Il Museum Folkwang di Essen dedica una grande retrospettiva a Keith Haring

Il museo tedesco ha appena inaugurato un’esposizione che, con circa 200 opere, ripercorre la vita e le opere dell’artista americano simbolo della cultura degli anni Ottanta del Novecento

È dedicata a uno degli artisti più rappresentativi della scena artistica della seconda metà del Novecento Keith Haring, la mostra appena inaugurata al Museum Folkwang di Essen. Sono circa 200 le opere – tra dipinti, disegni di grande formato, poster, fotografie e video – con cui l’esposizione racconta la vita e l’arte di Keith Haring (Kutztown 1958 – New York 1990), divenuto negli anni Ottanta una figura di spicco della controcultura newyorchese grazie al suo alfabeto visivo composto da cani che abbaiano, bambini striscianti e dischi volanti, tutte icone pregne di significati sociali e politici. Il suo stile inconfondibile è diventato simbolo di un’intera epoca, contraddistinta dalla cultura underground, dalla robotica, dai videogiochi, ma anche da temi cruciali della società e della politica, come il razzismo, l’omosessualità, l’omofobia, la dittatura, il capitalismo. Realizzata in collaborazione con la Keith Haring Foundation, la Tate Liverpool e BOZAR / Centre for Fine Arts Brussels, la mostra presenta alcune delle opere più celebri di Haring, tra tutte Ignorance = Fear del 1989. Ecco le immagini… 

– Desirée Maida

Essen // fino al 29 novembre 2020
Keith Haring
Museum Folkwang
Museumsplatz 1
www.museum-folkwang.de

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.