Le strategie social di Damien Hirst per sostenere la sanità britannica

Molte le azioni lanciate in tempo di lockdown e in Fase 2 dall’artista inglese per movimentare il proprio canale Instagram. Ma soprattutto per sostenere il Sistema Sanitario Nazionale nella battaglia contro il Covid-19 e le associazioni che distribuiscono cibo ai più poveri

Damien Hirst
Damien Hirst

Tra i tanti artisti che hanno usato i social media come strumento creativo durante il lockdown troviamo Damien Hirst che ha pubblicato ciclicamente le opere realizzate in quarantena sul profilo Instagram e come molti altri ha cercato e trovato una propria dimensione nell’isolamento, trasportandola nell’arte. Il colore padroneggia distribuendosi sulle grandi tele e sull’intero pavimento, diventando quasi un proseguimento o, addirittura, l’“operato di un artista migliore” come riportato dal Guardian. C’è da dire che nonostante la quarantena l’artista non ha dimenticato il pubblico virtuale, tanto da coinvolgerlo e interagire con esso. Ma come?

DAMIEN HIRST: LA COMMENT COMPETITION

Sicuramente si ricorderà la competizione che aveva indetto qualche tempo fa lo stesso Damien per regalare una stampa di ‘Andromeda’ a colui che avrebbe fornito la miglior didascalia per una propria foto in déshabillé. Il popolo di Instagram si scatenò sulle tastiere per aggiudicarsi l’opera in palio. Dopo quell’esperimento il profilo è cresciuto – attualmente conta 691mila follower – ma la modalità di interazione non è cambiata. Ci sono ancora foto dell’artista in boxer fucsia? Ovviamente no, il periodo non è quello opportuno. Ma Hirst ha deciso – dopo una serie di richieste arrivategli nelle scorse settimane – di lanciare un give away, regalando sette delle magliette usate per dipingere al “best comment about hope”.

DAMIEN HIRST: ARCOBALENI E SOLIDARIETÀ

Con lo stesso sistema Hirst ha lanciato anche delle operazioni a scopo filantropico dando via su Instagram le opere Butterfly Rainbow e Butterfly Heart, un’ondata travolgente di colori sgargianti, arcobaleni che creano ali di farfalla. Con queste opere l’artista ha deciso di supportare “il fantastico lavoro dello staff del NHS”, il sistema sanitario pubblico inglese.“L’arcobaleno è un segno di speranza e penso che sia geniale che genitori e bambini abbiano creato la loro personale versione per poi appenderli alle finestre delle loro case (…)”. La raccolta fondi oltre a supportare il Sistema Sanitario Nazionale è a beneficio del The Felix Project con Evening Standard, che garantisce la distribuzione di cibo a chi ne ha maggior bisogno a Londra. Le opere sono realizzate digitalmente e in edizione limitata, con un proprio numero univoco e firmate digitalmente dall’artista, come riportato sul sito HENI Editions dove è possibile acquistarle ad un costo che oscilla tra le 300 e le 1000 sterline. Il ricavato sarà devoluto totalmente in beneficenza.

-Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.