Emma Talbot vince il Max Mara Art Prize for Women

L’artista segue Margaret Salmon, Hannah Rickards, Andrea Büttner, Laure Prouvost, Corin Sworn, Emma Hart eHelen Cammock che dal 2006 ad oggi hanno vinto il prestigioso premio. Ecco chi è.

Emma Talbot vince il Max Mara Prize
Emma Talbot vince il Max Mara Prize

È Emma Talbot l’artista vincitrice dell’ottava edizione del Max Mara Art Prize for Women. Se, stando ad una ricerca lanciata dalla piattaforma Kooness di cui vi parleremo nei prossimi giorni, gli artisti uomini vincono i premi prestigiosi più delle donne, non è questo il caso del Max Mara Art Prize, che valorizza proprio le quote rosa dell’arte. Nato nel 2005 è promosso dal noto brand di abbigliamento italiano based in Reggio Emilia insieme alla Collezione Maramotti che porta il nome del proprio patron, in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra. Non è un caso che tra le madrine della competizione ci sia infatti Iwona Blazwick OBE (dove l’acronimo sta per Officer of the Order of the British Empire), storica direttora dell’istituzione inglese dal 2001.

CHI È EMMA TALBOT

Se in tempi di Coronavirus non si parla d’altro che delle strategie per arginare il contagio, Emma Talbot (nata nel 1969 nel Regno Unito, ma residente a Londra) ci riporta con la sua arte ad esplorare invece un paesaggio intimo, fatto di piccoli racconti personali, inseriti tuttavia nel grande vortice della vita, della storia, dei temi importanti. La sua tecnica spazia dal disegno alla pittura fino alle installazioni che uniscono più materiali, con una predilezione particolare per il mondo dei tessuti (creando un legame ancora più forte con il promotore della competizione). Al Max Mara Art Prize ha proposto una indagine sulla rappresentazione della donna a partire da Le tre età della donna (1905) di Gustav Klimt, esposto presso la Galleria Nazionale di Roma: gli schemi di potere, la relazione tra corpo e natura saranno al centro della sua ricerca. Emma Talbot ha affermato: “Questo premio giunge in un momento cruciale che mi appare incredibilmente appropriato, dato che solo di recente ho iniziato a concentrarmi a tempo pieno sulla mia pratica artistica dopo aver lavorato per molti anni come insegnante per sostenere la mia famiglia, essendo una madre single. Il Max Mara Art Prize for Women mi aiuterà a trarre il maggior beneficio possibile da questa importante transizione. Essendo giunta nel momento ideale, questa incredibile e generosa opportunità di concentrarmi totalmente sul mio lavoro e di intraprendere una lunga ricerca con esperienze di prima mano costituirà una vera e propria svolta nella mia vita”.

COME FUNZIONA IL PREMIO

Dedicato alle donne artiste che vivono nel Regno Unito e che non hanno mai esposto in una mostra antologica, il Max Mara Art Prize è una competizione biennale. La Talbot trascorrerà una residenza di sei mesi in Italia (tra Roma e Reggio Emilia) e potrà produrre nuove opere che saranno esposte alla Whitechapel e presso la Collezione Maramotti nel 2021. Inutile dire che la sua passione per il tessuto sarà ampiamente ripagata in un contesto come quello del brand Max Mara. Infatti collaborerà con gli artisti locali e imparerà la tecnica della tessitura a intarsio, mentre nel nord Italia (COVID-19 permettendo) acquisirà competenze nella pittura su seta. Talbot andrà anche in Sicilia, nello specifico a Catania e nel corso dei suoi viaggi condurrà una ricerca sulla mitologia classica e la cultura rurale in Italia.

  Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.