La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati di Lugano dedica una retrospettiva a Marisa Merz

Organizzata in collaborazione con la Fondazione Merz, la mostra ripercorre le fasi salienti della ricerca dell’artista recentemente scomparsa, unica esponente femminile dell’Arte Povera

Marisa Merz Senza Titolo (scarpette), s.d. Filo di rame. Base in legno e teca in plexiglass 50 x 150 x 50 cm Dimensioni base 4 x 23 x 9 cm Dimensioni singoli elementi Fondazione Merz, Torino © Renato Ghiazza, courtesy Fondazione Merz
Marisa Merz Senza Titolo (scarpette), s.d. Filo di rame. Base in legno e teca in plexiglass 50 x 150 x 50 cm Dimensioni base 4 x 23 x 9 cm Dimensioni singoli elementi Fondazione Merz, Torino © Renato Ghiazza, courtesy Fondazione Merz

Su una parete della sua casa-studio, Marisa Merz (Torino, 1926 – 2019) aveva appuntato una frase, criptica e poetica allo stesso tempo, in cui è racchiuso il senso della sua arte: Geometrie sconnesse palpiti geometrici. Questa frase è, oggi, anche il titolo della mostra che la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati di Lugano dedica all’artista recentemente scomparsa, che inaugurerà il prossimo 22 settembre.

LA MOSTRA DI MARISA MERZ ALLA COLLEZIONE GIANCARLO E DANNA OLGIATI 

Curata da Beatrice Merz e organizzata in collaborazione con la Fondazione Merz di Torino, Geometrie sconnesse palpiti geometrici rientra nella serie di iniziative dedicate agli artisti presenti nella Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, e si avvale di prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private – in gran parte svizzere –, oltre che dalla collezione personale dell’artista. Le 45 opere in mostra ripercorrono l’universo creativo di Marisa Merz, dal disegno su diversi supporti alla scultura in argilla cruda, dalle tessiture di filo di rame e di nylon agli oggetti trasformati in cera. Fino agli sviluppi degli anni Settanta: la ricerca di Marisa Merz, rispetto alla corrente dell’Arte Povera (di cui è stata l’unica esponente femminile), diventa più eccentrica e peculiare, e la componente temporale nel suo lavoro prende via via un’importanza sempre più crescente, concretizzandosi in installazioni di tipo ambientale. In mostra saranno esposte anche opere inedite, che comprendono disegni e tecniche miste su differenti supporti, insieme a un gruppo delle sue celebri ‘testine’ in creta. Opere, queste, che mettono in luce una tematica ricorrente nella produzione dell’artista, ovvero l’indagine sul volto o sulla figura. “Il percorso della mostra è disegnato per permettere alle singole opere di intrattenere un dialogo serrato tra loro creando, così, un campo di forza scandito da una successione di volti sconosciuti e trasfigurati, ma profondamente reali”, spiega Beatrice Merz. “Volti o figure che sono eseguiti attraverso la sovrapposizione di segni e materie, in un ritmo quasi ossessivo”.

 LA COLLEZIONE GIANCARLO E DANNA OLGIATI E L’ARTE POVERA 

Contestualmente all’esposizione temporanea, la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta come ogni anno una selezione inedita di opere provenienti dalla propria raccolta. Cuore dell’allestimento è un’intera sala dedicata ai principali esponenti dell’Arte Povera, nell’intento di costruire e sottolineare l’importanza del contesto culturale in cui Marisa Merz si trovò ad operare agli esordi della sua carriera, e anche ad artisti internazionali delle Avanguardie del XX e XXI secolo. Tra gli autori in mostra, Giovanni Anselmo, Franco Angeli, Giacomo Balla, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Fortunato Depero, Tano Festa, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Yves Klein, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Emilio Vedova, Gilberto Zorio.

– Desirée Maida

Lugano // dal 22 settembre 2019 al 12 gennaio 2020
Marisa Merz – Geometrie sconnesse palpiti geometrici
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati
Lungolago Riva Caccia 1
www.collezioneolgiati.ch

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.