È morta a 75 anni Susan Rothenberg, pittrice controcorrente in un mondo dominato dal minimalismo

Nella sua carriera artistica di oltre cinquant’anni si era dedicata alla pittura, anche in un periodo storico che privilegiava il linguaggio minimal e concettuale. Era stata sposata con Bruce Nauman dal 1989. Ecco la poetica insita nel suo linguaggio

Susan Rothenberg
Susan Rothenberg

Susan Rothenberg si è spenta a 75 anni. Dagli inizi della sua carriera, a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70, è stata una coraggiosa artista controcorrente: ha cominciato esponendo nelle gallerie di New York cavalli di grandi dimensioni, figure indefinite e atmosfere sospese su tela, in un momento in cui la grande vetrina dell’arte degli Stati Uniti era occupata esclusivamente dai grandi nomi legati a Minimal e Concettualismo. Una strada indipendente che l’ha in seguito incoronata come pioniera, quando il quadro bianco non ha retto più e le mostre sono tornate ad essere invase da dipinti di ogni colore e formato. “Dal 1987 ho avuto il privilegio di mostrare il lavoro di Susan Rothenberg e di sperimentare da vicino la sua passione e il suo impegno nel fare arte“, ha affermato Angela Westwater, cofondatrice di Sperone Westwater, in una nota divulgata da ARTnews. “Una pioniera che ha esteso i confini della pittura aprendo la strada anche ad altre artiste“. La sua vita privata è stata legata dal 1989 al grande scultore concettuale Bruce Nauman, mantenendo tuttavia la piena indipendenza della sua ricerca artistica.

Susan Rothenberg, Horse
Susan Rothenberg, Horse

IL RITORNO ALLA PITTURA DI SUSAN ROTHENBERG

Rothenberg nasce a Buffalo nel 1945 e si forma come pittrice alla Fine Arts School della Cornell University nello stato di New York, nel 1967. La prima mostra personale che l’ha fatta conoscere al pubblico è stata presso la 112 Workshop Gallery di New York nel 1975. In quell’occasione, espone un’opera che raffigura le silhouette di tre grandi dipinti di cavalli a cielo aperto, riscuotendo un grande successo di critica. Da lì comincia a essere nota per la sua corsa controcorrente, sviluppando un personale linguaggio pittorico in un’epoca in cui l’arte minimale e concettuale dominavano la scena di New York. Una dichiarazione aperta del potere dell’immaginazione e della raffigurazione contro un’arte fatta di sole idee e forme ridotte all’essenziale. Ma anche una posizione che ha anticipato il ritorno alla pittura degli anni ’80, quando si è ricominciato a rivolgere tutti gli entusiasmi alla tela. Attraverso linee indefinite e atmosfere sospese, Susan Rothenberg ha continuato nel tempo a esplorare e definire uno stile personale incentrato su elementi come la frammentazione del corpo e una pennellata inconfondibile e vivace. Le sue opere celebrano la pittura nel suo “farsi”, accogliendo l’impurità, l’errore e l’imprevisto che diventa forma sulla tela. L’artista si sposa con lo scultore George Trakas da cui ha una figlia: il loro matrimonio dura dal 1971 al 1979. Sposa in seguito, nel 1989, l’artista Bruce Nauman, con il quale si trasferisce l’anno successivo nelle zone rurali del New Mexico. La sua nuova vita, dal taglio più bucolico, si inserisce direttamente nella sua opera, regalandole un’ispirazione legata alla natura; i suoi dipinti ora protendono verso atmosfere fluttuanti, intrisi di memoria e di una rinnovata carica narrativa. Nella fine della sua carriera, il suo lavoro è stato spesso accostato al linguaggio di Georgia O’Keeffe per le atmosfere intime e delicate. Qui sotto, un video realizzato per il MoMA di New York mostra le immagini dell’artista nel suo studio assieme al marito, all’interno della sua abitazione rurale.

SUSAN ROTHENBERG: LE MOSTRE E I RICONOSCIMENTI

Susan Rothenberg ha tenuto mostre personali negli Stati Uniti e all’estero. La sua prima importante esposizione in ambito museale è stata realizzata al Los Angeles County Museum of Art: diventata una mostra itinerante, ha girato dal 1983 al 1985 per il Museo d’Arte Moderna di San Francisco, al Carnegie Institute di Pittsburgh, alla Tate Gallery di Londra, e in altre istituzioni. Negli anni 90’ è stata organizzata una retrospettiva del suo lavoro alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, che ha viaggiato a Washington, St. Louis, Chicago e Seattle; una retrospettiva al Museo de Arte Contemporáneo di Monterrey, in Messico e una raccolta di stampe e disegni dal Museo d’Arte Herbert F. Johnson, Cornell University. Butterfly, la sua opera datata 1976, è stata esposta nella Sala del Trattato della Casa Bianca durante l’amministrazione Obama. Susan Rothenberg ha ricevuto il National Endowment for the Arts Fellowship Grant nel 1979, il Cornell University Alumni Award nel 1998, la Skowhegan Medal for Painting nello stesso anno e, infine, il Svezia Rolf Schock Prize nel 2003.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.