Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Castello di Rivoli rievoca il congresso di Alba

Due giorni per far riportare in vita un evento storico ormai mitico: il congresso immaginista di Alba del 1956. Il Castello di Rivoli chiama a raccolta un gruppo di storici, critici e artisti per raccontarlo ma anche per rimetterlo in scena con reenactment e performance.

Alba, 9 settembre 1956. Primo Congresso Mondiale degli Artisti Liberi- Franco Garelli, G. J. Wolman, Asger Jorn, Costant, Elena Verrone, Pinot Gallizio, Ettore Sottsass, Piero Simondo - Courtesy Archivio Gallizio, Torino.jpg
Alba, 9 settembre 1956. Primo Congresso Mondiale degli Artisti Liberi- Franco Garelli, G. J. Wolman, Asger Jorn, Costant, Elena Verrone, Pinot Gallizio, Ettore Sottsass, Piero Simondo - Courtesy Archivio Gallizio, Torino.jpg

Una rievocazione poetica di un evento di grande importanza per la storia dell’arte contemporanea. Tra lecture, performance e reenactment, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo CRC – organizza il 21 e 22 settembre Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019. L’iniziativa, curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Caterina Molteni, ricostruisce e approfondisce i contenuti del primo “Congresso mondiale degli artisti liberi” che si svolse ad Alba tra il 2 e l’8 settembre del 1956, un anno prima della fondazione dell’Internazionale Situazionista. Il congresso, che vide una partecipazione trasversale e internazionale di artisti e intellettuali, metteva insieme rappresentanti del Lettrismo, del Movimento Arte Nucleare e dell’ex gruppo CoBrA, guidati dai fondatori del Movimento per la “Bauhaus Immaginista”, nato l’anno prima proprio ad Alba e composto da Asger Jorn, Pinot Gallizio e Piero Simondo. Lo storico incontro era dedicato a “Le arti libere e le attività industriali” con l’obiettivo di ripensare il rapporto tra arte e tecnica, immaginando una strada più creativa, lontana dal mero funzionalismom che potesse far nascere una prolifica collaborazione tra la sensibilità artistica e la conoscenza scientifica dei materiali. Come specificato nel titolo, lo scopo era realizzare l’idea di “artista libero”, capace di operare in diversi campi del sapere e al di fuori delle costrizioni dell’industria. 

IL PROGRAMMA DI EVENTI

Questa felice collaborazione con la Fondazione Crc permette al castello di Rivoli di approfondire un movimento artistico del XX secolo, il Situazionismo, di importanza cruciale per lo sviluppo anche dell’Arte povera, che è centro nevralgico della nostra collezione permanente, oltre che decentrare in maniera efficace sul territorio piemontese le nostre attività”, ha commentato Carolyn Christov-Bakargiev. La rievocazione del congresso di Alba prenderà la forma di un evento diffuso, svolgendosi in diverse sedi – la sala consiliare del Comune, il Centro Studi Beppe Fenoglio, la sala “Beppe Fenoglio” e la Scuola Enologica “Umberto I” – per svilupparsi poi anche lungo le strade della città. Il programma include sia una serie di relazioni volte alla ricostruzione teorica e storico-artistica dei fatti, sia una serie di momenti performativi che “rimettono in scena” momenti del congresso e permettono al pubblico di partecipare attivamente.
Tra i relatori, le storiche dell’arte dell’Archivio Gallizio di Torino Maria Teresa Roberto e Giorgina Bertolino; Francesca Comisso del collettivo curatoriale a.titolo; Tom McDonough, professore della Binghamton University, tra i maggiori esperti di Situazionismo; Achille Bonito Oliva, storico e critico d’arte, e Lori Waxman, storica dell’Art Institute of Chicago. Le reinterpretazioni “poetiche” verranno invece affidate a un gruppo di artisti e curatori che vestiranno i panni dei protagonisti dell’epoca nel contesto di letture e proiezioni: Bernard Blistène, Ludovica Carbotta, Alex Cecchetti, Cooking Sections, Irene Dionisio, Liam Gillick, Renato Leotta, Michael Rakowitz, Gianluigi Ricuperati, Amelia Simondo, Hans Ulrich Obrist e Alice Visentin.Il 21 settembre, inoltre, inaugura nella Chiesa di San Domenico anche una mostra, sempre curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Caterina Molteni, intitolata Per un rinnovamento immaginista del mondo. Da Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan), Pinot Gallizio (con Constant, Giorgio Gallizio, Asger Jorn, Jan Kotik e Piero Simondo), Mario Merz, che rimarrà aperta fino al 10 novembre. 

– Valentina Tanni

www.castellodirivoli.org/evento/un-rinnovamento-immaginista-del-mondo-congresso-alba-1956-2019/

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.