Podcast. Monologhi al telefono con Pietro Ruffo

Il secondo episodio di Monologhi al telefono, la rubrica su podcast dedicata agli artisti, e realizzata da Donatella Giordano per Artribune. Questa volta con Pietro Ruffo

Pietro Ruffo. Photo Giorgio Benni. Courtesy Galleria Lorcan O’Neill, Roma
Pietro Ruffo. Photo Giorgio Benni. Courtesy Galleria Lorcan O’Neill, Roma

Dopo Andrea Mastrovito, continua con Pietro Ruffo la rubrica Monologhi al telefono, il primo podcast di Artribune dedicato agli artisti condotto da Donatella Giordano. Con questo progetto, spiega la curatrice, “Monologhi al Telefono è una nuova rubrica di Artribune tutta da ascoltare. Gli artisti si rapportano con un ipotetico ascoltatore raccontando gli aspetti più intimi della propria ricerca: un sistema che supera il concetto dell’intervista classica – precedentemente pianificata – a favore di un approccio libero, dove l’artista simula una conversazione e l’utente diventa l’interlocutore.L’intervistatore agisce dietro le quinte, quando a microfoni spenti programma con l’artista il giorno e l’ora della chiamata, proponendogli un’intervista non strutturata che azzera il concetto di pianificazione a favore di una modalità che si svincola dalle direzioni.    

CHI È PIETRO RUFFO

Laureato in Architettura, Pietro Ruffo (Roma 1978) interpreta la sua professione da artista senza prescindere dalla sua formazione. Un particolare approccio che pone alla base della sua ricerca il disegno, considerato un medium di rappresentazione ma soprattutto uno strumento capace di sublimare idee e concetti forti. L’artista si muove esplorando antiche carte geografiche, affrontando tematiche legate alla politica e alla società in un incontro/scontro fra realtà e pensiero. In questo monologo Pietro Ruffo si racconta analizzando un nuovo aspetto della sua ricerca che dalle carte geografiche si sposta sulla strada, restituendoci le immagini più significative della nostra contemporaneità. L’artista manifesta infatti, con la sua attuale mostra Maremoto presso la galleria Lorcan O’Neill – non visitabile in seguito all’emergenza sanitaria – una nuova volontà. Da un precedente approccio che dilatava le distanze attraverso la rappresentazione di soggetti appartenenti ad altre epoche storiche, l’artista si sposta verso nuove raffigurazioni che prendono spunto dagli azulejeos. Ampie pareti di ceramica adesso raccontano problematiche urgenti relative all’acqua non solo attraverso scene di navi, di mari e di persone che approdano sulle nostre coste del mediterraneo. Altre immagini significative del nostro tempo provengono, infatti, dai suoi viaggi in Brasile, da dove arrivano le enormi discariche di bottiglie di plastica raccolte con degli uncini che ha rappresentato su una parete. E poi gli attivisti dei Fridays for Future, rappresentati con alcuni cartelli attraverso i quali che reclamano i loro diritti.

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