Dare forma alla nostalgia: Tarkovskij, l’arte contemporanea e un sito web infinito

“Endless Nostalghia”, il progetto curato da Treti Galaxie, intreccia un dialogo fra i luoghi cinematografici di Tarkovskij e gli interventi di cinque artisti contemporanei. Riunendo gli esiti nelle sequenze lineari di un sito web infinito.

Sentimento ambivalente per antonomasia, la nostalgia ha trovato in Andrej Tarkovskij uno dei suoi interpreti più raffinati, grazie a uno stile filmico concreto e rarefatto al tempo stesso, nel quale memoria personale e collettiva si mescolano, scambiandosi fisionomie e ricordi. Ed è proprio alla quasi omonima pellicola del 1983, in cui Tarkovskij usa il paesaggio italiano per comporre un inno alla sua Russia, che si ispira il progetto Endless Nostalghia, curato da Treti Galaxie nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020. Un format espositivo in linea con le esigenze di un’attualità vissuta “a distanza” e intrisa di tutte le sfumature che la nostalgia racchiude – dolore, malinconia, senso di perdita nei confronti di un tempo irrimediabilmente finito.

Namsal Siedlecki, Trevis Maponos, 2020, argento, dimensioni variabili. Installation view at Endless Nostalghia, Piazza delle Sorgenti, Bagno Vignoni 2020. Courtesy l’artista, Magazzino, Roma, 101 Numeri Pari & Treti Galaxie. Photo Flavio Pescatori
Namsal Siedlecki, Trevis Maponos, 2020, argento, dimensioni variabili. Installation view at Endless Nostalghia, Piazza delle Sorgenti, Bagno Vignoni 2020. Courtesy l’artista, Magazzino, Roma, 101 Numeri Pari & Treti Galaxie. Photo Flavio Pescatori

LA NOSTALGIA DA TARKOVSKIJ ALL’ARTE CONTEMPORANEA

L’attenzione all’aspetto temporale è il fil rouge di un intervento artistico-curatoriale che riporta in vita l’“oggi” di Tarkovskij in un qui e ora dominato da una pandemia capace di sparigliare i giorni sul calendario e catene di intenzioni destinate a rimanere tali. La nostalgia del regista aleggia ancora nei luoghi scelti per descriverla, ritagli di paesaggio che in Endless Nostalghia accolgono le opere di Giorgio Andreotta Calò, Monia Ben Hamouda, Michele Gabriele, Lucia Leuci e Namsal Siedlecki per un tempo limitato e per un pubblico assente. Solo la documentazione fotografica rende conto della loro esistenza, insieme allo spazio, argutamente etereo, liquido, malleabile, che ne ospita gli esiti in forma digitale. Le tracce di Endless Nostalghia sono raccolte in una pagina web infinita, ideata per rispettare i tempi – ancora una volta – di ciascun utente, lasciato libero di stabilire la velocità di scorrimento delle immagini, mostrate all’interno di una sequenza lineare. Terminato il viaggio, il nastro si riavvolge, dipanandosi però in maniera inedita davanti agli occhi del visitatore successivo.

Giorgio Andreotta Calò, Medusa, 2016. Installation view at Endless Nostalghia, Chiesa sommersa di Santa Maria in Vittorino 2020. Courtesy l’artista, 101 Numeri Pari & Treti Galaxie. Photo Flavio Pescatori
Giorgio Andreotta Calò, Medusa, 2016. Installation view at Endless Nostalghia, Chiesa sommersa di Santa Maria in Vittorino 2020. Courtesy l’artista, 101 Numeri Pari & Treti Galaxie. Photo Flavio Pescatori

I LUOGHI DI TARKOVSKIJ

Emergono così, dalle brume della Rete, le rovine della Chiesa Sommersa di Santa Maria in Vittorino, nei pressi di Cittaducale, la vasca di acqua termale di Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni, l’affresco di Piero della Francesca conservato nel Museo della Madonna del Parto di Monterchi, Piazza del Campidoglio e l’angolo con via dei Condotti a Roma – luoghi della nostalgia per Tarkovskij e sfondo delle opere di cinque artisti contemporanei chiamati a misurarsi con un tempo e uno spazio fuori cornice, fuori misura, fuori da un prima che non esiste più. Un prima che lo stesso Tarkovskij sentiva scricchiolare sotto i piedi quando faceva esclamare a Domenico, proprio in Nostalghia: “La società deve tornare unita e non così frammentata. Basterebbe osservare la natura per capire che la vita è semplice […] Bisogna tornare alle basi principali della vita. Senza sporcare l’acqua. Che razza di mondo è questo se è un pazzo che vi dice che dovete vergognarvi”.

Arianna Testino

www.endlessnostalghia.com

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AutoriGiorgio Andreotta Calò, Lucia Leuci, Michele Gabriele , Monia Ben Hamouda, Namsal Siedlecki
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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).