Tra urgenze sociali e poesia. Michael Rakowitz a Rivoli

Castello di Rivoli – fino al 19 gennaio 2020. Il Castello di Rivoli ospita la prima retrospettiva europea incentrata su Michael Rakowitz.

Michael Rakowitz, The Ballad of Special Ops Cody (La ballata dell'agente speciale Cody),2017, still da video
Michael Rakowitz, The Ballad of Special Ops Cody (La ballata dell'agente speciale Cody),2017, still da video

Il Castello di Rivoli ospita la prima retrospettiva europea dedicata a Michael Rakowitz (Great Neck, New York, 1973). In mostra le opere più significative realizzate dall’artista in oltre vent’anni di creatività, con un’ispirazione ampia che spazia dall’architettura all’archeologia, dalla cucina alla geopolitica. Il percorso si compone di sei chiare sezioni, che scandiscono gli spazi come a determinare altrettanti capitoli della storia umana.

LE OPERE

La mostra si apre con paraSITE (1997-in corso), contributo dell’artista al miglioramento delle condizioni vitali dei senzatetto che popolano le grandi metropoli americane, una soluzione sostenibile a una condizione schiacciante. Attraversando l’ambiente che ospita Dull Roar (2005) ci si confronta con lo scheletro contemporaneo del Modernismo architettonico e delle utopie sociali nell’architettura, in un faccia a faccia che non risparmia nulla in termini di purezza lineare e contenuti storico-documentari. Architettura e fallimento sono al centro di White man got no dreaming (2008), dove l’illusione di una possibile rinascita lascia il posto alla gelida consapevolezza dell’essere destinati al fallimento etico. A narrare della ferocia distruttiva sono i testi su travertino, fonemi solidi dell’installazione What dust will rise? (2012), estratta nella valle di Bamiyan, dove nel 2001 i talebani distrussero due monumentali Buddha risalenti al VI secolo. Qui Rakowitz dona alla storia e alla cultura una forma elevata e un’eternità intoccabile.

Michael Rakowitz, The invisible enemy should not exist  (Il nemico invisibile non dovrebbe esistere), 2018, particolare. Collezione Elie Kouri Art Foundation. Courtesy l’artista, Galerie Barbara Wien e Castello di Rivoli
Michael Rakowitz, The invisible enemy should not exist (Il nemico invisibile non dovrebbe esistere), 2018, particolare. Collezione Elie Kouri Art Foundation. Courtesy l’artista, Galerie Barbara Wien e Castello di Rivoli

MEMORIA E POESIA

Si giunge, quasi in conclusione, a un omaggio alla maestria degli artigiani armeni, che durante l’impero Ottomano hanno reso la magnificenza dei palazzi di Istanbul, vedendo sparire la carne nella fatica e le ossa nell’esilio. Questa la metrica di The flesh is yours, the bones are ours (2015). Nel progetto The invisible enemy should not exist (2007-in corso) Rakowitz riflette su ciò che è perduto, porta a galla memorie personali ed esperienze esistenziali, dove si fondono poesia, storia contemporanea e pragmatismo. Il viaggio si chiude con il video The Ballad of Special Ops Cody (2017): un soldatino di legno compie un cammino di conoscenza e durezza, riportando alla memoria l’anno 2005, quando un gruppo di mujahidin diffuse un video che mostrava un soldato americano tenuto in ostaggio, salvo solo in cambio del rilascio di prigionieri iracheni.

Grazia Nuzzi

Evento correlato
Nome eventoMichael Rakowitz - Imperfect Binding
Vernissage07/10/2019 ore 19
Duratadal 07/10/2019 al 19/01/2020
AutoreMichael Rakowitz
CuratoriIwona Blazwick, Marianna Vecellio , Carolyn Christov-Bakargiev
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoPiazza Mafalda Di Savoia - Rivoli - Piemonte
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Grazia Nuzzi
Nasce a Formia (LT) il 17 novembre 1977, si laurea alla facoltà di Lettere e Filosofia in Conservazione dei Beni Culturali, con indirizzo storico artistico presso la II Università degli Studi di Napoli, nel 2005. Nel 2006 è socio fondatore della cooperativa di servizi culturali “Lilladis” a.r.l, dove ha inizio il suo percorso lavorativo come storico, curatore e critico d’arte. Dal 2008 al 2010 è educatore museale presso il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone (CE). È docente di Letteratura italiana e Storia, critico d’arte e autore (dal 2006 ad oggi), si muove verso il pensiero contemporaneo, nella ricerca e individuazione dei nuovi linguaggi dell’arte, sempre con occhio attento a tutto il panorama artistico storico. Dal 2014 è presidente dell’associazione culturale LIBERALART, con la quale è impegnata nella diffusione di messaggi sociali attraverso progetti didattico-artistici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado e ai giovani artisti che intendono portare agli occhi del panorama creativo il loro “disegno” espressivo e comunicativo. Accresce la sua formazione come docente attraverso percorsi di studi specialistici. Attualmente vive a Torino.