Lumbung: il concept di documenta15 e la sua attualità

Annunciati i membri e il team artistico della prossima edizione di documenta15 che si svolgerà a Kassel nel 2022. I curatori pubblicano inoltre il concept, riarticolato alla luce della pandemia

ruangrupa, 2019 Ajeng Nurul Aini, Farid Rakun, Iswanto Hartono, Mirwan Andan, , Indra Ameng, Ade Darmawan, Daniella Fitria Praptono, Julia Sarisetiati, Reza Afisina Photo: Gudskul / Jin Panji
ruangrupa, 2019 Ajeng Nurul Aini, Farid Rakun, Iswanto Hartono, Mirwan Andan, , Indra Ameng, Ade Darmawan, Daniella Fitria Praptono, Julia Sarisetiati, Reza Afisina Photo: Gudskul / Jin Panji

Mentre l’intero mondo dell’arte si abitua progressivamente alle chiusure, ai rinvii, alle cancellazioni delle grandi manifestazioni culturali, c’è chi sta lavorando invece nell’ottica della apertura, complici tempistiche più clementi. Va in questa direzione il team curatoriale di documenta15, composto, come già annunciato da Artribune, dal collettivo ruangrupa, gruppo di artisti e creativi based in Jakarta. documenta come è noto si svolgerà a Kassel dal 18 giugno al 25 settembre 2022, date che configurano la possibilità di ripetere il “pacchetto” con Art Basel e Biennale Arte di Venezia, slittata sempre a causa dell’emergenza Covid-19.

DOCUMENTA15: IL CONCEPT

Ed è nella data simbolica del 18 giugno (2020) che i curatori decidono di dare qualche informazione in più sulla quindicesima edizione della mostra inaugurata nel 1955 da Arnold Bode e programmata con cadenza quinquennale, tra le più prestigiose esibizioni ricorrenti al mondo. Ciò che già conoscevamo era il tipo di approccio che i curatori-artisti desiderano adottare per creare la loro documenta: “Vogliamo creare una piattaforma artistica e culturale orientata, cooperativa e interdisciplinare che abbia un impatto oltre i 100 giorni di documenta 15”. Miriamo a un diverso modello di utilizzo delle risorse orientato alla comunità, non solo economico, ma anche prendendo in considerazione idee, conoscenze, programmi e innovazioni. Se nel 1955 documenta fu lanciata per guarire le ferite della guerra, perché non dovremmo focalizzare la rassegna sulle ferite odierne, specialmente quelle radicate nel colonialismo, nel capitalismo o nelle strutture patriarcali, e contrapporle a modelli basati sulla partnership che permettano alle persone di avere una diversa visione del mondo”, avevano dichiarato all’alba della loro nomina. A rappresentare l’idea della piattaforma è la parola in lingua giavanese Lumbung, tecnicamente granaio di riso, che dà il titolo alla mostra: “un caso collettivo o un sistema d’accumulo in cui le culture prodotte da una comunità sono immagazzinate come una futura risorsa comune e condivisa”, si legge nello statement breve a firma del collettivo, rilasciato a febbraio 2019 che conferma la vocazione socio-politica della mostra tedesca, già sviluppata nelle edizioni del passato.

DOCUMENTA15: QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ

A più di un anno di distanza, e con una pandemia nel mezzo, i curatori sentono il bisogno di tornare a parlare con il pubblico e gli addetti ai lavori spiegando con una breve nota, ma con tante notizie, quanto questo concetto portatore dei valori di solidarietà e collettività sia ancora più rilevante alla luce degli straordinari e terribili eventi che hanno e continuano a colpire il mondo intero. “Attraverso la nostra esperienza collettiva nel corso dell’emergenza COVID-19”, spiegano i ruangrupanel concept più articolato e appena pubblicato,“abbiamo riflettuto di nuovo sul valore di solidarietà. Dobbiamo spingerci oltre nel promuovere nuovi modelli di rete e interrogarci su come rendere iniziative artistiche piccole o medie modelli sostenibili. Di conseguenza dobbiamo ripensare ulteriormente la pratica artistica, ma anche gli eventi, cosa potrebbero o dovrebbero essere”.Al centro del dibattito il binomio, messo in discussione dalla pandemia global-local, il tema del materialismo nell’arte, le possibili strategie e le nuove pratiche anche in relazione all’economia. L’idea di lumbungnata quindi come speculazione artistica sulla possibilità di costruire uno spazio pubblico resistente nel tempo, è ancor più oggi, per i curatori, “vitale e pertinente. In un momento in cui tantissime persone stanno sperimentando disuguaglianze e ingiustizia dei sistemi attuali, lumbung può agire come sforzo (insieme a tanti altri) per dimostrare che le cose possono essere fatte diversamente. Pertanto non sospendiamo lumbung, bensì lo acceleriamo”.

DOCUMENTA15: IL TEAM

Insieme al concept i ruangrupa comunica i primi membri di questa rete, di questo vaso collettivo, le istituzioni che hanno dato l’avvio al progetto e alle pratiche del lumbung: il Fondation Festival Sur Le Niger, in Mali, Gudskul a Jakarta, INLAND a Madrid, Jatiwangi art Factory, sempre in Indonesia, il Khalil Sakakini Cultural Center di Ramallah, Más Arte Más Acción in Colombia, OFF-Biennale a Budapest, Trampoline House a Copenaghen, and ZK/U – Zentrum für Kunst und Urbanistik di Berlino. Inoltre viene presentato il nucleo del team composto da Gertrude Flentge, una delle collaboratrici storiche di ruangrupa, esperta di art management, Frederikke Hansen, membro del collettivo curatoriale Kuratorisk Aktion, Lara Khaldi, curatrice based in Gerusalemme. Tutti loro a più riprese hanno collaborato con il gruppo nel passato. A loro si aggiungono l’attivista, educatrice e scrittrice Ayşe Güleçe la storica dell’arte Andrea Linnenkohl, entrambe con una solida esperienza nella organizzazione di documenta e nel lavorare con comunità e network nella città di Kassel. Lavoreranno tutti insieme nella ruruHaus, spazio laboratorio a loro dedicato che crescerà nel tempo, anche Covid permettendo.
Le loro storie sono pubblicate sul nuovo sito della manifestazione. Una nota a margine merita l’identità visiva del progetto, realizzata insieme agli studenti di Kassel e Jakarta, coinvolti in un processo partecipativo. Tra le oltre 20 proposte, la giuria composta dai curatori con i loro collaboratori, dallo staff di documenta e dal Museum Fridericianum ha selezionato due progetti vincitori, uno per città. L’identità visiva sarà dunque sviluppata dal team di Jakarta, 4002, mentre quello di Kassel kmmn_practice, si occuperà di lavorare sull’accessibilità della mostra, in un’ottica partecipativa

Santa Nastro

 https://www.documenta.de/en/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.