La Tate Modern di Londra “apre” virtualmente la mostra di Andy Warhol con un tour online

Inaugurata meno di un mese fa e chiusa al pubblico pochi giorni dopo, la grande retrospettiva dedicata dal museo britannico al padre della Pop Art diventa fruibile sul web grazie a un tour virtuale guidato dai curatori

Andy Warhol (1928 – 1987) Hammer and Sickle 1976 Museum Brandhorst © 2020 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by DACS, London.
Andy Warhol (1928 – 1987) Hammer and Sickle 1976 Museum Brandhorst © 2020 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by DACS, London.

La mostra è stata inaugurata lo scorso 12 marzo, ma a causa della pandemia da Coronavirus è stata chiusa poco tempo dopo, non permettendo a tantissime persone di visitarla. Adesso però la grande retrospettiva che la Tate Modern ha dedicato a Andy Warhol (Pittsburgh, 1928) è aperta al pubblico della rete: il museo londinese infatti ha lanciato un exhibition tourdella mostra, guidato dai curatori e fruibile da tutti attraverso il video realizzato dalla Tate. 

LA MOSTRA DI ANDY WARHOL ALLA TATE

La mostra Andy Warhol– che teoricamente dovrebbe concludersi il prossimo 6 settembre – raccoglie oltre 100 opere che raccontano l’intera carriera del padre della Pop Art, riflettendo su come la sua ricerca abbia influenzato non solo l’arte ma anche il pensiero e la società del suo tempo. Nato come Andrew Warhola, l’artista è cresciuto a Pittsburgh, figlio di emigrati da un piccolo villaggio dell’odierna Repubblica Slovacca. Il vissuto di Warhol, così come la sua sessualità, sono temi al centro della mostra, a partire da una selezione di disegni risalenti agli anni Cinquanta raffiguranti figure maschili. Queste opere si collegano concettualmente a Sleep, film del 1963 diretto da Warhol in cui il poeta John Giorno (amante dell’artista) è ripreso mentre dorme per oltre 5 ore. Tra le opere in mostra, l’iconico Dittico di Marilyn (1962), Elvis I and II (1963/1964) e Pink Race Riot (1964), che alla Tate vengono analizzate in relazione alla cultura e alla politica americana di quegli anni; gli Screen Tests(1964-1966) e la riproposizione dell’installazione multimediale e psichedelica di Exploding Plastic Inevitable(1966), prodotto per gli spettacoli della rock band dei Velvet Underground, tutte opere che dimostrano l’interesse di Warhol per la sperimentazione di differenti linguaggi artistici. La mostra si conclude con le opere degli anni Ottanta – le ultime realizzate da Warhol – tra cui The Last Suppersdel 1986, per la prima volta esposta nel Regno Unito.

 

 

L’EXHIBITION TOUR DELLA MOSTRA DI ANDY WARHOL

A condurre lo speciale tour guidato della mostra sono i curatori Gregor Muir e Fiontán Moran, che discutono di Warhol mettendo a fuoco particolari temi della sua vita e della sua arte: la condizione di immigrato, la sua identità LGBTQI, le sue riflessioni sulla morte e la religione. A questo link, il pubblico potrà esplorare biografia e carriera di Warhol attraverso 12 “sale”: Andrew Warhola, Sleep, Pop, The Factory, Silver Clouds, Exploding Plastic Inevitable, the Shooting, Back to Work, Ladies and Gentlemen, Exposures, Mortal Coil, The Last Supper. “Curare una mostra di Andy Warhol oggi significa confrontarsi con un mondo in cui ognuno ha una propria proiezione mentale dell’artista e della sua produzione”, spiegano i curatori. “Tutti ‘possiedono’ Warhol: è uno di quei rari artisti che trascendono il mondo dell’arte, essendo uno degli artisti più famosi d’America, se non uno degli americani più famosi d’America. Nel tempo, Warhol è diventato – ed è tuttora – un grande brand, ed è proprio quello che lui voleva”.

– Desirée Maida

www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.