Una scultura di Damien Hirst è comparsa sul lago ghiacciato di St Moritz

L’ex ragazzo terribile dell’arte contemporanea inglese torna con un’opera del 2017 perlanciare una grande mostra diffusa

Damien Hirst, Praying Monk
Damien Hirst, Praying Monk

Tra le montagne della Svizzera, nel cantone dei Grigioni, si trova una gigantesca creatura dall’aspetto marino: si tratta di Praying Monk, una scultura dell’artista inglese Damien Hirst alta più di tre metri e mezzo. Trasportata con un apposito elicottero qualche settimana fa, svetta adesso al centro del lago ghiacciato di St Moritz già scenario delle tradizionali gare al trotto. L’operazione preannuncia una grandiosa mostra di Hirst, noto per le opere controverse create con corpi di animali, in apertura a fine gennaio e visitabile fino a fine febbraio di quest’anno. Il progetto, promosso dal gallerista e imprenditore Marco Voena, è la prima esposizione dell’artista in Svizzera che non abbia fini commerciali.

L’INGANNO DEL RELITTO

La scultura, letteralmente “monaco in preghiera”, rappresenta una figura seduta a gambe incrociate che si copre il viso con le mani. Ogni centimetro della sua superficie è ricoperto da alghe e coralli pietrificati: questo perché Praying Monk fa parte di un trio di opere presentate a Venezia nel 2017, i “tesori del naufragio”, che lo stesso Hirst aveva dichiarato di aver trovato in mare. Niente di più falso: l’artista aveva solo inscenato il fantomatico ritrovamento delle tre sculture a bordo dell’Unbelievabile, imbarcazione naufragata di un collezionista del II secolo dopo Cristo. Non potendo fornire nomi né tracce, se non un mockumentary (documentario-scherzo) sul recupero, l’inganno è stato presto svelato. Il tanto prodigioso quanto irriverente Hirst aveva creato le opere ex novo proprio per l’esposizione Treasures from the Wreck of the Unbelievable tenutasi tre anni fa.

Damien Hirst, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, ph. Irene Fanizza
Damien Hirst, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, ph. Irene Fanizza

LA MOSTRA DIFFUSA

La presentazione della scultura altro non è che l’annuncio dell’imminente apertura di Mental Escapology, una grande personale dell’artista. L’esposizione diffusa dedicata al pittore e scultore inglese si appoggerà a quattro sedi diverse e sarà curata dal direttore artistico Jason Beard, già suo collaboratore. Sono 40 le conturbanti opere di Hirst che invadono della città nei suoi ambienti esterni, come il lago, e interni. Tra questi ci sono il Forum Paracelsus, che ospita gli animali in formaldeide della serie Natural History e il dipinto Surgical Tools for Caesarean, e la chiesa evangelica del patrono della città, dove sono allestiti i simbolici Kaleidoscope Paintings. In attesa della prossima, imprevedibile mossa dell’artista, questa esposizione potrebbe essere l’ultima occasione di vedere dal vivo Praying Monk: Hirst, sul proprio profilo Instagram, ha infatti anticipato che restituirà le sculture al mare. Ma, trattandosi di lui, nessuno sa se stia scherzando oppure no.

Giulia Giaume

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AutoreDamien Hirst
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.