Biennale Arte 2022, Francis Alÿs rappresenterà il Belgio a Venezia

L’artista nato ad Anversa e di base a Città del Messico, che ha già partecipato alla Biennale del 2017 al Padiglione Iraq, per il Belgio presenterà un lavoro che rifletterà sui temi della guerra e del ruolo dell’arte

Biennale di Venezia. Ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. Ph. Desirée Maida

Nonostante la 59. Biennale Arte di Venezia sia stata posticipata di un anno a causa della pandemia (la 17. Biennale Architettura, la cui inaugurazione avrebbe dovuto svolgersi a maggio per poi essere posticipata al 29 agosto, si terrà in realtà dal 22 maggio al 21 novembre 2021, ovvero nei mesi previsti per la Biennale Arte; quest’ultima invece è stata posticipata al 2022, per precisione dal 23 aprile al 27 novembre), continua a delinearsi il quadro delle partecipazioni internazionali della prossima edizione, la cui direzione è affidata a Cecilia Alemani.  Finora vi abbiamo parlato della Nuova Zelanda (che sarà rappresentata da Yuki Kihara), dell’Australia (Marco Fusinato), della Svizzera (Latifa Echakhch), della Francia (Zineb Sedira), della Finlandia (Pilvi Takala), dell’Islanda (Sigurður Guðjónsson), dell’Austria (Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl), dell’Olanda (Melanie Bonajo), della Turchia (Füsun Onur) e del Canada (Stan Douglas); adesso invece a svelare il nome del proprio artista a Venezia è il Belgio, che sarà rappresentato da Francis Alÿs.

FRANCYS ALYS PER IL PADIGLIONE DEL BELGIO ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2022

Nato ad Anversa nel 1959 e di base a Città del Messico, Francis Alÿs ha già partecipato alla Biennale Arte di Venezia: nel 2017 è stato il commissario del Padiglione dell’Iraq, intitolato Arcaico (curato daTamara Chalabi e Paolo Colombo), mostra che he messo in dialogo l’opera di artisti contemporanei e moderni (Luay Fadhil, Sherko Abbas, Sakar Sleman, Ali Arkady, Sadik Kwaish Alfraji e Nadine Hattom Jawad Salim e Shaker Hassan Al Said) con manufatti antichi. In quella occasione, Alÿs ha esposto un’opera su un campo profughi, uno dei temi che affronterà anche all’interno del Padiglione Belga: “da ottobre a novembre 2016, Francis Alÿs è stato ingaggiato come artista nell’esercito curdo a Mosul, in Iraq. Ogni giorno registrava le sue impressioni, appunti e schizzi nel suo diario. Da allora è tornato sette volte in Iraq”, si legge in una nota ufficiale. “L’opera di Alÿs è caratterizzata dalla sua integrità e rispetto per le comunità e le persone rappresentate… Alÿs è stato selezionato per il suo linguaggio artistico unico, che per comunicare utilizza le sue esperienze personali non documentate nei suoi diari”. Il 4 novembre 2016 Alÿs scriveva: “che cosa significa fare arte mentre città come Nimrud e Palmyra vengono distrutte? Se la logica dell’ISIS è ‘distruggere per esistere’, significa che dobbiamo creare per sopravvivere? L’arte è solo un mezzo con cui trascendere la catastrofe della guerra?”. Il progetto dell’artista pensato per il Padiglione Belga, curato da Hilde Teerlinck, rifletterà quindi una riflessione sul ruolo dell’artista e su come quest’ultimo possa mostrare anche l’invisibile e l’inesprimibile.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.