Al New Museum di New York “Grief and Grievance”, mostra postuma del critico Okwui Enwezor

Prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2019, il critico e curatore d’arte Okwui Enwezor stava lavorando a una mostra sul tema del lutto nella comunità nera americana e della violenza razziale. L’esposizione si farà e vedrà la luce dal prossimo 17 febbraio

Okwui Enwezor
Okwui Enwezor

Una mostra concepita nel 2018 e che, nonostante verrà presentata a tre anni di distanza dalla sua ideazione, è più che mai attuale per i temi da essa trattati: Grief and Grievance: Art and Mourning in America è il titolo dell’esposizione che il prossimo 17 febbraio sarà inaugurata presso il New Museum di New York, nata dall’idea di Okwui Enwezor, critico d’arte e curatore tra i più influenti a livello internazionale scomparso nel 2019. Una mostra postuma che oggi vede la luce grazie al supporto curatoriale di Naomi Beckwith, Glenn Ligon, Mark Nash e Massimiliano Gioni (che del New Museum è direttore artistico) e che, attraverso il lavoro di 37 artisti contemporanei, riflette sui concetti di lutto, commemorazione e perdita intesi come risposta all’emergenza della violenza razzista vissuta dalle comunità nere americane. 

LA MOSTRA DEL CURATORE OKWUI ENWENZOR AL NEW MUSEUM DI NEW YORK 

Quando nel 2018 il New Museum ha invitato Okwui Enwezor a organizzare Grief and Grievance, Enwezor stava lavorando a una serie di talk pubblici per le Alain LeRoy Locke Lectures all’Università di Harvard incentrate su come la relazione tra lutto nero e nazionalismo bianco nella vita americana sia sviluppata nel lavoro degli artisti neri americani contemporanei. Temi, questi, che hanno gettato le basi per la mostra al New Museum, e che hanno visto Enwezor impegnato fino alla sua morte. Enwezor è conosciuto per il suo lavoro come curatore, critico e storico incentrato sull’analisi dei linguaggi dell’arte contemporanea intercalati in contesti storici, etnici e sociali, per una lettura dei fatti artistici che non prescinde dalle dinamiche geopolitiche del mondo odierno: ne sono un esempio il suo saggio, il suo saggio Contemporary African Art Since 1980, scritto insieme a Chika Okeke-Agulu, e il tema della 56. Biennale d’Arte di Venezia da lui curata, All the World’s Futures.

GRIEF AND GRIEVANCE: GLI ARTISTI E LA VOLONTÀ DI OKWUI ENWEZOR 

Terry Adkins, Jean-Michel Basquiat, Kevin Beasley, Dawoud Bey, Mark Bradford, Garrett Bradley, Melvin Edwards, LaToya Ruby Frazier, Charles Gaines, Ellen Gallagher, Theaster Gates, Arthur Jafa, Daniel LaRue Johnson, Rashid Johnson, Jennie C. Jones, Kahlil Joseph, Deana Lawson, Simone Leigh, Glenn Ligon, Kerry James Marshall, Tiona Nekkia McClodden, Julie Mehretu, Okwui Okpokwasili, Adam Pendleton, Julia Phillips, Howardena Pindell, Cameron Rowland, Lorna Simpson, Sable Elyse Smith, Tyshawn Sorey, Diamond Stingily, Henry Taylor, Hank Willis Thomas, Kara Walker, Nari Ward, Carrie Mae Weems e Jack Whitten sono gli artisti di Grief and Grievance, per una mostra che attraverso pittura, disegno, scultura, video, installazione, performance e fotografia esplora diversi capitoli della storia americana, dal movimento per i diritti civili negli anni Sessanta ai casi di violenza razziale degli anni Novanta e di oggi. Non a caso, Enwezor concepiva Grief and Grievance come uno dei suoi progetti più personali e politici: “’Grief and Grievance: Art and Mourning in America’ è un tributo al coraggio, alla concentrazione incessante e alla impetuosa intelligenza di Okwui Enwezor come gigante nel nostro campo e uno dei più importanti curatori della sua generazione”, spiega Lisa Phillips, direttrice del New Museum. “La sua presenza rimane viva, così come la sua eredità nel trasformare la storia dell’arte e nella curatela di mostre. Siamo onorati che Okwui abbia accolto il nostro invito a presentare la sua mostra al New Museum, che affronta le scomode verità e il dolore continuo dell’ingiustizia razziale in America. La visione di Okwui e le voci degli artisti selezionati per questa mostra non potrebbero essere più rilevanti”. Okwui avrebbe voluto inaugurare la mostra in prossimità delle elezioni presidenziali, ma non è stato possibile a causa della pandemia. Per rispettare la sua volontà, della mostra è stato già pubblicato il catalogo, con contributi di Elizabeth Alexander, Naomi Beckwith, Judith Butler, Ta-Nehisi Coates, Okwui Enwezor, Massimiliano Gioni, Saidiya Hartman, Juliet Hooker, Glenn Ligon, Mark Nash, Claudia Rankine e Christina Sharpe. 

– Desirée Maida 

New York // dal 17 febbraio al 6 giugno 2021
Grief and Grievance: Art and Mourning in America
New Museum
235 Bowery
www.newmuseum.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.