Creato a Dubai il più grande dipinto del mondo. Alle spalle un ambizioso progetto di beneficenza

La tela, divisa in 60 porzioni numerate, verrà venduta all’asta. Il ricavato servirà per fornire istruzione e strutture sanitarie adeguate a milioni di bambini rimasti senza a causa degli effetti della pandemia.

Sacha Jafri, The Journey of Humanity
Sacha Jafri, The Journey of Humanity

Più di 1800 metri quadrati: è la misura di The Journey of Humanity, la grande tela che l’artista e filantropo britannico Sacha Jafri ha dipinto a Dubai, all’interno del lussuoso hotel Atlantis, The Palm. Dietro al gargantuesco dipinto, però – oltre al fatto che batterà un record mondiale, venendo registrato nel Guinnes World Record – c’è un ambizioso progetto di beneficenza.

SACHA JAFRI, IL DIPINTO PIÙ GRANDE DEL MONDO

Il mio ultimo lavoro è diventato il più grande su tela mai creato”, scrive Sacha Jafri sulla propria pagina Instagram. “L’intento è quello di connettere un miliardo di persone in tutto il mondo, diventando un esteso progetto artistico, sociale e filantropico. Grazie a quest’opera verranno creati fondi e finanziamenti nei settori di educazione, sanità e istruzione, rivolti alle aree più povere e bisognose del terzo mondo. In ultima analisi, puntiamo a salvare la vita di 10 milioni di bambini che hanno disperatamente bisogno di noi”. Anche i bambini hanno contribuito attivamente all’opera: a loro è stato richiesto di inviare dei disegni ispirati ai concetti di “connessione” e “isolamento”, poi applicati sulla tela preparata da Sacha Jafri. A motivare maggiormente l’artista nell’intraprendere questo progetto umanitario è stato constatare gli effetti della pandemia sui paesi in via di sviluppo: i fondi destinati all’istruzione, sono stati spesi in molti casi per far fronte ai bisogni dell’emergenza sanitaria, privando di fatto i più giovani di un diritto umano fondamentale.

Sacha Jafri, The Journey of Humanity
Sacha Jafri, The Journey of Humanity

IL DIPINTO PIÙ GRANDE DEL MONDO IN BENEFICENZA

In che modo la super tela di Jafri sosterrà i bisogni primari di tanti bambini sotto la soglia di povertà? The Journey of Humanity, dopo essere partito per una sorta di tour in vari musei del mondo, sarà diviso in 60 piccole tele numerate, firmate, catalogate e incorniciate singolarmente. Le stesse saranno messe all’asta e vendute durante una Royal Gala Dinner & Charity Auction in programma a dicembre 2020, in collaborazione con The Global Gift Foundation, UNICEF, UNESCO e Dubai Cares sempre all’Atlantis, The Palm di Dubai. Il ricavato andrà all’iniziativa di beneficenza Humanity Inspired, parte di un progetto più ampio guidato da Unicef, Unesco e dall’organizzazione filantropica con sede negli Emirati Arabi Uniti Dubai Cares che mira a mitigare il divario nell’accesso digitale tra i paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati.

Sacha Jafri, The Journey of Humanity
Sacha Jafri, The Journey of Humanity

SACHA JAFRI E LO STAR SYSTEM

Impossibile non far caso a enti benefici prestigiosi e location di spicco: secondo quanto riportato da The Art Newspaper l’artista non è nuovo ai riflettori e allo star system: tra i suoi collezionisti ci sarebbero Obama (del quale ha dipinto un ritratto) e Madonna; mentre, sempre secondo la testata internazionale, l’iniziativa è stata sostenuta già da oltre 100 celebrità, tra cui il calciatore David Beckham, lo scrittore Deepak Chopra e l’attrice di Desperate Housewives Eva Longoria.

– Giulia Ronchi

https://humanity-inspired.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.