Ombre mutevoli, malinconia e sguardi. Antonio Marchetti Lamera a Verona

Studio la Città, Verona – fino al 16 novembre 2019. Quanto abbiamo deciso del tempo che abbiamo attraversato? È questa la domanda all’origine dell’ultima personale di Antonio Marchetti Lamera, a cura di Daniele Capra.

Voltarsi indietro, verso un tempo lontano, è caricare di nostalgia uno sguardo; accettare che un attimo, ancor prima che accada, non si ripeterà più è consapevolezza. È nel segno di questo dualismo che Antonio Marchetti Lamera (Bergamo, 1964) presenta, in una raffinata personale a Verona, gli esiti più recenti del suo lungo e coerente percorso artistico. Le opere in mostra – realizzate con una tecnica del tutto originale, incentrata su fotografia, disegno e pittura – riflettono la ricerca dell’artista sul tema del tempo, un’ossessione che scorpora la realtà da se stessa e si incarna nelle ombre, rappresentate come presenze mutevoli e incessanti. Le ombre di Marchetti sono immobili, ma sfuggenti, leggere e al contempo dense. Non c’è modo di fermare esattamente almeno un istante della loro essenza, così come non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume; ma è possibile guardarle davvero e immaginare quel che saranno destinate a essere fino a che, d’un fiato, ci lasceranno.

 Linda Taietti

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Linda Taietti
Nata nel 1991, vive a Bergamo e Milano, dove studia Lettere moderne alla Statale, dopo una laurea triennale in Filologia romanza. Oscillando fra il richiamo del passato e l’interesse per la contemporaneità, legge e scrive. Predilige in particolar modo la poesia e la ricerca della traccia continua che attraversa l’arte in ogni sua forma.