A Palermo nasce Rizoma, istituto di sperimentazione culturale promosso da European Alternatives

Il progetto nasce dalle esperienze maturate durante le ultime edizioni di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo e Transeuropa Festival, entrambe tenutesi a Palermo nel 2019. Per continuare a progettare e sperimentare temi e linguaggi nel cuore del Mediterraneo

Palermo
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Nasce dall’esperienza dell’ultima edizione di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo e di Transeuropa Festival Rizoma, istituto di sperimentazione culturale e politica che si costituirà a Palermo nell’estate 2020. Il progetto nasce dall’iniziativa di European Alternatives – organizzazione che ha ideato Transeuropa Festival, rassegna di cultura, arti e politica curata da Lorenzo Marsili che si svolge a cadenza biennale in una diversa città europea, e la cui ultima edizione si è tenuta proprio a Palermo durante BAM 2019. Una nuova istituzione per il Mediterraneo, risultato delle esperienze culturali e politiche maturate negli ultimi anni nel capoluogo siciliano, che inizia il suo percorso attraverso un bando rivolto ad artisti, scrittori, creativi e pensatori che operano in Sicilia, per poi estendersi all’intera area mediterranea. Della nascita di Rizoma e dei progetti futuri del nuovo istituto abbiamo parlato con Lorenzo Marsili in questa intervista. 

Cosa è Rizoma e quando nasce? Quali sono le circostanze e le sinergie che hanno portato alla sua nascita?

Nel novembre dello scorso anno ho preso parte alla curatela di BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo, portando al suo interno il Transeuropa Festival. Insieme a European Alternatives, l’organizzazione “madre” di Transeuropa che ho fondato e di cui sono stato direttore fino all’anno scorso, abbiamo pensato che sarebbe stato importante dare continuità a questa esperienza. Troppo spesso biennali e festival rischiano di apparire semplicemente come grandi eventi, seguendo una logica spettacolare che va di pari passo con il consumo di CO2 e con la finanziarizzazione del mondo dell’arte. Abbiamo pensato che sarebbe stato interessante uscire da BAM fondando una nuova istituzione culturale che potesse partecipare alla curatela della prossima edizione della Biennale sviluppando un percorso partecipato e di largo respiro. Grazie alla disponibilità di numerosi partner, fra cui Allianzkulturstiftung, e alla vivacità culturale della città di Palermo, lo stiamo ora facendo.   

Quali sono gli obiettivi che si prefigge l’istituto?

Tre parole chiave. La prima è ricerca. Non siamo impresari culturali ma intellettuali, artisti, scrittori e creativi. L’obiettivo è quello di costruire un percorso di sperimentazione e ricerca di lungo periodo che possa portare a dire ciò che non è già stato udito e mostrare ciò che non è già stato visto. In questo senso la Biennale è un mezzo e non un fine, il punto di approdo di un percorso. La seconda è multiverso. Vogliamo portare avanti un percorso radicalmente multidisciplinare dove il tratto, la parola, il concetto, la nota, la pratica politica o sociale abbiano tutte pari dignità e possano incontrarsi. La terza è appunto rizoma. Non abbiamo interesse ad aggiungere un ulteriore spazio culturale fine a se stesso, ma facilitare connessioni e promuovere una trasformazione dell’ecosistema della città, collegando diverse realtà attraverso radici sotterranee capaci di metterle in sinergia. 

Come mai è stata scelta Palermo come sede di Rizoma?

Palermo, con la sua vocazione mediterranea, la sua storia di mobilità umana e il suo sguardo cosmopolita, ci pare il posto ideale da cui diramare queste radici ed estenderle a livello internazionale. 

L’istituto sarà costituito questa estate, nel frattempo avete deciso di lanciare una call rivolta ad artisti e creativi attraverso il progetto Pandemos. Potresti spiegarmi di che si tratta?

Pandemos è un bando aperto e un progetto collettivo. Abbiamo pensato questo fosse il momento giusto, nel nostro piccolo, per mettere in circolazione delle risorse e riflettere sull’esperienza vissuta. Partendo da un piccolo testo che ho pubblicato durante la quarantena – Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo – abbiamo ragionato sulla possibilità di immaginare una fantascienza del presente, ossia un’alterità rispetto alla nostra normalità in crisi. La pandemia ha stravolto pensiero e modi di vita. La terra è stata arata: è forse emerso qualcosa di valore? E se sì, possiamo raccoglierlo e guardarlo da vicino? Pandemos, curato da Izabela Anna Moren, prenderà le forme di un libro multimediale e multidimensionale, per certi versi riconducibile ai tomi magici che abitano le librerie descritte da Jorge Luis Borges, invitando creativi con base in Sicilia a trovare queste tracce di futuro possibile.

Oltre a Pandemos, avete lanciato anche il progetto Antifragile

Antifragile è un progetto di ricerca che lanceremo a breve e che si ispira all’omonimo concetto filosofico, ossia la proprietà di migliorare attraverso uno shock esterno. È possibile andare oltre i concetti di resistenza o resilienza e innovare i nostri modelli creativi, risolvendo così alcune delle contraddizioni che affliggono la nostra “normalità”?

– Desirée Maida 

https://rizomainstitute.org/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.