Michelangelo pop e l’incisione con Jane Austen: le banconote diventano le nuove tele d’artista

Storie di artisti che hanno realizzato dipinti in formato mignon su banconote, lasciate andare ai flussi del commercio (e non solo)

Mari Roldán, van Gogh, Instagram
Mari Roldán, van Gogh, Instagram

Tutto è iniziato con la Creazione di Adamo della Cappella Sistina. L’opera di Michelangelo è stata disegnata da Mari Roldán (Malaga, 1994) con una semplice biro su un biglietto da dieci euro, per poi spenderlo all’interno di un bar della sua città dopo aver preso un caffè con un’amica. Era dicembre 2017 e da allora la fama della ragazza spagnola che dipinge sulle banconote è cresciuta enormemente: più di 33mila follower su Instagram, gallerie d’arte che riprendono le sue opere nei loro profili, e perfino la commissione da parte di un regista statunitense, Brett Ratner, che la contatta per chiederle di dipingere un quadro di Francis Bacon solo ed esclusivamente su una banconota in euro.

L’ARTE DI MARI ROLDÁN 

Dopo Michelangelo sono arrivati van Gogh, Klimt, Dalí, Magritte, Picasso, ma anche Banksy e l’artista digitale Christian Schloe: Mari Roldán dipinge i soggetti famosi con colori ad olio o acrilici su un lato della banconota, facendo attenzione a non coprire il numero di serie. Per rimettere in circolo gli euro utilizzati va sempre nello stesso centro commerciale e finora non ha mai avuto problemi nel pagare. Di norma utilizza biglietti da 5, 10, 20 e 50 euro. Una volta ha usato una banconota da 100 euro, per riprodurre il fotomontaggio di un’opera del fotografo Patrick Desmet, che riprendeva una serie di quadri di Magritte. Altra eccezione: Guernica di Picasso, dipinta su tre biglietti da 5 euro accostati fra loro e, quindi, non più utilizzabili. “Mi interessa seguire la circolazione del denaro, sapere fin dove una banconota può arrivare”, rispondeva a quelli che le chiedevano perché non dipingesse semplicemente sulla tela. Ora la giovane artista spagnola ha iniziato a dipingere anche quadri e altri oggetti, come euro in moneta, cover dei telefoni, tasche e altre parti degli abiti.

Graham Short mostra una delle rare banconote da 5 sterline, plymouthherald.co.uk
Graham Short mostra una delle rare banconote da 5 sterline, plymouthherald.co.uk

DIPINGERE SULLE BANCONOTE. LA STORIA DI GRAHAM SHORT 

Quella di Mari Roldán è un’operazione decisamente pop rispetto al gesto del microartista britannico Graham Short (Birmingham, 1946), che nel 2016 mise in circolazione nel Regno Unito cinque biglietti da 5 sterline con l’effigie della scrittrice Jane Austen e altrettante citazioni celebri tratte dai suoi libri. In questo caso, trattandosi di un microartista, l’opera era praticamente nascosta, di dimensioni minime e incisa grazie ai nuovi polimeri utilizzati dalla zecca. Una banconota è stata donata alla Jane Austen Society in occasione del bicentenario della morte della scrittrice, mentre le altre quattro sono state messe in circolazione nell’intero Regno Unito, Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, all’insaputa di tutti. In questo modo, l’artista inglese ha voluto elargire il valore della sua opera a chi fosse stato in grado di riconoscerla, sperando si trattasse di qualche persona bisognosa. Quelle banconote da 5 sterline ne valevano, infatti, 50mila: tanto erano valutate le miniature di Short, visibili solo con il riflesso della luce. E le quattro banconote puntualmente vennero fuori in altrettanti angoli del Regno Unito. Una di queste, quella riconosciuta in Irlanda del Nord, fu spedita anonimamente ad una galleria d’arte con la richiesta di devolvere i proventi in beneficenza. Nell’agosto del 2018 Short torna a incidere sei banconote da 5 sterline, questa volta con l’immagine nascosta del calciatore britannico Harry Kane, uno degli idoli dei Mondiali di calcio appena disputati. Graham Short proviene da un’antica famiglia di incisori; un suo avo, Sir Francis Short, fu un rinomato incisore dell’età Vittoriana e Graham stesso ha lavorato per Buckingham Palace, il castello di Windsor, la residenza di Balmoral, per il numero 10 di Downing Street e la Camera dei Comuni. 

– Letizia Riccio

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Letizia Riccio
Giornalista dal 1997, laureata in Lingue e letterature straniere moderne a La Sapienza di Roma, inizia a scrivere a La Repubblica nel settore della televisione e prosegue, nello stesso campo, con Il Mattino di Napoli, L'Unione Sarda e Il Giornale dello Spettacolo dell'Agis. Collabora per diversi anni con L'Agenzia di Viaggi, quotidiano per operatori del turismo, scrivendo e viaggiando in Italia ma soprattutto all'estero. Lavora per sette anni presso il Ministero della Giustizia, collaborando con l'Ufficio Stampa e curando un convegno e un progetto europei. Appassionata di arte da sempre, frequenta per tre anni la Scuola d'arte e mestieri del comune di Roma e un corso per guide turistiche organizzato dalla Regione Lazio.