Nasce a Melbourne la Finkelstein Gallery, la prima galleria in Australia dedicata alle artiste

La fondatrice Lisa Fehily intende lanciare un chiaro messaggio: nonostante hashtag e proteste, le artiste non sono ancora sufficientemente rappresentate dal mercato dell’arte. E apre una galleria per promuovere giovani talenti e riscoprire autrici storiche non riconosciute

The Ride, by Cigdem Aydemir Courtesy of Finkelstein Gallery and the artist
The Ride, by Cigdem Aydemir Courtesy of Finkelstein Gallery and the artist

È la prima galleria australiana con una scuderia interamente femminile. La Finkelstein Gallery ha aperto i battenti lo scorso 29 agosto, con una collettiva che comprende artiste australiane e non, emergenti e affermate. La fondatrice è Lisa Fehily, consulente e avvocato.

FINKELSTEIN GALLERY: LE ARTISTE SUL MERCATO

 “Dopo aver lavorato con gli artisti per molti anni, sono stata testimone di donne trascurate, mancando di essere presentate dalle istituzioni in occasione di importanti mostre”, spiega la gallerista, “sono gli uomini ad essere considerati, nella maggioranza dei casi, adatti ad entrare all’interno delle grandi collezioni”. Con queste premesse, Lisa Fehily decide di dare una scossa al mercato australiano e internazionale, concentrando la sua attività su una categoria ancora sottorappresentata dalle gallerie. Infatti, se l’anno 2017 ha segnato la nascita del movimento #metoo, innescando la riflessione sulla disparità di genere anche nel sistema artistico, si stima che ancora nelle gallerie private australiane venga sostenuto solo il 40% di donne sulla totalità di artisti, mentre nel circuito dei musei statali la percentuale scende al 34%. Numeri in realtà molto alti, ma non per la Fehily. A farle capire che era il momento giusto per  agire, però, sono stati anche esempi positivi, come il National Museum for Women in the Arts a Washington e la campagna #Fivewomenartists lanciata dallo stesso museo, che chiedeva al pubblico di elencare cinque artiste donne (domanda alla quale non tutti erano in grado di rispondere), puntando l’attenzione su questa problematica. 

Lisa Fehily, Director Finkelstein Gallery. Image credit Natalia Sikiric
Lisa Fehily, Director Finkelstein Gallery. Image credit Natalia Sikiric

FINKELSTEIN GALLERY: LA MOSTRA DI APERTURA

 Ho selezionato un gruppo esclusivo di artiste di talento, le cui voci delineano una visione della società contemporanea e della vita dal punto di vista femminile, così come la cultura e la comprensione storica, insieme all’evidente abilità nell’uso di differenti mezzi espressivi”, prosegue Fehily. Nella mostra di apertura, intitolata semplicemente Launch exhibition, la proposta delle artiste australiane comprende Cigdem Aydemir, performer e videoartista vincitrice nel 2013 del Redlands Konica Minolta Art Prize; Coady, artista emergente focalizzata sul consumismo nella società odierna, sulle dipendenze e le abitudini più grottesche; Deborah Kelly, che ha partecipato alle Biennali di Singapore, Sydney, Salonicco, TarraWarra (in Australia) e Venezia, esplora il linguaggio della rappresentazione, della politica e della storia; il rapporto tra esseri umani e primati è il filo conduttore dei lavori di Lisa Roet, formalizzati attraverso sculture in bronzo, disegni a carboncino, film e fotografia, con recenti progetti di arte pubblica esposti alla Beijing Design Week di Hong Kong. Presenti anche due artiste internazionali: si tratta della londinese Sonal Kantaria, interessata alle migrazioni e alle minoranze, e l’artista concettuale sudafricana Kim Lieberman, le cui opere esplorano le culture provenienti dai paesi ex-colonie e il modo in cui esse hanno sviluppato un linguaggio proprio.

-Giulia Ronchi

Launch exhibition
Fino al 28 settembre 2019
Finkelstein gallery
Basement 2
1 Victoria Street, Melbourne
[email protected]
https://finkelsteingallery.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.