MAXXI 2020, bilancio dei primi 10 anni del museo romano. Con lo sguardo al futuro

Alla presenza del Ministro Franceschini, è stato annunciato il bilancio culturale del primo decennio del museo, che presenta piani di sviluppo ambiziosi per il 2020, con nuove mostre, nuovi programmi educational, progetti artistici speciali e maggiore spazio alle acquisizioni. Ma anche con l’apertura del MAXXI L’Aquila, il 21 giugno prossimo

MAXXI, Roma – Photo Credits Francesco Radino– Courtesy MAXXI
MAXXI, Roma – Photo Credits Francesco Radino– Courtesy MAXXI

Dieci anni che sono volati. Ma allo stesso tempo che sono considerati un periodo troppo esiguo per giudicare compiutamente la crescita fisiologica di un’istituzione museale. A dieci anni, si è bambini ancora, si hanno ampi margini di miglioramento e si possono sviluppare orizzonti. “Una grande emozione, che non vuole essere retorica. Dieci anni sono già passati: esaltanti, intensi ma anche complicati. Partirei ringraziando una persona che ci manca molto qui, con cui però continuiamo a dialogare ogni giorno: Zaha Hadid, anima di questa architettura.” Con queste parole Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, ha aperto la conferenza stampa di lancio della programmazione 2020, a dieci anni dall’inaugurazione dell’istituzione, aperta, dopo una lunga gestazione, il 30 maggio 2010. Con lei Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI; Margherita Guccione, Direttrice MAXXI Architettura, Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte; Pietro Barrera, Segretario generale. Ma anche Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia, e Albino Ruberti, capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio, soci fondatori della Fondazione, artisti, collezionisti, CdA e Amici del MAXXI, rappresentanti di aziende e istituzioni che condividono la mission del museo.

I PRIMI 10 ANNI DEL MAXXI. TRA BILANCI E L’APERTURA ALL’AQUILA

Provando a fare una sintesi veloce – numerica e contenutistica – che racconti quello che è accaduto in dieci anni nel museo e come questo ha affrontato le sfide, Melandri prosegue dicendo: “come un organismo ‘poroso’, il MAXXI ha lasciato entrare gli interrogativi del nostro tempo, le sue domande e le sue inquietudini provando a rispondere attraverso la qualità e quantità dell’offerta culturale”. Una novità importante: col solstizio d’estate aprirà la sede filiale de L’Aquila, nello splendido Palazzo Ardinghelli interamente restaurato (grazie a una generosa donazione del governo della Federazione Russa). Un progetto affidato al MAXXI dal MiBACT e portato avanti con determinazione, per dare significato concreto a quell’idea che si possa iniziare a risanare le ferite di una comunità attraverso, e grazie, all’arte. Il suo progetto espositivo per il 2020 presenta le opere site specific di cinque artisti italiani: Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio e il maestro Ettore Spalletti, recentemente scomparso, cui è dedicato uno degli spazi più suggestivi. A queste si aggiunge il progetto di Anastasia Potemkina, prodotto in collaborazione con la V-A-C Foundation di Mosca e realizzato con la partecipazione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Un’attenzione speciale, inoltre, è dedicata alla fotografia, con la committenza affidata a Paolo Pellegrin e le opere di Stefano Cerio.

Museo MAXXI, esterno Ph. Musacchio Ianniello
Museo MAXXI, esterno
Ph. Musacchio Ianniello

10 ANNI IN NUMERI

Forte di una serie di dati in trend positivo, il MAXXI si conferma molto social: è infatti il 2° museo più instagrammato, dopo gli Uffizi. Inoltre, prosegue e allarga la sua rete di mecenati, anche internazionali: dal 2018, si è infatti estesa negli USA con gli American Friends of MAXXI e, a marzo 2020, si svilupperà nel Regno Unito, sfidando la Brexit. Per festeggiare questi traguardi sarà addirittura emesso uno speciale francobollo. Ma adesso ecco i numeri. I suoi visitatori totali sono stati 3.328.000, più che raddoppiati nel 2019 rispetto al 2010; 12.746.570 euro gli incassi di biglietteria (in costante aumento nell’ultimo quinquennio); 14 gli allestimenti importanti della collezione, 106 le mostre, 32 i focus, 82 i progetti i speciali e infine 45 le mostre prodotte, coprodotte o realizzate in collaborazione con altre istituzioni in Italia e nel mondo. Grazie a un’attenta politica di acquisizione, basata su produzioni e coproduzioni, acquisti e comodati, donazioni di artisti e collezionisti, il numero delle opere d’arte in collezione, passate da 235 a 531, raddoppia rispetto al 2010 mentre la collezione di architettura passa da 13 a 88 fondi archivistici, con inoltre 1.610 fotografie d’autore di 85 maestri – si dice sia in contrattazione un fondo Ghirri – e oltre 2.000 gli eventi culturali tra lezioni, incontri, presentazioni di libri, cinema, teatro, musica, danza; 5.337 le attività educative e di formazione con 125.200 partecipanti. Il budget annuale per il 2020 è di 13.227.582 euro, circa il doppio rispetto al 2012, cui si aggiungono 2 milioni per il MAXXI L’Aquila e 1.873.600 euro raccolti grazie a 6 eventi di fundraising.

Museo MAXXI, interno Ph. Musacchio Ianniello
Museo MAXXI, interno
Ph. Musacchio Ianniello

IL MAXXI NEL MONDO

Il MAXXI continua la sua opera di diplomazia culturale, intessendo una rete sempre più allargata di istituzioni internazionali con cui collaborare. Sono inoltre moltissime le mostre che viaggeranno verso altre città, da Palermo, a Matera, la collezione d’arte a BeirutTunisi e Rabat, quella di fotografia a New Delhi e Mumbai. Ma anche Taranto, Buenos Aires, BerlinoEkaterinburg, Algeri, San FranciscoRio de Janeiro, San Paolo, Brasilia e Valencia. 

IL PROGRAMMA 2020 DEL MAXXI

Nel futuro del MAXXI sono in programma 18 nuove mostre, focus, progetti speciali e un nuovo significativo allestimento della Collezione. Particolare attenzione sarà data, nell’anno del decennale, alla creatività italiana, per contribuire a rafforzare il sistema dell’arte contemporanea nostrana, esserne propulsore e catalizzatore. Dice il Ministro Franceschini: “con il MiBACT abbiamo tentato di interrompere quell’errore molto italiano di pensare che il compito di tutela del patrimonio fosse totalizzante, riservando in questo modo poche risorse investite dal sistema paese per il contemporaneo. Ecco perché, per il triennio 2020-2022, abbiamo aumentato le risorse per gli acquisti per l’ampliamento della collezione”.

REAL_ITALY Patrick Tuttofuoco, ZERO Weak Fist, 2017 Foto: Luca Ghedini Courtesy: Xing
REAL_ITALY
Patrick Tuttofuoco, ZERO Weak Fist, 2017
Foto: Luca Ghedini
Courtesy: Xing

1° Quadrimestre

Si parte con REAL_ITALY, coprodotta con la Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, che vedrà esposte le opere vincitrici delle prime due edizioni dell’Italian Council, bando ideato dalla Direzione Generale e dedicato alla produzione e alla promozione degli artisti italiani all’estero. Il 9 aprile apre senzamargine. Passaggi nell’arte italiana a cavallo del millennio, il nuovo significativo allestimento della Collezione pubblica nazionale con opere di grandi maestri tuttora punto di riferimento per le nuove generazioni, tra cui Carla Accardi, Angela Ricci Lucchi e Yervant Gianikian, Luigi Ghirri, Jannis Kounellis, Claudio Parmeggiani, Mario Schifano (fino a febbraio 2021, a cura di Bartolomeo Pietromarchi). L’esposizione prende il titolo dalla rivista fondata e diretta dal critico Alberto Boatto, il cui archivio è stato donato dalla famiglia al MAXXI e a cui è dedicato il focus Alberto Boatto. Lo sguardo dal di fuori (9 aprile 2020 – gennaio 2021, a cura di Stefano Chiodi, realizzato con il sostegno di Acea). Sempre il 9 aprile apre Omaggio a Claudia Gian Ferrari, gallerista e collezionista appassionata scomparsa 10 anni fa che ha donato al MAXXI 58 opere della sua collezione (fino al 3 maggio 2020, a cura di Anne Palopoli). Completa il viaggio nell’arte italiana di oggi la mostra con le opere dei tre finalisti del MAXXI BVLGARI Prize 2020, il progetto per il sostegno dei giovani talenti: esposti lavori site specific di Giulia Cenci, Tomaso De Luca e Renato Leotta (8 maggio – 1 novembre 2020, a cura di Giulia Ferracci). In continuità con la retrospettiva dedicata a Gio Ponti, Aldo Rossi. L’architetto e le città. In mostra i suoi celebri disegni, i progetti, gli scritti e una spettacolare sequenza di modelli provenienti, oltre che dall’archivio del MAXXI, da collezioni di tutto il mondo (9 aprile 2020 – gennaio 2021, a cura di Alberto Ferlenga).

GIOVANNI GASTEL. THE PEOPLE I LIKE Giovanni Gastel, Ritratto di Barack Obama (Milano, 2017) Ph & Courtesy: Giovanni Gastel
GIOVANNI GASTEL. THE PEOPLE I LIKE
Giovanni Gastel, Ritratto di Barack Obama (Milano, 2017)
Ph & Courtesy: Giovanni Gastel

2° Quadrimestre

Anche nel 2020 spazio alla fotografia d’autore: la mostra Giovanni Gastel. The people I like presenta 200 ritratti delle persone che, come scrive Gastel, gli hanno “trasmesso qualcosa”. Tra questi, Barack Obama, Marco Pannella, Roberto Bolle, Zucchero, Forattini, Ferruccio Ferragamo e molti altri (20 maggio – 13 settembre 2020, a cura di Alberto Frigerio e Simona Antonacci). I giovani architetti sono invece i protagonisti dello YAP Rome at MAXXI, il progetto in network con il MoMA alla sua ottava edizione italiana. Vincitrice dell’edizione 2020, l’inglese Lucy Styles realizzerà nella piazza del MAXXI uno spazio temporaneo, the house in the future, per ospitare gli appuntamenti estivi (27 maggio – ottobre 2020). A lei sarà attribuito anche il premio della sezione giovani del Premio Italiano di Architettura organizzato dal MAXXI e dalla Triennale di Milano. Tre mostre e un convegno internazionale (All the Futures… for museums, domenica 24 maggio, in cui direttori di prestigiose istituzioni museali di tutto il mondo condivideranno le loro esperienze) accompagneranno l’appuntamento annuale di fundraising. Una riflessione sulla memoria dell’era digitale è al centro di Una storia per il futuro. I primi 10 anni del MAXXI, sguardo sui primi anni del XXI secolo attraverso il punto di vista del MAXXI e degli artisti che lo hanno animato. In mostra migliaia di immagini, video, suoni e parole, installazioni multimediali accompagnati da una timeline del decennio realizzata in collaborazione con l’agenzia ANSA. L’allestimento dello studio olandese Inside-Outside di Petra Blaisse, famoso per la progettazione di esperienza multisensoriali (27 maggio – 1 novembre 2020, a cura di Hou Hanru con il team curatoriale e di ricerca del MAXXI). Sempre il 27 maggio apre Lina Bo Bardi. A Marvellous Entanglement emozionante omaggio alla grande architetta italo-brasiliana dell’artista e filmaker inglese Isaac Julien e il focus Navin Rawanchaikul. Ciao da Roma, grande quadro che rielabora lo stile dei poster dell’industria cinematografica indiana immortalando invece comunità di migranti asiatici nella loro vita quotidiana a Roma (fino a ottobre 2020, a cura di Hou Hanru).

3° Quadrimestre

L’autunno riparte con una nuova tappa del filone di ricerca dedicato a Medio Oriente e Mediterraneo, con la mostra Grande più di me. Voci di eroi dalla ex Jugoslavia, che esplora il fermento artistico di quei paesi (5 novembre 2020 – marzo 2021, a cura di Zdenka Badovinac, direttrice del Museum of Modern Art di Lubiana, curatore associato Giulia Ferracci, con il sostegno di Terna). Con la mostra Cao Fei. Supernova l’artista porta al MAXXI il suo ultimo film Nova, realizzato nel 2019 per la personale al Centre Pompidou di Parigi: un lavoro tra realtà e The Eternal Wave (4 dicembre 2020 – aprile 2021, a cura di Hou Hanru e Monia Trombetta). E’ poi la volta di Technotopia. Engineering the future mostra che racconta sia l’ingegneria delle costruzioni tradizionalmente intesa, sia esplora l’immersione nella cultura digitale per la progettazione, la fabbricazione e la gestione di edifici (4 dicembre 2020 – aprile 2021, a cura di Pippo Ciorra e Maristella Casciato). Un’installazione pensata per il MAXXI sarà il focus Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Lo spazio tecnico dell’arte, nuova tappa del progetto Nature in cui architetti di fama internazionale si confrontano con gli spazi pensati da Zaha Hadid (4 dicembre 2020 – marzo 2021, a cura di Margherita Guccione e Sara Marini).

Alcantara MAXXI
Alcantara MAXXI

ALCANTARA PROJECT STUDIO VISIT: KONSTANTIN GRCIC, L’IMMAGINAZIONE LA POTERE

Inaugura la nona edizione del Progetto Alcantara MAXXI: programma che ogni anno invita un designer di fama internazionale a compiere una lettura personale delle opere presenti nella collezione permanente del MAXXI, utilizzando Alcantara ® come medium materico di un’opera che rappresenta il risultato installativo della sua ricerca. Protagonista della terza edizione di Studio Visit, in scena dal 7 febbraio al 15 marzo 2020, il pluripremiato designer tedesco Konstantin Grcic che, con il progetto L’immaginazione al potere, esplora l’aspetto visionario del lavoro di Sergio Musmeci, Giuseppe Perugini, Maurizio Sacripanti e Bernard Khoury. Il titolo della mostra prende in prestito uno slogan dei movimenti politici del ’68 – periodo nel quale si collocano sia alcune delle opere prese in esame che l’invenzione di Alcantara – e suona come un forte incoraggiamento a superare lo status quo e a lasciarsi guidare dall’immaginazione, strumento e visione del possibile cambiamento. “Non un atto nostalgico, ma al contrario la volontà di credere che siamo stati grandi grazie all’immaginazione e possiamo ancora esserlo, se la lasciamo al potere”. Progettista dalla spiccata vocazione curatoriale, Grcic si confronta con un intero filone da lui rintracciato nell’archivio del MAXXI Architettura: quello della cosiddetta “architettura fantastica”, mettendolo in diretta connessione con l’invenzione di Alcantara. Il paesaggio visionario che immagina per il MAXXI mette in rapporto i capolavori degli architetti presi in esame con un materiale unico, portando così alla luce altri potenti temi della nostra contemporaneità: il confronto tra naturale e artificiale e la relazione tra uomo e tecnologia. Ne derivano un’opera installativa e una mostra, curata da Domitilla Dardi, Design Curator MAXXI Architettura, che ricrea un ambiente visivo ai limiti tra realtà e dimensione surreale, dove accade che il microscopico inglobi il macroscopico, “Un grande collage in cui i protagonisti emergono nel paesaggio, così come i dettagli e le contraddizioni, il falso e il reale.”

– Giulia Mura

www.maxxi.art

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.