Muore Suh Se-ok, padre dell’arte astratta coreana con l’inchiostro

Il 91enne pioniere dell’arte contemporanea aveva sviluppato la sua visione dalla pittura letteraria e fatto emergere la Corea a discapito dell’influenza artistica del Giappone

Suh Se-ok, Fishing in the River with pine tree
Suh Se-ok, Fishing in the River with pine tree

Grandi tele astratte, bianche e nere. Un reticolato di figure ripetute sempre uguali, eppure sempre diverse perché dipinte a mano con l’inchiostro. Questa è l’eredità dell’artista sudcoreano Suh Se-ok, pioniere dell’arte contemporanea astratta scomparso a 91 anni. Il pittore, anche noto con lo pseudonimo di Sajeong, si era laureato con una specializzazione in Pittura Orientale all’università di Seul, dove passò quasi tutta la vita, e grazie ai suoi studi si era reso singolo interprete di una nuova corrente artistica: l’astrattismo a inchiostro. 

LONTANO DALL’INFLUENZA DEL GIAPPONE

Suh Se-ok era nato nel 1929 a Daegu, nel nord del Paese, figlio di attivisti che lottavano contro il colonialismo giapponese che nella prima metà del secolo aveva reso la Corea una provincia duramente abusata. Anche per questo, quando i giapponesi si ritirarono nel 1945, Suh Se-ok decise di allontanare l’arte coreana dalla pesante influenza artistica modernista del vicino Sol Levante. Si ispirò alla pittura letteraria sviluppatasi in Cina nell’era Song (al potere tra il X e il XII secolo) e giunta in Corea nell’era Joseong (dinastia reggente dal XIV al XIX secolo). Metodo per lo più accademico, prevedeva che l’autore dipingesse sulla tela i propri pensieri a fianco di minuziosi disegni, annotando le associazioni che gli venivano in mente dopo aver letto opere letterarie o poesie. 

DALLA PITTURA LETTERARIA ALL’ARTE ASTRATTA

Nel 1960 ha fondato insieme a Kwon Young-Woo e Jung Tak-young il gruppo artistico Mungnimhoe, o Società della Foresta d’Inchiostro, la prima avanguardia artistica coreana che si concentrò sulla sperimentazione a partire dalla pittura a inchiostro. Suh cercava di modernizzare la pittura tradizionale coreana con un approccio astratto: alcuni elementi tradizionali dell’arte calligrafica sono stati mantenuti, come la carta di gelso e i grandi pennelli tradizionali, ma uno sviluppo particolare è stato dato agli elementi base della linea e del punto. Sono questi gli elementi cardine della sua serie più famosa, Persone: create dagli anni Sessanta ai Duemiladieci, sono tele che analizzano le strutture sociali e le interpretano con un sistema minimalista di connessioni a punto e linea retta e curva. Queste possono rappresentare i legami tra gli esseri umani o la loro mancanza, creando sensazioni di isolamento o di comunione a seconda delle necessità.

UNA GRANDE VOCE COREANA

Insignito della medaglia d’argento per Meriti Culturali dal governo sudcoreano nel 2012, Suh Se-ok ha esibito in diverse gallerie nel mondo pur avendo lavorato quasi tutta la vita in Corea del Sud. Nel 2014 ha donato cento dei propri lavori al Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Seul. Suo figlio, Suh Do-ho, è uno scultore di fama internazionale e un artista di installazioni ispirate alla casa tradizionale coreana, la hanok. 

      Giulia Giaume

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.