Apre Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo a Madrid: ecco la mostra e il programma di residenze

In concomitanza con ARCOmadrid, apre nella capitale spagnola la succursale della fondazione torinese a sostegno dei giovani artisti e curatori. La prima mostra si tiene alla Fundacion Fernando De Castro, ma si cerca ancora una sede ufficiale

Apre Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo a Madrid - nella foto: Hans Ulrich Obrist, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Ian Cheng
Apre Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo a Madrid - nella foto: Hans Ulrich Obrist, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Ian Cheng

Era iniziato nel 2017 il progetto di portare Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – nata a Torino e impegnata dal 1995 nella promozione di giovani artisti – sul suolo madrileno. Un progetto che in un primo momento ha virato verso uno spazio del Matadero, per poi doverci rinunciare per problemi strutturali e lungaggini burocratiche. In occasione della settimana di ARCOmadrid Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid apre però intanto al pubblico, presentando la sua prima mostra negli spazi della Fundacion Fernando De Castro, in pieno centro storico, e annunciando l’inizio della Residenza per giovani curatori stranieri. In questa prima fase semi-nomade, si è ancora alla ricerca di una sede ufficiale ma i dialoghi con l’amministrazione comunale di Madrid sono a buon punto a quanto pare.

FUNDACIÒN SANDRETTO RE REBAUDENGO MADRID: LE MOSTRE E LE RESIDENZE

Ad aprire l’attività culturale della Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid è l’artista statunitense Ian Cheng (Los Angeles, 1984), con la mostra Emissaries, curata da Hans Ulrich Obrist: si tratta di una trilogia di simulazioni potenzialmente infinite, generate da computer che utilizzano molteplici modelli di intelligenza artificiale. In mostra ci sono le opere Emissary in the Squat of Gods (2015), Emissary Forks At Perfection (2015-16) e EmissarySunsetstheSelf (2017). Annunciati anche i tre curatori che andranno a far parte della prima edizione della Residenza per giovani curatori stranieri, che si svolgerà da febbraio a maggio 2020: sono l’italiana Marta Cacciavillani, l’inglese Laura Plant e Lxo Cohen (Paesi Bassi/Regno Unito). Il modello della residenza sarà su quello già messo in pratica in Italia, che consiste in una full immersion nella scena artistica spagnola con la progettazione di una mostra finale (la sede può essere proposta dagli stessi curatori). “La residenza in Spagna ha il duplice obiettivo di sviluppare le capacità professionali e critiche dei giovani curatori selezionati e quello di promuovere la scena dell’arte contemporanea spagnola in ambito internazionale”, spiegano gli organizzatori. Durante il periodo di residenza, i tre giovani partecipanti avranno la possibilità di visitare più di duecento studi d’artista, musei e istituzioni artistiche sul territorio nazionale sotto la guida di un curatore spagnolo di riferimento.

-Giulia Ronchi

Ian Cheng, Emissaries
Fino al 21 marzo 2020
Fundaciòn Sandretto Re Rebaudengo Madrid
C/San Mateo, 15, Madrid
http://fsrr.org/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.