Prix Marcel Duchamp, l’artista Kapwani Kiwanga vince l’edizione 2020 del premio francese

L’artista canadese Kapwani Kiwanga si aggiudica il Prix Marcel Duchamp, con un progetto – esposto fino al 4 gennaio 2021 al Centre Pompidou di Parigi insieme ai lavori degli altri finalisti del premio – che riflette sulla storia antropologica e politica dei paesi dell’Africa

Kapwani Kiwanga - ©Manuel Braun (detail)
Kapwani Kiwanga - ©Manuel Braun (detail)

È l’artista originaria di Hamilton (in Canada) Kapwani Kiwanga la vincitrice dell’edizione 2020 del Prix Marcel Duchamp, premio nato in Francia nel 2000 su iniziativa dell’ADIAF, l’Associazione Internazionale per la Diffusione dell’Arte Francese, con lo scopo di sostenere e promuovere gli artisti nati e/o attivi in Francia. Oltre a un premio in denaro, all’artista vincitore viene data la possibilità di esporre il proprio lavoro al Centre Pompidou a Parigi, insieme agli altri finalisti del premio.

A KAPWANI KIWANGA IL PRIX MARCEL DUCHAMP 2020

Flowers for Africa è il titolo presentato da Kapwani Kiwanga al Prix Marcel Duchamp 2020: si tratta di un progetto avviato nel 2013 durante un periodo di residenza in Senegal, e ancora in corso. L’artista, partendo da ricerche iconografiche condotte in archivi nazionali o agenzie fotografiche, si concentra sulla presenza dei fiori durante gli eventi diplomatici legati all’indipendenza delle nazioni africane. Utilizzate per decorare tavoli, podi e sfilate cittadine, le composizioni floreali diventano testimoni di momenti storici cruciali, nonostante la loro natura effimera. Nelle sue mostre, Kiwanga ricrea gli allestimenti floreali raffigurati nelle immagini d’archivio: destinati ad appassire durante l la loro esposizione, questi fiori invitano il pubblico a riflettere sul tempo e sulla storia.

CHI È KAPWANI KIWANGA

Nata nel 1978, Kapwani Kiwanga ha studiato antropologia e religione comparata alla McGill University di Montreal, prima di entrare in un corso post-laurea alla scuola di Belle Arti di Parigi. Il suo lavoro è stato esposto in musei di tutto il mondo, tra cui il MIT List Visual Arts Center di Cambridge, l’Hammer Museum di Los Angeles, il Power Plant di Toronto, la South London Gallery e le Serpentine Galleries di Londra, il Jeu de Paume e il Centre Pompidou di Parigi. Suo Relatore è stato il filosofo italiano Emanuele Coccia, autore di La vita delle piante. Metafisica della mescolanza, edito da Il Mulino.

– Desirée Maida

www.adiaf.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.