Nell’occhio del ciclone. La mostra online di Blitz Valletta

Sette opere d’arte, una al mese fino a dicembre, per riflettere sui problemi della società contemporanea. Blitz Valletta, centro non-profit con sede a Malta, presenta la sua prima mostra online, curata da Sara Dolfi Agostini

Pilvi Takala, The Stroker
Pilvi Takala, The Stroker

Blitz Valletta è un centro d’arte contemporanea fondato a Malta da Alexandra Pace nel 2013. Costretta a ripensare il proprio ruolo e le proprie attività in risposta all’emergenza sanitaria del Covid-19, questa giovane ma molto attiva istituzione non-profit ha lanciato una piattaforma online chiamata OPEN. Ispirandosi al concetto di opera aperta, definito da Umberto Eco in una famosa raccolta di saggi pubblicata nel 1962, l’iniziativa vuole esplorare e sostenere una visione sperimentale, processuale e sociale dell’attività artistica, particolarmente rilevante in un’epoca di distanziamento fisico e utilizzo intenso dei mezzi di comunicazione.

EYE OF THE STORM: IL PROGETTO CURATORIALE 

All’interno di OPEN, oltre a una sezione di attività per bambini dai 6 ai 12 anni ideate da artisti, trova spazio anche un programma di esposizioni online. La prima mostra, aperta fino al 31 dicembre 2020, si intitola Eye of the Storm ed è firmata dalla curatrice di Blitz Sara Dolfi Agostini, che racconta così la nascita dell’idea: “la cosa che mi sembra più interessante è questo effetto-domino che il Covid ha innescato. Le proteste per l’uccisione di Floyd negli Stati Uniti e in tutto il mondo ed eventi come quello dell’abbattimento della statua del trafficante di schiavi di Bristol sono risposte a una società che è ancora molto lontana da ciò che potrebbe e dovrebbe essere. Sono promesse di cambiamento. E nonostante io pensi che l’arte e l’attivismo siano due ‘progetti’ molto diversi, credo davvero che l’arte dovrebbe offrire un contributo ancora più significativo in tempi difficili come questi. Ecco perché la nuova piattaforma online di Blitz, OPEN, riguarda l’accesso e le idee. Per una volta, non importa dove ti trovi, tutto ciò che conta è quello che hai da dire e se puoi farlo accadere e condividerlo con gli altri”.

Pilvi Takala, The Stroker
Pilvi Takala, The Stroker

EYE OF THE STORM: SETTE OPERE PER SETTE MESI

Se fosse una frase, questa prima mostra online sarebbe scritta usando il futuro anteriore, come un’azione iniziata nel passato ma la cui conclusione si prevede nel futuro”. Inizia così la presentazione di Eye of the Storm, un progetto che include video e film di sette artisti contemporanei di provenienza internazionale, invitati a ripensare e mettere in condivisione le proprie opere tenendo conto del particolare momento storico che stiamo vivendo. A partire dal 3 giugno, i lavori saranno presentati singolarmente, uno al mese, fino al completamento della selezione, con l’obiettivo di dare il giusto spazio a ogni opera, uno spazio che – nel contesto di una mostra online – finisce per tradursi nel dispiegamento di un arco temporale. Il primo video, già disponibile sul sito, è The Stroker di Pilvi Takala, progetto realizzato dall’artista durante la sua permanenza negli spazi di Second Home, un co-working nel quartiere di Spitalfields a Londra. I sette autori invitati – David Claerbout, Jonathas De Andrade, Elena Mazzi / Sara Tirelli, Aernout Mik, Laure Prouvost, Jon Rafman e Pilvi Takala– hanno tutti lavorato, in modi diversi, sulle relazioni tra arte e società, esplorando temi chiave come l’impatto culturale della tecnologia, le problematiche ecologiche e gli abusi di potere legati al tecno-capitalismo. Le loro pratiche”, scrive la curatrice, “hanno qualcosa in comune; producono un effetto distanziatore che ci spinge a mettere in discussione cose che la società vorrebbe farci credere siano inevitabili e naturali. Questo effetto di distanziamento – raggiunto attraverso la narrazione, l’ironia e le nuove tecnologie – coinvolge gli spettatori e li sprona ad affrontare questi temi con atteggiamento critico”. 

– Valentina Tanni

https://blitzvalletta.com/The-Eye-Of-The-Storm

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.