Ecco Mirad’Or, il padiglione dedicato all’arte sul Lago d’Iseo. Si parte con Daniel Buren

In apertura il 24 aprile, la Galleria-Belvedere disegnata da Mauro Piantelli ospiterà per l’inaugurazione l’artistar Daniel Buren. Le mostre saranno pensate dal grande gallerista Massimo Minini

Buren, MiradOr copyright Michele Nastasi
Buren, MiradOr copyright Michele Nastasi

Un belvedere sul lago: sembra l’inizio di una storia romantica, e potrebbe esserlo. È un progetto chiamato Mirad’Or, un piccolo padiglione fruibile da terra e acqua, di giorno e di notte, per avvicinarsi all’arte e alla cultura. La palafitta voluta dal comune di Pisogne, in provincia di Brescia, in collaborazione con l’Associazione Belle Arti è stata disegnata da Mauro Piantelli della De8_Architetti in corrispondenza del porto medievale: qui sorgono le tracce di un antico lavatoio, la cui pietra spezzata compare nella M del logo di Mirad’Or.   “Per Gadamer l’essenza dell’esperienza temporale dell’arte sta nell’imparare a indugiare – ha sottolineato Piantelli – Mirad’Or è proprio questo, uno spazio pubblico dove la possibilità d’indugiare è amplificata. È un piccolo padiglione pensato per l’arte contemporanea, ma anche un belvedere che inquadra, e quindi svela, il paesaggio. Una sorta di “nuvola” bianca appoggiata sul lago che protegge e al tempo stesso svela i resti dell’antico lavatoio, che riflette la luce dell’acqua e del cielo”. Per l’inaugurazione è stato chiamato a presentare alcune sue opere l’artistar Daniel Buren. 

SPAZIO FLESSIBILE

Lo spazio di Mirad’Or, di per sé un’opera d’arte, è stato pensato come flessibile, in grado di accogliere opere sia al suo interno sia all’esterno, direttamente sull’acqua: un luogo che bene si presta a lavori ad hoc in situ. È così che questo nuovo spazio vuole portare l’arte contemporanea nel cuore di una terra ricca di storia (anche artistica) e dall’animo pratico. Pisogne, piccolo paese affacciato sul Lago d’Iseo incuneato tra l’Alto Sebino e la Bassa Valle Camonica, custodisce infatti la chiesa della Madonna della Neve, ricca di affreschi cinquecenteschi di Romanino e per questo chiamata “Cappella Sistina dei Poveri”. «Siamo orgogliosi di poter presentare Mirad’Or, un nuovo spazio a Pisogne, sul Lago d’Iseo – ha dichiarato il sindaco della città, Federico Laini – Un contenitore d’arte, un’opera architettonica, un luogo per tutti. Mirad’Or è uno spazio gratuito, un luogo in cui chiunque possa ammirare le opere esposte, circondato dalla grandiosa bellezza della natura. Ci auguriamo che Mirad’Or diventi una tappa irrinunciabile per chi visita il Lago d’Iseo, scoprendo Pisogne, la sua storia, l’arte di Romanino, le tradizioni, e la ricchezza del suo territorio». La provincia bresciana non è nuova a opere di grande interesse pubblico nel campo dell’arte contemporanea: in anni recenti ha ospitato importanti interventi come i Floating Piers di Christo e il percorso Ouverture di Mimmo Paladino nel 2016, il riallestimento della Pinacoteca Tosio Martinengo da parte di Anish Kapoore la grande installazione di Pascale Marthine Tayou sotto il castello.

Buren, MiradOr copyright Michele Nastasi
Buren, MiradOr copyright Michele Nastasi

LE OPERE LUMINOSE DI BUREN

Daniel Buren, artista contemporaneo tra i più apprezzati al mondo, è il primo protagonista di un programma di interventi ideato dal super gallerista Massimo Minini: genio del pensiero artistico-naturale, Buren conosceva già gli affreschi del Romanino, e ha accettato l’invito del gallerista senza esitare. L’inaugurazione dello spazio avverrà con quattro sue grandi opere suddivise in sei dittici: questi saranno dei grandi teli luminosi visibili di giorno e di notte, ma saranno fruibili solo dall’esterno – per una migliore percezione è anche consigliato di vederli da lontano, come la sponda opposta del lago. Frutto dell’ultima ricerca artistica di Buren, questi lavori mettono in dialogo i motivi a righe verticali di 8,7 centimetri – cifra stilistica dell’artista dagli anni Sessanta – con le nuove potenzialità tecnologiche della fibra ottica che permettono all’opera di diventare fonte luminosa essa stessa. 

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.