È il tempo delle performance online: Rachel Monosov propone ‘Liminal’ con Villa Massimo

Ci troviamo in transizione, dalla realtà tangibile all’universo digitale e smaterializzato. Come possiamo agire in questa fase? In che modo questo si ripercuoterà sulle nostre vite? È il punto di partenza di questa performance promossa dall’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo

LIMINAL by Rachel Monosov, 2021 © Villa Massimo
LIMINAL by Rachel Monosov, 2021 © Villa Massimo

È online Liminal, la performance di Rachel Monosov (nata nel 1987 a San Pietroburgo, Russia; ora di base a Berlino) promossa dall’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, che ha ospitato l’artista come borsista nei mesi di novembre e dicembre 2019. Per la prima volta l’istituzione tedesca a Roma ha chiesto di sviluppare un format completamente nuovo, per cercare di dare una risposta alle tante restrizioni imposte sul sistema dell’arte a causa della pandemia. La distanza sociale che da un anno siamo costretti a mantenere e la dimensione digitale, entrata ormai in modo pervasivo nelle nostre vite, sono i temi affrontati da Rachel Monosov nel suo ultimo lavoro, visibile a questo link.

LIMINAL DI RACHEL MONOSOV

Puoi sentirlo o meno, ma stiamo creando una comunità spontanea in questo spazio. I confini tra di noi si sono dissolti. La lente sostituisce il tuo occhio, avviando e sostenendo il contatto”. Con queste parole comincia la presentazione di Liminal, un progetto sviluppato e filmato nella sede dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e curato da Julia Trolp. “All’interno di questa fase liminale, possiamo cambiare le nostre identità e i nostri governi. Esistiamo tra la vita che abbiamo vissuto prima e la vita che vivremo dopo. Ogni volta che viene il dopo. Tuttavia, gli effetti duraturi sulla nostra psiche e sui comportamenti sociali sono sconosciuti. L’unica cosa che sappiamo è che ci manca toccare un altro corpo, ci mancano i nostri stessi corpi che potrebbero ribellarsi! Stiamo cercando insieme il luogo della guarigione attraverso il movimento”.

L’ARTISTA RACHEL MONOSOV

Rachel Monosov è un’artista multidisciplinare che approfondisce le nozioni culturali di alienazione, appartenenza territoriale e identità, riflettendo su un tempo presente senza radici e pieno di ampie implicazioni sociali. Costruisce mondi intorno ai suoi soggetti, che funzionano secondo il loro insieme di leggi. Monosov ha conseguito due MFA presso la Royal Academy of Fine Arts (KASK) a Ghent, in Belgio, e il suo BA è stato conseguito presso l’Accademia Bezalel di Gerusalemme. È co-fondatrice del Collettivo CTG ed è rappresentata dalla Catinca Tabacaru Gallery e in Italia dalla Galleria Giorgio Galotti GRGLT da due anni. Il suo lavoro è stato incluso in mostre al BOZAR e al Museo Dhondt-Dhaenens in Belgio, al Kunsthaus Hamburg e al Bundeskunsthalle Bonn in Germania, nei Musei Serlachius in Finlandia, a Palazzo delle Esposizioni e a Villa Massimo a Roma; e in tre Biennali internazionali: 11a Biennale di Bamako, 13a Biennale di Dakar e nel Padiglione dello Zimbabwe alla 57a Biennale di Venezia. Il suo lavoro è stato acquisito nelle collezioni permanenti dell’Art Institute of Chicago, nel Block Museum della Northwestern University e nella National Gallery of Zimbabwe. 

– Giulia Ronchi

https://www.liminal.contact/
https://www.rachelmonosov.com/
https://www.giorgiogalotti.com/ 

Dati correlati
Spazio espositivoVILLA MASSIMO - ACCADEMIA TEDESCA
IndirizzoLargo di Villa Massimo 1-2, 00161 - Roma - Lazio
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.