 aprile. Dal critico d’arte Federico Zeri fu definito “il Caravaggio del XX secolo”

Luciano Ventrone, I segni del tempo, 2010
Luciano Ventrone, I segni del tempo, 2010

È morto a 78 anni nella sua casa-studio a Collelongo (AQ) Luciano Ventrone, artista definito dal critico Federico Zeri “il Caravaggio del XX secolo”, la cui pittura nel corso di sessant’anni di attività ha attraversato diversi linguaggi, dalle sperimentazioni geometriche alla pittura informale e all’arte programmata, fino a giungere allo stile che lo ha reso celebre, ovvero il “realismo-astrattismo” che lo ha portato a osservare e a dipingere la Natura in maniera iperrealistica. Ventrone è scomparso nella notte tra il 15 e il 16 aprile, in circostanze tragiche: afflitto da tempo da problemi polmonari, l’artista faceva uso della bombola di ossigeno per respirare; la scorsa notte si è svegliato per accendere una sigaretta e con l’accendino ha provocato l’esplosione della bombola.

VITA E ARTE DI LUCIANO VENTRONE

Nato a Roma nel 1942, Luciano Ventrone trascorre l’infanzia in Danimarca, per poi tornare in Italia, nella Capitale, dove frequenta il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura. Nel 1968, decide di abbandonare gli studi per dedicarsi alla pittura, di cui studia e sperimenta le tendenze sviluppatesi in Italia nella seconda metà del Novecento. Un percorso che lo ha condotto al raggiungimento e alla consapevolezza di uno stile preciso e riconoscibile, che trova la sua massima espressione nella natura morta, come sottolineato da Federico Zeri: “descritti con lucidità persino esasperata, i suoi vegetali sono definiti da una luce sapientemente violenta, che non è di un sole di agosto, ma piuttosto quella dei teatri di posa dove viene realizzata l’immagine cinematografica. Le sue nature morte ci vengono proposte come attimi immobili di una vicenda che sta tra un antecedente e un futuro, come istanti, sospesi e incandescenti, di una realtà oggettiva definita, sino a esserne divorata, da una luce implacabile, quasi siderica, contro fondi scuri di evocazione astrale o lunare da satellite o pianeta. La pittura di Luciano Ventrone è una continua scoperta ottica, un incessante recupero della realtà oggettiva, che riemerge dopo l’alluvione di forme astratte, cerebrali ligogrifi, di ‘grumi materici’ e di scritture gestuali”. Fu proprio Zeri a suggerire a Ventrone di approfondire il tema della natura morta, tipologia di opera che ha reso l’artista celebre a livello internazionale. Oltre a Zeri, si sono occupati di Ventrone anche Giorgio Soavi, Roberto Tassi, Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Marco Di Capua, Antonello Trombadori, Edward Lucie-Smith, Angelo Crespi, Beatrice Buscaroli, Evgenia Petrova, Victoria Noel-Johnson. 

MOSTRE DI LUCIANO VENTRONE 

Luciano Ventrone ha esposto presso musei e gallerie internazionali, da Roma a Londra, da Montréal a Singapore, da New York a Mosca, da Tokyo a San Pietroburgo. La sua ultima personale si è tenuta al MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dal titolo Luciano Ventrone. La grande illusione, ideata da Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi, con 18 opere tematiche concepite come un Focus nell’ambito dell’esposizione Caravaggio. Il contemporaneo, con cui il Presidente del Mart Sgarbi intende mettere in dialogo il Maestro lombardo con gli autori della contemporaneità.

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